OSIMO E DINTORNI

 

 

 

 

 

Inchiesta su palazzo Viglietti

L’avviso di garanzia recapitato dalla procura per palazzo Viglietti, come altre volte tempestivo rispetto al calendario politico, non dovrebbe costituire il solo atto sanzionatorio rispetto ad una procedura da oltre un decennio mantenuta in equilibrio precario tra l’illecito amministrativo e la prassi corrente.

I risultati di questo modo di governare, attento alle clientele che potevano essere portatrici di consenso attraverso gli interessi delle lottizzazioni - clientele, dobbiamo riconoscere, con un indotto capillare e diffuso, visto il trascorso consenso delle liste civiche - sono sotto gli occhi di tutti, anche degli stessi beneficiari: un territorio devastato, fragile rispetto agli eventi naturali, la crisi del comparto edile e circa 23OO appartamenti e capannoni invenduti e sfitti. Ben altra sanzione dovrebbe arrivare dai cittadini onesti - la maggioranza - che si sono tenuti fuori da favoritismi e prebende, anche da quelli che in buona fede si erano fatti suggestionare dalla retorica del campanilismo e dalla politica del fare.

Oggi questa politica del fare, o meglio del malaf-fare, vede degnamente insieme destra e sinistra, latini-andreoni-spacca sullo stesso carro che ha trainato un modello, non solo osimano, improntato sulla cementificazione selvaggia e sulla subalternità all’impresa privata anche per realizzare le opere pubbliche, che siano i parcheggi in questione, le scuole o la quadrilatero; un modello ampiamente applicato anche nelle scelte economiche strategiche a livello regionale.

Una sanzione popolare che, ci auguriamo, si sappia adeguatamente manifestare anche alle prossime elezioni regionali, punendo gli artefici dell’inciucio, e dando consenso a quelle proposte politiche che rappresentano una discontinuità con questo modo di amministrare la cosa pubblica ad esclusivo vantaggio dei poteri forti.

Riguardo alla vicenda in questione ed indipendentemente dagli sviluppi delle indagini, non riteniamo Frontaloni più responsabile del sistema che si è coperto le spalle dietro la sua firma (e le chiamate in correità dell’ex sindaco lasciano il tempo ed i messaggi trasversali che trovano, sempre in vista degli aggiustamenti elettorali) ma crediamo che questa non sia necessariamente dovuta per ruolo e riteniamo, a differenza di altri, che anche la procedura più formalmente corretta non possa giustificare la costruzione di un campo di concentramento… a buon intenditor!

Lu.p.o. (lotta di unità proletaria osimo)

 

 

Giornalino A PUGNO CHIUSO N. 1                 Giornalino A PUGNO CHIUSO N. 2

 

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Comunicato stampa ASTEA

La minacciata recessione del Gpo di Genova, socio privato di Astea ha fornito all’ex sindaco Latini il destro per farsi campagna elettorale, addirittura sostenendo parte delle nostre tesi sulla necessità di tornare alla gestione pubblica, peccato che sia stato prontamente smentito dal suo delfino, attuale sindaco il quale sostiene, al pari del sindaco di Recanati l’impossibilità, in tempi di crisi, di trovare a bilancio i soldi pubblici per subentrare al privato, preferendo sottolineare l’appetibilità dell’azienda per eventuali altri soci che potrebbero subentrare. Questo dimostra la distanza tra le promesse a vanvera che si possono fare in campagna elettorale per abbindolare l’elettorato utente e il pragmatismo di chi è chiamato a governare la cosa pubblica dovendo tener conto degli appetiti dei poteri forti che finanziano la politica; continuando di questo passa Latini finirà per promettere anche l’abolizione della proprietà privata, tanto che gli costa… e visti i precedenti del “nostro” viene anche il sospetto che dietro la polemica legata alla presidenza, indicata dal comune in Mengoni, ci possa essere la volontà di controllare la dirigenza amministrativa per avere mano più libera nel procedere a successive ulteriori privatizzazioni, magari incoraggiando gli aspiranti nuovi azionisti con la promessa di fargli costruire l'inquinante "convertitore" di rifiuti a San Biagio. 

Qui non si tratta di mettere in dubbio le senz’altro competenti qualità di Giuseppini, piuttosto che commuoversi alla retorica del modesto dipendente che diventa presidente accorpando le funzioni di direttore generale (in sé sarebbe una cosa buona se comportasse una riduzione di costi ed un intervento riequilibratore da parte di organi di controllo formati da lavoratori, utenti ed esponenti delle opposizioni), qui si tratta di avere una prospettiva strategica di contrasto alla crisi, smettendola di rincorrere le contingenze con proposte inutili o doppioni di funzioni già esercitate da altri organi con risultati comunque inadeguati; l’amministrazione comunale intanto può e deve intervenire su quanto di sua diretta competenza, come l’elargizione di servizi, le tariffe, le rette e le tasse locali, prima di andarsi a proporre in ruoli improbabili su settori dove non è direttamente competente, alimentando il sospetto del perpetuarsi di pratiche clientelari. 

Proprio in tempi di crisi come questi non bisogna svendere i gioielli di famiglia con la fretta di far cassa subito, per trovarsi magari in seguito a dover risarcire azionisti attirati oggi dal mercato dell’acqua, dalla scoperta dei giacimenti di gas, dalla situazione contabile risanata dalle pendenze pregresse (a spese dei cittadini, come le tariffe aggiuntive impropriamente pagate sui depuratori non allacciati) oltre che dalla dimensione consorziale dell’azienda. Proprio perché risulterà sempre più insostenibile per i cittadini utenti sobbarcarsi il costo dei carrozzoni delle partecipate e garantire il lucro dei privati, soprattutto quando questo va ad espropriarci di un diritto biologico basilare come l’acqua. 

Lupo ed Osimo in Comune hanno sostenuto una petizione popolare articolata in 17 punti in cui viene avanzata una proposta organica e complessiva sulle società erogatrici di servizi in cui il ritorno in mano pubblica di Astea riveste un ruolo centrale e strategico, anche come volano economico che, proprio in virtù delle ampie prospettive di crescita prevedibili a fronte di altri settori duramente colpiti dalla crisi, deve garantire anche quelle attività di natura prevalentemente assistenziale che più facilmente possono incorrere in bilanci negativi; questo nella prospettiva di un progressivo ritorno alla gestione e controllo pubblico (inte so come interesse della collettività) dei servizi, accorpando le attuali partecipate in un unico ente di diritto pubblico. 

