Ex bosco ora insediamento israeliano - Ridosso di Gerusalemme

Questo insediamento coloniale israeliano sorge su una collina nei pressi di Gerusalemme, al suo posto vi era un immenso uliveto. Ironia della sorte: gli israeliani sostengono di “avere reso verde il deserto”.

I coloni ebrei sono suddivisibili in tre tipi: 1) di tipo economico, il governo offre incentivi o condizioni vantaggiose per l’acquisto di una casa negli insediamenti; 2) di tipo religioso: si tratta degli ebrei ultra ortodossi, che si dedicano solo alla preghiera e alla lettura della Torah senza lavorare e quindi obbligati ad andare dove il governo gli da un’abitazione. Per ragioni religiose vogliono vivere a Gerusalemme e il problema viene ovviato spostando i confini della città, ricomprendendovi quegli insediamenti (ovviamente realizzati in Cisgiordania, cioè sui Tenitori Palestinesi Occupati) in realtà molto distanti da Gerusalemme. Da segnalare è che questi ebrei non sono sionisti, nel senso che ritengono che la nascita e il consolidamento di Israele sono rimessi alla venuta del Messia e quindi alla volontà di Javeh mentre la attuale situazione dimostra come ancora questa volontà divina non c’è e quindi tutte le misure prese dai governi non servono a nulla, serve il Messia; 3) di tipo politico o ideologicizzati: sono ben consapevoli di insediarsi nei Tenitori Palestinesi allo scopo di cacciare la popolazione araba per realizzare la Grande Israele e si comportano di conseguenza, impedendo con tutti i mezzi, compreso il tenore, alla popolazione civile di condurre una vita normale per indurla ad abbandonare il territorio. Danno man forte i soldati. Sono insediati prevalentemente a Hebron, nella Striscia di Gaza e a Gerusalemme est. In Cisgiordania, gli insediamenti, e le relative infrastrutture interdette agli arabi, sono disposti in modo che Israele non perda mai il controllo del territorio e del movimento dei palestinesi, che di fatto non ha alcun margine di libertà.

Un insediamento si sviluppa seguendo questo procedimento: gli israeliani scelgono delle zone alte nelle città palestinesi e vi calano un prefabbricato con gli elicotteri da trasporto, proprio nel bel mezzo delle abitazioni civili palestinesi; nel frattempo accerchiano la zona con truppe e carriarmati che forniscono supporto militare. A questo punto vi istallano una famiglia o un gruppo di persone: i coloni. Questi ultimi, in un certo senso, hanno il compito di rendere la vita impossibile ai vicini palestinesi allo scopo di farli, prima o poi, evacuare; in questo modo il prefabbricato d’ origine diventerà un edificio vero e proprio, in seguito ne sorgeranno altri e andranno a formare F insediamento. E’ come un tumore che va in metastasi, dentro quei territori che formalmente gli Accordi di Oslo hanno assegnato ali’ autorità palestinese. Quando invece un insediamento sorge in un territorio non urbano, il procedimento è analogo, ma con un’ espansione più rapida, giustificata come crescita naturale demografica. Immaginiamo ora di collegare due insediamenti con un’ autostrada sopraelevata ( BY-PASS Road ) riservata ai soli coloni israeliani, ecco che abbiamo nel mezzo un paese palestinese isolato nel suo territorio come pure da altri territori e città, e collegato ad essi solo dai Check-point israeliani sorvegliati dall’ esercito. Tutto ciò va ad interferire con la circolazione di merci e persone, compromettendo irreparabilmente la contiguità territoriale della Palestina.

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