L.U.P.O. è una organizzazione comunista e antimperialista che dal 1993 opera ad Osimo (An) e zone limitrofe (Offagna, Castelfidardo, America Latina, Medio Oriente, ecc.) cercando di attualizzare il Verbo Marxista-Leninista agendo sulla prima contraddizione - Tra Capitale e Lavoro - nella internità  ai processi di formazione ed emancipazione del nuovo proletariato a composizione multinazionale e sulla seconda - Tra Imperialismo e Popoli oppressi - sostenendo e collaborando politicamente con tutti i movimenti ed organizzazioni che lottano per l’autodeterminazione dei popoli contro le aggressioni militari, economiche, umanitarie, culturali e religiose delle oligarchie d’occidente guidate dalla gigantesca e decadente Tigre di Carta: l’impero americano.



 

OSIMO: LE FOTO DELLA MANIFESTAZIONE DEGLI STUDENTI 27 OTTOBRE 2008
foto di tulipanorosso

SE NON RIUSCITE A VEDERE LE FOTO CLICCATE QUI

 

 

Genova per noi

La sentenza che ha portato all’assoluzione dei responsabili della catena di comando che pianificarono la “macelleria messicana” avvenuta alla Diaz in occasione del G8 di Genova ci dimostra ancora una volta che le tanto decantate libertà democratiche sono soltanto l’involucro formale di un sistema basato sullo sfruttamento dell’uomo e sulla dittatura del denaro, ossia sui privilegi delle classi dominanti, le quali non esitano a sospendere il diritto vigente e le stesse regole costituzionali quando si sentono prese alla gola dal protagonismo delle masse popolari e dall’intensificarsi delle loro lotte.

Questo a noi non sorprende dal momento che siamo depositari di una memoria storica che ci rammenta continuamente quanto le lotte dei popoli, le conquiste dei lavoratori, l’affermazione dei diritti civili siano dovuti da sempre passare attraverso le forme di resistenza e di autodifesa opportune per non farsi schiacciare dalle forme autoritarie di dominio di coloro che non si rassegnano a perdere i loro privilegi, coloro che non hanno esitato a ricorrere al fascismo ed al nazismo, come forma reazionaria di mobilitazione delle masse e che oggi non esitano ad operare una forma di fascistizzazione palese degli spazi istituzionali bipartizan (gasparri-violante-cossiga), gettando la maschera della legalità borghese per prevenire, ogni volta che il sistema capitalista entra in crisi strutturali, le inevitabili rivolte di quanti non hanno più garantiti i livelli di sussistenza e di quanti si rendono finalmente conto dell’irrazionalità del sistema basato sul profitto, sulla concentrazione della proprietà, sull’esproprio della sovranità popolare.

Gli aguzzini, i loro mandanti e coloro che li hanno assolti sono della stessa pasta degli Scelba e dei Tambroni, dei Violante e dei Cossiga, di quelli che fecero addestrare i Nocs del commissario Genova dagli istruttori cileni che stavano pianificando il piano condor, di coloro che negli anni 70 si resero responsabili di torture ed esecuzioni extragiudiziali degni di Guantanamo ed Abu Ghraib (con la differenza che il “sottomarino” veniva praticato sui prigionieri considerati sovversivi con aggiunta di sale all’acqua).

Non sorprendono noi, che consideriamo anche ovvi i “paterni” consigli di Cossiga su come manganellare studenti e maestrine, lui che ha la responsabilità della morte di Giorgiana Masi, ma non sorprendono purtroppo neanche le tante Giorgiana Masi di oggi, i tanti ragazzi e ragazze, studenti o docenti genuinamente convinti che il sistema sia migliorabile con le lotte pacifiche e le loro sacrosante ragioni - non basta - serve la forza organizzata, perché nei momenti di crisi le classi dominanti non vanno troppo per il sottile, non possono permettersi le concessioni a denti stretti dei periodi di vacche grasse, e sono quindi pronti ad armare nuove forze reazionarie, anche a costo di perdere qualcosa per non perdere tutto.

Tanto è lo scarto di memoria tra generazioni, la sistematica distruzione ideologica, la rimozione delle ragioni strutturali e spirituali che sono alla radice dei conflitti particolari che ci impongono oggi più che mai l’abbattimento del capitalismo; questa spoliazione è stata portata avanti grazie alla complicità delle sinistre che oggi per questo si trovano in una specie di limbo; scaricate dai padroni e scaricate dalle masse.