Abbiamo anche indicato nello sviluppo di forme di azionariato popolare diffuso i meccanismi con cui aggirare eventuali obblighi a privatizzare posti dal legislatore, così come sono stati indicati i provvedimenti che gli enti locali possono mettere in campo per reperire i fondi necessari a realizzare gradualmente questi passaggi, essenzialmente colpendo attività speculativa e rendita parassitaria ed istituendo elargizioni a tariffa sociale per regimi di consumo pre-definito, con maggiorazioni per sprechi e consumi impropri. Stiamo aspettando, insieme con le centinaia di cittadini firmatari della nostra proposta di delibera popolare, la disponibilità dell’Amministrazione a discutere in consiglio Comunale le nostre proposte, in un confronto pubblico e non nelle riunioni a porte chiuse della giunta.

L.U.P.O.

 

privatizzazione dell'acqua

Si è svolta ad Osimo l'assemblea sociale contro la privatizzazione dell'acqua,dei servizi e beni pubblici in continuità con il percorso di raccolta firme per la petizione popolare indetta dal comitato promotore e dalla lista civica Osimo in Comune. Le firme raccolte sono state protocollate affinché siano sottoposte alla discussione in consiglio comunale ed i numerosi cittadini firmatari pretendono una risposta dagli amministratori.. Lucida e puntuale l'analisi effettuata da Fabio Pasquinelli (primo firmatario della petizione) sulle cause e ricadute della crisi nei suoi effetti globali e locali. Il trasferimento delle produzioni locali all'estero,con conseguente aumento di disoccupazione e cassa integrazione per i nostri operai, la crescente politica privatizzatrice da parte delle società partecipate per una logica volta principalmente al profitto, il progetto sul rigassificatore, la volontà di un ritorno al nucleare, l'inciucio politico tra maggioranza e opposizioni di facciata, specie in vista delle elezioni regionali, denotano come la politica partitica, sempre più serva del potere economico sia distante dai cittadini, dai loro REALI BISOGNI e RICHIESTE. E' sotto gli occhi di tutti come anche i partiti del centro - sinistra abbiano alla grande disilluso e mostrato il loro vero volto agli elettori. Gli esponenti del PD non potrebbero apertamente dichiararsi contrari alla privatizzazione dei servizi,gli interessi personali in ballo e quelli delle lobbies che li finanziano non lo consentirebbero e le poltrone salterebbero all'istante. Di fronte a questo desolante panorama,le proposta avanzate dai relatori sono state numerose e concrete. Stilare una lista autocertificata di disoccupati e cassintegrati che si costituisca come soggetto vertenziale collettivo per la riduzione di tariffe e bollette e per aiuti sulla casa e nello stesso tempo mettere a disposizione un numero di riferimento (3382235119) ed una struttura di assistenza legale e organizzativa per le fasce sociali in difficoltà economica. L'assemblea è proseguita con l'intervento di Simone Bompadre (ex candidato a sindaco della coalizione Osimo in Comune)che ha puntualizzato la situazione CRITICA della scuola,depauperata e dequalificata ed evidenziato l'inefficienza dei servizi sociali osimani in mano alla società partecipata Asso, accusata di gestione clientelare e pressioni ricattatorie sui dipendenti oltre che di insufficienza in alcuni settori, quali l'assistenza all'handicap. Bompadre ha sottolineato anche l'importanza del nuovo giornale per colmare lo spazio vuoto alla sinistra dello schema partitico e contro la censura e le lacune dell'informazione ufficiale . L'impegno e la presenza di Osimo in Comune sul territorio osimano continua nella prospettiva di promuovere forme di autoorganizzazione popolare per un fertile e costante protagonismo dei cittadini, sempre più spesso chiamati alla partecipazione diretta,come dimostrato dalla nascita dei numerosi comitati spontanei nati nel nostro territorio per contrastare la speculazione affaristica ed i poteri forti, poteri rimasti i soli referenti della mala-politica istituzionale.

 

I nodi vengono al pettine

In questa battuta c’è la più realistica interpretazione dei dati forniti dalla Cna e relativi alle maggiori difficoltà della piccola impresa edile di Osimo (insieme a Castelfidardo), mosca bianca rispetto al panorama regionale. Se nella nostra città, il rapporto tra aziende aperte ogni una che ne viene chiusa è significativamente inferiore alla media delle Marche, non è per puro caso. Ancora una volta, emergono le conseguenze di dieci anni di governo autoritario e fondato su pratiche clientelari da parte delle Liste Civiche, dove la speculazione edilizia rappresenta l’ “opera” più evidente lasciata in eredità al comune di Osimo dall’amministrazione Latini.

Il quadro descritto dalla Cna, emerge a causa di una politica ambientale ed urbanistica pianificata contro lo sviluppo dell’economia locale e familiare, rea non soltanto di aver devastato il paesaggio, ma soprattutto di aver favorito grandi imprese edili e comunque le aziende dei soliti amichetti o meglio sarebbe dire furbetti. Escludendo così tanti piccoli artigiani del territorio dalle possibilità di lavoro. Un’offerta di lavoro non più recuperabile, soffocata da quella saturazione cementizia della terra, che ha prodotto quasi duemila appartamenti sfitti.

“Osimo in Comune” torna a proporre il blocco delle costruzioni - in favore di un territorio che sarà per sempre vulnerabile e soggetto a inondazioni – e la riconversione edilizia – in favore degli artigiani – che dovrà prevedere numerosi interventi di ristrutturazione di abitazioni secondo le linee guida della bioedilizia, nel rispetto di un’economia che non può ignorare ulteriormente l’etica ecologica. E anche in quei pochi interventi di matrice ambientalista messi in atto, l’amministrazione ha adottato un ulteriore provvedimento anti-economico, come nel caso dei pannelli solari giganti.

I quali, oltre ad occupare terreno prezioso allo sviluppo dell’agricoltura – dove la promozione della filiera corta e della vendita diretta nei mercati diventano pratiche sempre più funzionali di fronte alle prospettive di una forte crisi e della continua perdita del potere d’acquisto – sono un’ulteriore buco che risucchia possibilità di lavoro. Infatti, attraverso la concertazione con gli artigiani del settore, un comune vicino ai cittadini, dovrebbe promuovere l’installazione domiciliare di pannelli solari, generando ulteriori possibilità di lavoro.

"Osimo in Comune"

 

presidio solidarietà "gaza freedom march" ad osimo

Si è svolto il presidio in solidarietà con la "gaza freedom march" lo scorzo 30 dicembre in piazza Boccolino ad Osimo. l'iniziativa ha avuto una buona partecipazione e momenti significativi, come quando siamo riusciti a collegarci con Vittorio Arrigoni da Gaza che ci ha aggiornato sulla situazione difficile a causa del diniego delle autorità egiziane, disposte a concedere l'ingresso ad una sola delegazione composta per lo più da americani, proposta respinta sia da Hamas che dalla gran parte dei volontari internazionali, i quali insistono per entrare in massa dai valichi di Rafah e di Eretz, organizzzando proteste e manifestazioni; oltre all'opera di informazione sono anche stati attaccati sull'albero di natale che campeggia da giorni sulla piazza i nomi delle 1415 vittime, molti donne e bambini, provocate dalla invasone israeliana dello scorso anno con la criminale operazione denominata "piombo fuso", collegandoci così simbolicamente con quanto avviene in questi giorni nella striscia di Gaza, dove sono esposti identici elenchi. di seguito aggiungiamo il volantino distribuito ai cittadini osimani:

Solidarietà alla “gaza freedom march”

In queste ore migliaia di volontari provenienti da oltre 52 paesi insieme a tanti palestinesi ed israeliani sono bloccati in Egitto ed in Cisgiordania mentre tentano di raggiungere i valichi di Rafah ed Eretz per rompere l’asssedio militare, economico e diplomatico con il quale le potenze imperialiste ed i loro alleati, anche nel mondo arabo, stanno cingendo la popolazione di Gaza.

Soprattutto l’Egitto si sta distinguendo per la sua linea collaborazionista, allineata ai diktat sionisti, progettando di costruire un muro di metallo che dovrà scendere fino a 20 metri di profondità per sigillare i tunnel, uniche vie atte a garantire i rifornimenti e la sopravvivenza alla popolazione assediata; il governo egiziano sta frapponendo in questi giorni ostacoli e misure repressive contro i partecipanti alla marcia, consentendo soltanto a qualche container con aiuti umanitari di attraccare agli scali e concedendo l’ingresso soltanto a qualche sparuta delegazione, giusto con l’intento di salvare la faccia.

Nei giorni scorsi si sono levate numerose forme di protesta verso le autorità egiziane, anche dalla nostra città, con e-mail e telefonate che esortano a concedere l’ingresso in massa ai volontari e questo presidio vuole essere una ulteriore forma di pressione e un doveroso omaggio in ricordo delle vittime dei massacri israeliani perpetrati con l’operazione “piombo fuso”

di cui ricorre in questi giorni l’anniversario.

Infatti il 27 dicembre 2oo8 le truppe sioniste ricevettero il disco verde per un’operazione che si poneva l’obiettivo della punizione collettiva per la popolazione civile, rea di aver democraticamente eletto, 2 anni prima, una leadership non gradita e voleva altresì decapitare la struttura politica e sociale di Hamas.

Gli israeliani riuscirono soltanto nel primo intento:1415 vittime, molte donne e bambini, più di 5ooo feriti e mutilati, 11.000 case distrutte, ospedali e 200 fabbriche rasi al suolo, oltre 100.000 sfollati rimasti senza tetto.

Israele fece uso di armi proibite, dal fosforo bianco alle armi nucleari a gettata limitata, bombe a microframmentazione ed altre usate in via sperimentale per le quali è stata condannata dal tribunale internazionale delle Nazioni Unite per crimini di guerra; in conseguenza dell’impiego di tali armi in una delle aree più densamente popolate del mondo sono aumentati i livelli di inquinamento chimico e radioattivo, sono rimasti avvelenati i pozzi d’acqua, si registrano aumenti esponenziali di tumori e leucemie, si rilevano malformazioni genetiche, soprattutto sui neonati che si prevedono aumentare per il futuro… insomma Israele oltre alle devastazioni ed ai massacri immediati dei bombardamenti ha perseguito il genocidio scientifico per rallentare la crescita demografica della popolazione araba.

Grande è la responsabilità e l’ignavia dei paesi occidentali e dei governi arabi corrotti, i quali avallano l’assedio di Gaza, sempre più ridotta ad una prigione a cielo aperto; criminale la politica estera degli Usa che con Obama, insignito con paradossale cinismo del nobel per la pace, si pone in continuità con l’amministrazione Bush proseguendo e rafforzando la guerra ai musulmani in Afghanistan, Somalia, Medio Oriente, riempiendo di basi e consiglieri militari l’America Latina, preparando i futuri interventi per spezzare le resistenze dei popoli al loro ordine imperiale, ordine di cui Israele costituisce il fedele avamposto militare nel cuore del mondo islamico, oltre che il bastione ideologico.

Invitiamo a sostenere la stoica e quotidiana Resistenza delle donne, dei bambini, dei combattenti mai piegati di Gaza e della causa palestinese, appoggiamo il legittimo governo popolare costituito da Hamas, contro le menzogne dei collaborazionisti, oggi purtroppo al vertice dell’ANP, Boicottiamo Israele nelle forme che possiamo, anche con il boicottaggio economico e commerciale, evitando di acquistare prodotti di sua provenienza e di investire in banche o agenzie ad esso collegate.

Lotta di Unità Proletaria Osimo

Foto del Presidio

 

Proposta di deliberazione ad iniziativa popolare

(ai sensi degli artt. 42 e 43 commi 2, 3 e 4 dello Statuto Comunale)

 

“Petizione Sociale per l'acqua pubblica ed i servizi pubblici , per la gestione pubblica trasparente ed efficiente delle società di servizi e per le misure straordinarie di contrasto alla crisi economica”.

 

COMUNE DI OSIMO

 

Premesso che

 

a.1) I provvedimenti previsti dall'art.23-bis della Legge 133/2008 novellato dal Decreto Legge 135/2009, coerentemente con le scellerate politiche di privatizzazione portate avanti dai governi di centrodestra e centrosinistra negli ultimi 20 anni, mirano alla privatizzazione definitiva e totale dei servizi pubblici immettendone la gestione nel mercato;

a.2) La suddetta novella legislativa inserisce tra i servizi pubblici da privatizzare anche quello idrico ed in questo modo consegna il bene pubblico dell'acqua nelle mani della speculazione privata;

a.3) L’acqua costituisce un bene comune dell’umanità, un bene comune universale, un bene comune pubblico, quindi indisponibile, che appartiene a tutti;

a.4) Il Comune di Osimo, con altri enti locali dell'area vasta del “Conero e Musone”, ricopre un ruolo centrale nella erogazione dei pubblici servizi e nella gestione delle relative reti;