I buoni consigli di Cossiga e la palese e tronfia dimostrazione di impunità ed onnipotenza delle strutture repressive (con tutti i dirigenti responsabili promossi anche dal governo Prodi), conseguente alle sentenze sui fatti di Genova, sono oggi un chiaro avvertimento per il futuro e non è casuale che le indicazioni di metodo su come infiltrarsi nei movimenti di protesta e colpire per primo i ventri molli (anche ideologici) venute dal picconatore abbiano preceduto la sentenza; poiché si trattava di giudicare proprio quei metodi: a Genova - ma anche prima l’abbiamo verificato con l’arrivo delle navi greche in Ancona- è stata perseguita una strategia che mirava principalmente a colpire i “buoni” per isolare i “cattivi”; in Ancona è stata rispedita indietro la nave degli equivalenti ai nostrani Ds, con l’attracco alla banchina difeso anche da noi, mentre è stata lasciata tranquillamente attraccare la nave dei nostri compagni antiimperialisti definita mediaticamente come “filo-terrorista”; a Genova sono stati sistematicamente attaccati dalle forze dell’ordine gli spezzoni pacifisti - ci ricordiamo le teste insanguinate degli attivisti di Mani Tese - dopo aver cercato il caso esemplare ed il morto con il povero Carlo Giuliani.

Anche l’irruzione alla Diaz e le torture di Bolzaneto sono avvenute su compagni lontani dalle posizioni considerate più estreme, mentre quando spezzoni organizzati e inquadrati difendevano o contrattaccavano i tutori dell’ordine generalmente desistevano: forse per noi fautori della necessità di un corteo difeso era in previsione l’attuazione di un secondo livello di intervento successivo, vedi le pratiche suddette degli anni 70.

Il verdetto sui fatti alla Diaz, come già prima per Bolzaneto è stato sostanzialmente: assolti promossi e continuate così… con la chiara intenzione di lanciare un segnale a quanti in questo regime del partito unico delle classi dominanti Pd-Pdl, non rinunciano a difendere i loro diritti, i loro territori ed il loro futuro; con l’idea di intimorire gli studenti in lotta, gli operai in sciopero, le popolazioni contrarie alla tav, al ponte sullo stretto, alla caserma di Vicenza ed all’avvelenamento dell’ambiente promettendo mano dura manganello ed impunità per le squadracce in divisa o in borghese.

La ferocia degli apparati repressivi e dei loro mandanti è destinata ad aumentare con l’avanzare della crisi, con la prossima disoccupazione di massa che si prospetta e questo avviene in un momento di estrema debolezza delle organizzazioni della sinistra e dei movimenti, occorre quindi uscire dalle ghettizzazioni, dal frazionismo quasi atomistico dei gruppetti e delle sette, dalle logiche particolariste dei comitati spontanei, occorre ridare corpo a forti organizzazioni politiche e sindacali di classe, senza farsi condizionare neanche dalle compatibilità istituzionali, da priorità elettoralistiche- parlamentari ormai quasi precluse nel breve periodo e sarà anche sul piano della capacità di autodifesa dal terreno legale da mutare in terreno politico di scontro rispetto alla legalità borghese, sul piano della disciplina e della capacità di autoorganizzazione delle nostre strutture difensive al livello sempre più aspro impostoci dall’arbitrio delle classi dominati, sulla capacità di trasmettere ed attualizzare le pratiche del conflitto passate, aprendosi alle nuove, alle dinamiche di ricomposizione del moderno proletariato multinazionale, sarà anche da questi percorsi che dovranno forgiarsi le organizzazioni capaci di resistere e vincere la fascistizzazione reazionaria di cui la sentenza sulla Diaz diviene paradigma; a Genova volevano spezzare un ampio movimento di resistenza, non ci sono riusciti ed ora ci provano per via giudiziaria legittimando le pratiche repressive che verranno ma ciò che non ci spezza ci rende più forti.

Lotta di unità proletaria osimo

 

 

 

 

 

ULTIMO AGGIORNAMENTO: MERCOLEDI' 19 NOVEMBRE


Questioni internazionali
Lettera da Esquivel (Premio nobel della pace) al Presidente Uribe
I bambini giocano con la morte e la privazione
Europarlamentari contro il Governo Uribe
Questioni interne
Lettera aperta al ministro degli esteri di G. Chiesa
Lettera alla Commissaria Europea di G. Chiesa
No alle centrali Api: Comunicato stampa
No alla scuola classista
La Distruzione della scuola pubblica...
Vertenza Irpinia
Osimo e dintorni
Solidarietà al compagno della Mait
Misure contro il degrado abitativo

Eventi
Tolentino: proiezione film "il cammino verso la Nuova Colombia"

Spazio Culturale
Stalin. Storia e critica di una leggenda nera
Recenzione libro: FRI LENS di G. Scattolini
Percorsi Creativi - Laboratorio Matta

Notiziari&Link
il nuovo sito di Campo Antiimperialista
http://www.campoantimperialista.it/


 

 

 


OSIMO E DINTORNI
Notizie sul nostro territorio


clicca sulla foto

 



 

lupo_osimo@hotmail.com

 

info@luposimo.org

 

 

avvertiamo i compagni, gli amici ed anche gli eventuali nemici
che le e-mail che ci vengono spedite potrebbero essere pubblicate sul sito,
ovviamente specificando la fonte, qualora ciò non sia gradito vi preghiamo di comunicarcelo.

Statistiche sito,contatore visite, counter web invisibile