 

b) La crisi economica, di natura industriale e finanziaria, sta diventando crisi sociale, mediante il dispiegamento degli effetti  negativi sul lavoro e, pertanto, l'addebito del costo della crisi stessa sulle spalle dei lavoratori, anche mediante l'aumento delle tariffe dei servizi pubblici e le privatizzazioni degli stessi;

 

c) Tali premesse sono parte integrante del presente atto;

 

Considerato che

 

a.5) I servizi pubblici primari legati alle risorse naturali (acqua, energia elettrica e gas, gestione dei rifiuti) ed umane (servizi sociali, trasporti pubblici, cultura, ecc.) debbono essere gestiti nell'interesse pubblico e, quindi, non sottoposti al vincolo del profitto fondante l'attività capitalista;

a.6) L'accesso alla risorsa naturale dell'acqua, in particolare, deve essere garantito democraticamente e equamente a tutti mediante una gestione pubblica del servizio di erogazione;

a.7) Il Comune ha la funzione di garantire il soddisfacimento dei bisogni collettivi e l'accesso ai beni pubblici, nonché di rimuovere gli ostacoli sociali e promuovere la cultura ed il lavoro;

 

b) Il Comune ha l'onere di intervenire con politiche economiche e sociali al fine di fronteggiare gli effetti negativi della crisi, rispondere ai bisogni emergenti dei cittadini e rilanciare l'economia attraverso un nuovo intervento pubblico ed elaborando un progetto alternativo e contrario a quello liberista, nonché garantendo il blocco degli aumenti delle tariffe relative ai servizi pubblici fondamentali;

 

c) Le presenti considerazioni sono parte integrante dell'atto; 

 

Visti

 

-         Gli artt. 1, 2, 3, e 4 della Costituzione della Repubblica Italiana;

-         Gli artt. 2 e 3 dello Statuto del Comune di Osimo;

-         L'art. 5 commi 1 e 2 dello Statuto del Comune di Osimo;

-         L'art. 6 dello Statuto del Comune di Osimo;

-         L'art. 7 comma 1 dello Statuto del Comune di Osimo;

-         L'art. 8 commi 1, 2, 3 e 4 dello Statuto del Comune di Osimo;

 

Visti inoltre

 

-         L'art. 42 dello Statuto del Comune di Osimo;

-         L'art. 43 commi 2, 3 e 4 dello Statuto del Comune di Osimo;

-         La deliberazione del Consiglio comunale di Osimo n. 114 del 05.07.1993 come modificata dalla deliberazione consiliare successiva del 14.09.1993;   

 

IL CONSIGLIO COMUNALE DI OSIMO

 

  1. Si impegna a riconoscere nello Statuto comunale il Diritto umano all'acqua, che si sostanzia nell'accesso al bene acqua come diritto umano, universale, indivisibile,inalienabile e nell'attribuzione al bene acqua dello status di bene comune pubblico;
  2. Si impegna a riconoscere con delibera il servizio idrico integrato come servizio pubblico essenziale privo di rilevanza economica ed inserisca questo principio nello Statuto comunale;
  3. Si impegna conseguentemente ad erogare tale servizio pubblico ed i servizi energetici (elettricità, gas), nonchè a gestire i rifiuti solidi urbani, attraverso un Ente di diritto pubblico o tramite una società a capitale inalienabile integralmente pubblico;
  4. Si impegna contestualmente a mantenere o recuperare in via transitoria, nelle società erogatrici di servizi pubblici primari attualmente a capitale misto pubblico e privato, la maggioranza assolute e/o il controllo strategico delle società  prevedendo, in via subordinata, che l'eventuale privatizzazione, esclusivamente se resa obbligatoria dal legislatore e salva la possibilità di condotte pubbliche di disobbedienza alla legge - ad esclusione comunque del serviziom idrico -, avvenga con modalità che ne garantiscano sempre la reversibilità  e configurino una forma “pubblica” di “privatizzazione”, mediante la partecipazione azionaria diffusa da parte degli utenti dei servizi in questione;
  5. Si impegna affinché il Comune di Osimo, nel capitale pubblico delle società partecipate, mantenga o raggiunga la proprietà di quote pari alla maggioranza assoluta ovvero, in via subordinata e per ragioni di necessità, relativa, al fine di stabilizzare il controllo aziendale ed esercitare un ruolo leader di comune capofila nell'area vasta del “Conero e Musone”;
  6. Si impegna, ed impegna la Giunta comunale e l'Astea S.p.A., a promuovere campagne di informazione e stimolo per il risparmio della risorsa idrica e di quella energetica, prevedendo quote di gratuità dell'acqua e penali sugli sprechi, così come tariffe a quantità preordinata di consumo energetico; inoltre impegna la stessa Giunta e l'Astea ad ottimizzare la depurazione dell'acqua ed a promuovere l'utilizzo della risorsa pubblica in alternativa all'acqua imbottigliata (anche mediante l'istallazione di fonti pubbliche dotate di impianti di depurazione e refrigerazione);
  7. Impegna inoltre l'Amministrazione a sviluppare ancora e rendere più efficiente il sistema della raccolta differenziata dei rifiuti (con sgravi tariffari per chi ricicla, isole ecologiche di quartiere, raccolta porta a porta, cassonetti differenziati), unitamente all'incentivazione dell'impiego di materiali riutilizzabili (in particolare vetro, legno e tessuti naturali);
  8. Si impegna a deliberare la riassunzione diretta da parte del Comune di Osimo dei Servizi Sociali e della Cultura, in quanto beni privi di rilevanza economica e direttamente dipendenti dalla responsabilità politica del Sindaco e delle rispettive deleghe assessorili, garantendo la stabilizzazione di tutti i lavoratori mediante concorso ad evidenza pubblica e sostenendo in questi campi le esperienze sussidiarie ed auto-organizzate della società civile;
  9. Impegna l'Amministrazione a stabilizzare i lavoratori precari delle società partecipate e ad assumere i nuovi dipendenti mediante concorso pubblico, utilizzando i contratti a tempo determinato esclusivamente come ammortizzatori sociali a favore dei lavoratori disoccupati e strumento di inserimento dei giovani ad un lavoro stabile;
  10. Si impegna a riformare i consigli di amministrazione delle società partecipate in modo da abolire le indennità, sostituendole con il solo gettone di presenza (non superiore a quello dei consiglieri comunali), prevedendo la presenza di almeno un esponente indicato dalle opposizioni ed un rappresentante dei lavoratori;
  11. Si impegna a costituire un Comitato di controllo sugli enti di gestione dei servizi pubblici con poteri ispettivi e di accesso agli atti, composto da 7 componenti, 3 consiglieri comunali (2 di minoranza ed 1 di maggioranza), 2 tecnici esperti (1 nominato dalle minoranze consiliari e 1 dalla maggioranza), 2 rappresentanti degli utenti. Il Comitato di controllo avrà il compito di monitorare la gestione finanziaria degli enti, la corretta e completa applicazione dei diritti dei lavoratori, la qualità e l'efficienza nell'erogazione dei servizi, la congruità delle tariffe applicate agli utenti ed il rispetto dei diritti di questi ultimi;
  12. Si impegna a deliberare la redazione di una “lista sociale” il cui accesso sia previsto per famiglie e lavoratori residenti ad Osimo in difficoltà economica e lavorativa, la quale sia funzionale alla sospensione e/o riduzione delle tariffe dei servizi pubblici (acqua, energia elettrica, gas, gestione dei rifiuti, servizi sociali, trasporti pubblici, cultura).
  13. Si impegna a deliberare contestualmente sgravi tariffari e fiscali per le cooperative create da lavoratori disoccupati e per i piccoli e medi imprenditori che blocchino i licenziamenti, stabilizzino i dipendenti e/o assumano lavoratori residenti ad Osimo;
  14. Si impegna a deliberare l'acquisizione (mediante locazione o acquisto a prezzo concordato o, in casi di speculazione edilizia, esproprio) degli edifici abitativi invenduti e non affittati, al fine di dare una risposta pubblica al drammatico bisogno della casa, prevedendo contestualmente il blocco delle concessioni a costruire  e puntando a rilanciare l'attività edilizia in direzione della riqualificazione urbanistica e dell'efficienza energetica (istallazione di pannelli fotovoltaici sui tetti delle abitazioni anche con investimenti pubblici, isolamento termico degli edifici, ristrutturazioni di qualità ecc.); 
  15. Si impegna a deliberare sgravi fiscali  (Irpef, Ici...) ai proprietari di beni immobili che adottino un contratto di affitto sociale concordato ad equo canone, prevedendo parallelamente pesanti disincentivi fiscali per chi possiede case sfitte (o affittate in nero) e per la speculazione immobiliare;
  16. Impegna la Giunta comunale ad intervenire presso gli istituti di credito per istituire il “mutuo sociale”, finalizzato all'acquisto della prima casa e affinché le famiglie e i lavoratori in difficoltà economica abbiano la possibilità di sospendere il pagamento del mutuo e/o di ritrattarlo;   
  17. Si impegna ad intraprendere, infine, tutte le azioni opportune di carattere politico, amministrativo e giudiziario al fine di contrastare i provvedimenti previsti dall'art.23-bis della Legge 133/2008 novellato dal Decreto Legge 135/2009.

 

Proposta Osimo in comune su astea e partecipate

Riteniamo di dover intervenire riguardo i problemi posti nella ridefinizione del consiglio di amministrazione, la nomina dell’amministratore delegato e le nuove competenze spettanti ad Astea derivanti dal consorzio di comuni di cui Osimo si pone come capofila, problemi che sembrano spingere il socio privato Gpo di Genova a recedere per chiedere la liquidazione della sua parte di capitale.

Questa vicenda dimostra ancora una volta che gli investitori privati hanno il solo obiettivo di fare profitti e controllare le politiche amministrative e gestionali delle società partecipate di cui vanno a rilevare le quote e questo si pone in inevitabile contrasto con quelle attività e quei servizi di rilevanza sociale la cui fruizione deve essere garantita a tutti, specialmente ai cittadini ed alle famiglie più disagiate, al dì là della rilevanza economica.

Osimo in Comune presenterà a breve una proposta di iniziativa popolare, con relativa petizione, riguardante misure di salvaguardia dei beni e servizi pubblici che possono adattarsi al caso Astea come ad altre società partecipate erogatrici di servizi.

Possiamo anticipare la proposta di mantenere o recuperare la maggioranza assoluta e il controllo strategico pubblico di dette società e quando la privatizzazione fosse resa obbligatoria dalle leggi dei governi liberisti di destra-sinistra succedutesi in questi anni (come il dl 135-2009 su 23 bis133-2008 che consente la privatizzazione di un bene essenziale alla vita stessa come l’acqua) suggeriamo di aggirarla mediante forme di partecipazione azionaria diffusa da parte degli utenti i quali dovrebbero anche essere rappresentati adeguatamente in un comitato di controllo sugli enti di gestione dei servizi pubblici con poteri ispettivi e di accesso agli atti; tale comitato dovrebbe essere composto anche da tecnici, rappresentanti dei lavoratori e consiglieri di minoranza e dovrà avere il compito di assicurare trasparenza politica e monitorare la gestione finanziaria degli enti, l’applicazione dei diritti dei lavoratori e degli utenti, la congruità delle tariffe.

Nella nostra petizione chiediamo anche di riformare i consigli di amministrazione delle società partecipate inserendo un esponente indicato dalle opposizioni, uno indicato dai lavoratori ed uno dagli utenti, chiediamo di abolire le indennità per sostituirle con un gettone di presenza da equiparare a quello dei consiglieri comunali, suggeriamo di ridurre od eliminare i lauti compensi per manager e consulenti e di arrivare gradualmente ad un unico consiglio di amministrazione che accorpi le società partecipate in vista di un loro completo ritorno in mano pubblica per una gestione negli interessi collettivi, libera da ricatti clientelari e dagli appetiti degli speculatori.

 

Aziende che hanno dinnanzi ampie prospettive di crescita, viste anche le recenti scoperte di riserve di gas sul nostro territorio, devono restare a maggior ragione in mano pubblica e fare da volano per quelle attività necessariamente meno lucrative o in perdita per la loro natura assistenziale.

 

La petizione popolare sarà presentata durante un incontro conviviale presso il centro sociale dell’area attrezzata di campocavallo sabato 19 dicembre a partire dalle ore 19.00.

Osimo in comune

 

Lettera a Napoletano

Cari amici, > > > >ho molto affetto per voi – probabilmente un affetto ascritto, perché > presente > >fin dal primo giorno che vi ho incontrato - e spero che queste spontanee > >considerazioni non vi sembrino polemiche. Voglio solo invitare coloro che > si > >sono giustamente sollevati per la questione della riduzione del 10% dello > >stipendio ad una riflessione. > >E’ sensato scrivere al direttore del Messaggero. Però credo che la lettera > di > >Napoletano debba aiutarci a capire che oggi è impensabile continuare a > >ragionare per compartimenti stagni, dove ogni uno si preoccupa solo del > proprio > >orticello. E’ necessario trascendere le piccole questioni interne alla > >categoria se non addirittura al mero (e misero) compenso individuale per > >affrontare le problematiche del lavoro da un punto di vista strutturale. > Da > >una veduta più ampia. > >Vi ricordo che se oggi ci troviamo nell’attuale condizione lavorativa – mi > >riferisco al precariato nel giornalismo e al precariato in generale – non > è > >perché una mattina Napoletano e altri dirigenti e imprenditori dell’editoria > si > >sono svegliati ed hanno deciso di tagliare il 10% o di non far collaborare > chi > >è senza partita iva o di pagare stipendi quasi da fame etc. E non è > neanche > >tutta colpa dei tagli all’editoria citati nella lettera del direttore, > >provvedimento troppo a valle rispetto all’architettura delle politiche > sociali > >diabolicamente congeniata nel periodo dell’impropriamente detta seconda > >Repubblica. > >In anni recenti, il governo di centrosinistra - con la legge Treu – e il > >governo Berlusconi - con la Biagi, rea di aver istituzionalizzato un numero > di > >contratti atipici che si approssima alle 50 tipologie – uniti alla > complicità > >dei soliti accordi a ribasso di sindacati – protocollo sul welfare nel > 2007, > >tanto per citarne uno – e partiti della sinistra radicale, sono stati quei > >fattori che hanno determinato la situazione attuale. Questo è il quadro > >nazionale italiano, che calza a pennello nella più vasta strategia europea > >lanciata con la direttiva Bolkestein. E questo Napoletano non può scriverlo > in > >alcuna lettera. Già starete pensando che è ragionamento ideologico. L’ > unica > >cosa che posso controbattere è un qualunque manuale accademico fugherebbe > ogni > >dubbio in maniera esaustiva. L’accenno al contesto italiano è opportuno > per > >capire di quali danni noi stessi collaboratori siamo spesso colpevoli. > Tanto > >per fare solo un esempio, tutti i giorni molti di noi, nei tre quotidiani > >locali, accettano di propagandare con lusinghiere parole la partitocrazia > >regionale dimenticandosi che tali soggetti altro non sono se non dei > >luogotenenti, dei questori, dei burocrati di quel sistema politico a cui > ho > >accennato sopra. Potremmo parlare del presidente Spacca e degli interessi > >imprenditoriali che rappresenta. Del suo partito, uno a caso, e degli > >“onorevoli” che ci sono all’interno tra i quali Pietro Ichino – giusto per > fare > >un nome, compare di Biagi - che sulla nostra condizione di collaboratori > al > >massimo si fa quattro risate. > >Se per molti di noi la stampa italiana è in pericolo per le sparate e le > >querele da campagna elettorale di Berlusconi e perché quest’ultimo non > risponde > >alle dieci domande de La Repubblica, la lettera a Napoletano difficilmente > >risolverà i nostri problemi. Secondo me i pericoli sono altri. Dovremmo > >preoccuparci invece del fatto che l’imprenditore fornitore di belle ragazze > di > >Berlusconi, è la stessa persona implicata nella sanitopoli pugliese dello > >stimato Niki Vendola e del suo dalemiano ex assessore Tedesco. Ciò che mi > >impensierisce di più la trasversalità di certe pratiche malavitose che > emergono > >dalla vicenda. Quella stessa trasversalità di intenti che ritroviamo nel > >balletto dei direttori di quotidiani nazionali – La Repubblica, Corriere > della > >Sera, Il Sole 24 ore, La Stampa, etc., gira gira sono sempre i soliti – e > di > >famiglie dell’alta finanza che grazie al dono dell’ubiquità sono presenti > allo > >stesso tempo in più di un consiglio di amministrazione dei giornali. Se, > dietro > >alla lettera a Napoletano, non riusciamo a costruire una coscienza di > sistema > >sulle cause dei nostri mali, con tutta sincerità penso che stiamo > sprecando > >tempo. > >In ogni caso condivido i contenuti del documento, lo sottoscrivo, spero di > >partecipare alla prossima riunione sindacale e ringrazio Agnese.

Un abbraccio

Zeno

 

 

 

 

 
 
 
 

 

 

FOTO DEL G8 ALL'AQUILA

FOTO MANIFESTAZIONE ANCONA CONTRO IL G8

 

Pronto soccorso lavoro

Le ricadute della crisi nei nostri territori necessitano di risposte adeguate sul terreno della lotta di classe e della difesa dei servizi ai cittadini, mentre la risposta che viene data dall’amministrazione comunale va nella direzione sbagliata, allineandosi alle misure nazionali che perseverano nelle politiche cementificatrici e nella privatizzazione delle risorse strategiche e dei servizi.

In questo modo si continuano a far pagare i costi della crisi e delle ristrutturazioni produttive ai lavoratori ed alle classi popolari, facendo lievitare i profitti dei gruppi imprenditoriali e finanziari che passano dai mercati saturi dei beni di consumo al mercato dei servizi e dei diritti, privatizzati, cioè trasformati in fonti di lucro al pari di altre merci.

Continuare ad incoraggiare nuove edificazioni e lottizzazioni, con oltre 2000 appartamenti invenduti e molte costruzioni rimaste incompiute perché le ditte appaltatrici non vendono, con il territorio già pesantemente compromesso ed a rischio di catastrofi (come quelle di cui siamo testimoni in questi giorni)è una pratica criminale e non semplice cattiva amministrazione; così come diventa inammissibile cedere le quote e quindi anche la gestione pubblica di quelle società partecipate che gestiscono l’energia, le infrastrutture ed i servizi, abdicando dai necessari interventi a sostegno delle famiglie in difficoltà economica, le quali avrebbero invece bisogno di veder attivate politiche assistenziali che soltanto la gestione pubblica di questi settori può garantire, dal momento che lo scopo degli imprenditori privati è, ovviamente, quello di far profitti.

Intanto centinaia di lavoratori sono sul lastrico, migliaia in cassa integrazione e proliferano gli incidenti sul lavoro, moltiplicati dai ricatti occupazionali che spingono tanti lavoratori a rinunciare ad adeguate misure di sicurezza; tutto questo mentre i padroni continuano a ricevere incentivi pubblici per poi delocalizzare, contano su complicità sindacali per distruggere i contratti nazionali ed introdurre le gabbie salariali, controllano le giunte comunali con i troppi componenti a loro libro paga. Per queste ragioni l’associazione L.U.P.O. ha attivato presso la propria sede di via Cecconi 15 un servizio di consultazione ed assistenza per lavoratori, cassintegrati e disoccupati vittime di violazioni e soprusi o semplicemente intenzionati a dar vita o forme autorganizzate di lotta in difesa del posto di lavoro e nella rivendicazione di reddito ed ammortizzatori sociali; il servizio si chiama Pronto Soccorso Lavoro e sarà inizialmente in funzione tutti i mercoledì dalle ore 21.30. E’ possibile contattarci anche al 3396192851 ed alla casella prontosoccorsolavoro@gmail.com

 

 

Sulla privatizzazione ulteriore delle società partecipate

Lotta di Unità Proletaria ritiene che la proprietà strategica debba rimanere in prevalenza in mano pubblica e l’indirizzo dell’amministrazione osimana, allineato con le scelte liberiste nazionali e comunitarie, prime responsabili della crisi attuale, verrà pagato ulteriormente dai cittadini, i quali si vedranno aumentare rette e bollette per veder incrementare i profitti dei privati che si aggiudicheranno la maggioranza dei pacchetti azionari delle società più “appetibili”.

Non soltanto Asso e Imos hanno valenza extraeconomica, poiché anche i trasporti, le aree e strutture pubbliche, l’energia e le risorse idriche sono settori da considerare pertinenti alle attività ed alle scelte politiche di servizio pubblico dalle quali una amministrazione seria non deve abdicare.

Non si esce da questa crisi continuando ad aver cieca ed ideologica fiducia nel mercato o continuando a sperare nell’indotto di consenso comprato con la gratitudine degli imprenditori favoriti; se ne possono mitigare gli effetti ottimizzando le risorse, diminuendo gli sperperi dovuti ad incompetenza e scelte clientelari, promuovendo la fattiva collaborazione dei cittadini e le capacità autogestionarie dei lavoratori e degli utenti, scegliendo amministratori e tecnici animati da senso del bene collettivo e non da spirito di fedeltà a politici o imprenditori elargitori di laute prebende, operando con personale capace, scelto sulla base delle necessarie competenze e non posto continuamente sotto ricatto con contratti a termine.

Tutto questo si può e si deve fare con l’intervento pubblico e con il coinvolgimento partecipativo dei cittadini e degli utenti su politiche amministrative che li riguardano in prima persona, come riguardano le generazioni future, alle quali, continuando di questo passo, lasceremo in eredità solo inutile cemento, infrastrutture inadeguate, speculazione e modelli consumistici che non potremo più permetterci.

Il privato non sopperisce ai vizi del pubblico ma anzi li amplifica, senza il controllo di una base sociale chiamata soltanto a subire scelte approvate da consigli di amministrazione, finalizzate al profitto di pochi, mentre corruzione, incompetenza, sperperi possono e devono essere perseguiti ed a maggior ragione nei settori di intervento pubblico, poiché se nel privato tali negligenze possono danneggiare i singoli imprenditori nel servizio pubblico danneggiano l’intera comunità.

Proprio mentre alcuni comuni della zona stanno concordando con sindacati ed enti del volontariato gli interventi in materia di welfare locale da destinare a cassintegrati e disoccupati provocati da questa stretta recessiva, particolarmente dura nei nostri distretti produttivi basati sull’indotto e la piccola e media impresa, sulle commesse di pochi grandi gruppi ai quali si permette di delocalizzare, il comune di Osimo si pone nella condizione di non poter mettere più di tanto il becco su bollette, tariffe, servizi agevolati, lasciati dempre più in mano privata.

Su questo terreno aspettiamo al varco anche la presunta opposizione; qui si vede se c’è una prospettiva strategica differente nella sostanza o se ci si differenzia soltanto sulle cavolate mantenendo una continuità sistemica nelle scelte liberiste.

Lotta di Unità Proletaria Osimo

 

CON GLI OPERAI, CONTRO I PADRONI 
In difesa dei lavoratori e delle loro famiglie

Anche la Mait, malgrado le false promesse finalizzate a dividere i lavoratori e convincere i più ingenui a ruffianarsi per garantirsi un posto di lavoro, ha costretto 100 dipendenti alla cassa integrazione, e lo ha fatto con la consueta arroganza. Infatti i lavoratori scaricati hanno avuto la notizia prima dai giornali che dalla proprietà, con la stessa arroganza usata in questi mesi contro gli operai sindacalizzati, calunniati e diffamati soltanto perché, consapevoli dei tempi difficili che si preparavano, cercavano di assicurare ai colleghi le tutele garantite dallo statuto dei lavoratori. La proprietà ed alcuni dirigenti servili sono arrivati ad incolpare questi lavoratori coscienti del calo delle commesse e di possibili futuri licenziamenti, come se la crisi generale fosse colpa di chi voleva portare il sindacato in azienda; crisi che invece è stata provocata dalla mano libera lasciata ai padroni nella speculazione finanziaria ed immobiliare ed nelle delocalizzazioni. E da tali pratiche la Mait non è immune, basti pensare ai terreni acquistati in Cina, ai ricambi prodotti in India, ai milioni investiti in immobili di lusso ad Osimo. Un centinaio di lavoratori su 171 vengono sbattuti in cassa integrazione, la maggior parte a zero ore (tra cui tutti i tesserati Cgil); sono rimasti al loro posto i capireparto e capilinea, tenuti al corrente dei provvedimenti ma omertosi verso gli altri operai, oltre ad alcuni pensionati con doppio reddito, ritenuti insostituibili perché…non creano problemi all'azienda! Riteniamo che i lavoratori debbano vigilare sulla correttezza nell'applicazione degli ammortizzatori sociali, affinché siano tutelati i dipendenti con famiglie a carico e difficoltà economiche piuttosto che quelli "simpatici" ai padroni. Stigmatizziamo la latitanza di Cisl e Uil all'assemblea sindacale, con la sola Fiom che è riuscita ad ottenere l'anticipo del versamento della cassa integrazione e la maturazione di ferie e permessi. Invitiamo a restare uniti, respingendo logiche premiali e trattamenti differenziali, che mirano soltanto a mettere lavoratori contro lavoratori, poiché l'acuirsi della crisi farà si che anche i servi sciocchi, prima o poi, saranno presi a calci in culo dall'azienda "ingrata". Organizziamoci per la tutela collettiva e sindacale dei nostri diritti, per combattere il probabile successivo ricorso alla mobilità! Diamo forza a quelle istanze politiche che esigono provvedimenti punitivi, fino all'esproprio, per quei padroni che delocalizzano dove il lavoro costa meno e non esistono vincoli sociali ed ambientali. Se "lor signori" vogliono andarsene, se ne vadano pure, ma in mutande, lasciando impianti e capitali, realizzati anche con contributi ed incentivi pubblici, cioè con le nostre tasse ed il nostro lavoro! Infine chiediamo che siano attivati tutti i meccanismi di welfare (in materia di tasse, bollette, rette, tariffe, aiuti economici) di competenza delle amministrazioni comunali e locali!

Più FORTE LA CRISI Più DURA LA LOTTA

Per informazioni o assistenza sindacale rivolgersi al 3396192851

Tutti i mercoledì alla sede L.u.p.o. in via Cecconi n. 15 alle ore 21 "Pronto Soccorso Lavoro": consultazione e assistenza per i diritti dei lavoratori.

L.U.P.O. - Lotta di Unità Proletaria Osimo

 

L.u.p.o. su società operaia, Geos maver e Vescovara

Lotta di unità proletaria Osimo è solidale con la Società di Mutuo Soccorso fra Operai in seguito al torto subito da una decisione puramente arbitraria dell’amministrazione Simoncini-Latini. Purtroppo fra le tante cause del relativismo culturale che si è abbattuto sulla nostra città – ipocritamente denunciato dall’ex (o attuale?) sindaco Latini il 25 aprile scorso dal monumento ai caduti quando non capiva “perché la gente si rinchiude nei bar in un tale giorno” – c’è anche quella di esiliare dal centro storico momenti ricreativi sani e dall’importante significato sociale, così da impedire di vivere a fondo realtà e tradizioni di una cittadina come la nostra. Il tutto – per ricordare i meccanismi d’o’sistema delle Civiche - in una sorta di devolution per compensare con incarichi ed introiti i caporali appostati sul territorio periferico dove da anni svolgono il delicato lavoro di crumiraggio e di pali che sorvegliano la piazza. Per quanto riguarda la Società Operaia – qui il caso particolare – ancora una volta viene punito non chi si oppone, ma semplicemente chi non si adegua alla tendenza dominante e non segue il flusso. Contrariamente ai tantivolaggabana che servilmente prima di chinarsi e porgersi hanno risposto sull’attenti ai richiami delle sirene di Ulisse, alcuni uomini della Società operaia hanno mostrato una dignità sconosciuta ai suddetti ed oggi pagano il prezzo solo per aver scelto un presidente non gradito al palazzo.

E’ inaccettabile non poter disporre di spazi pubblici alternativi all’area di Campocavallo, quando al contrario le feste se non vere e proprie sagre promosse ed organizzate dal Comune (vedi il “Chocolate Day”) hanno il privilegio di poter occupare la piazza principale del centro storico. Mentre, guarda caso, la “Festa della castagna” non si potrà più svolgere.

Tutto come da dieci a questa parte, due pesi e due misure. Ce lo ha ricordato anche il passaggio di consegne, durante l’estate, del campo di via Vescovara, ignaro compensino per una candidata dell’ultima ora alle scorse elezioni, che si appresta a trasformarsi in un nuovo “cortile di casa”. L’associazione L.u.p.o. sostiene gli organizzatori della “Festa della castagna” e li invita a procedere nei preparativi di qualsivoglia iniziativa da celebrarsi nel centro storico anche contro la volontà del Comune. Il quale, con il pagamento di 1.500 euro richiesto da parte della società partecipata Geos per montare e smontare i palchi affittati durante le feste popolari, commette un atto socialmente pericoloso e irresponsabile. Con tale esorbitante richiesta, si incentiva tutte quelle associazioni che si supportano sulle loro gambe ad optare verso un pericoloso fai da te nella preparazione della struttura. Dove persone di poca competenza a riguardo devono pure sottoscrivere una dichiarazione di corretto montaggio del palco pur non avendo alcuna qualifica professionale per farlo. L’incidente è dietro l’angolo.

 

Il successo del festival “A PUGNO CHIUSO”

L’undicesima edizione del festival comunista-antimperialista “A PUGNO CHIUSO” ha registrato un elevato numero di partecipanti, sia durante i dibattiti politici sia in occasione dei concerti. Organizzata da Lotta di Unità Proletaria Osimo, la manifestazione ha proposto una serie di eventi politico-culturali, oltre che artistici, che hanno riscosso una vasta partecipazione attiva, permettendo, oltre ogni aspettativa, la buona riuscita dei tre giorni.

L’incontro sulle nuove forme di lotta operaia, al quale erano presenti come relatori Andrea Quaglietti (rappresentante dei lavoratori dell’azienda Manuli di Ascoli), il prof. Antonio Di Stasi (giuslavorista) e Natalino Mastropietro (Osimo in Comune), ha sottolineato l’importanza e la necessità di riorganizzare oggi il movimento dei lavoratori sul territorio, che stanno pagando la crisi economica causata dalle banche e dalla grande industria. A sostegno dei lavoratori licenziati della Manuli e di tutto ciò che rappresentano con la loro lotta contro il padrone, sabato 19 settembre il L.U.P.O. sarà presente con un proprio striscione alla manifestazione che si terrà davanti allo stadio di Ascoli.

Le parole di Marcello Sordo in videoconferenza e di Vittorio Arrigoni in collegamento telefonico da Gaza, hanno raccontato e spiegato lo scandaloso e abnorme crimine che i palestinesi stanno subendo dal governo sionista di Israele il quale, memore delle politiche hitleriane subite dagli ebrei, sta pianificando e operando la “soluzione finale” nei confronti del popolo palestinese. Il L.U.P.O. sostiene la manifestazione che si terrà a Gaza durante il periodo natalizio e sta organizzandosi affinché una sua delegazione possa parteciparvi.

Si ringraziano i gruppi “Echi Lontani”, “Ned Ludd”, “Border Radio”, “Anima Equal” e “Alla Bua” per la loro musica e le loro canzoni che hanno allietato con eleganza le tre serate del festival. Si ringraziano Patrizia Bianchi, Paolo Polverini e Luca Mastroleo che hanno trasmesso e condiviso con altre persone la propria passione coreutica, organizzando un corso di danza popolare di pizzica salentina. Si ringrazia lo scrittore Linnio Accorroni per la sua penna ed il suo libro “69 posizioni” presentato nello spazio letterario del festival. Si ringraziano tutti i militanti ed i simpatizzanti di L.U.P.O. che, con il proprio lavoro, hanno contribuito alla buona riuscita della manifestazione. Si ringraziano le migliaia di persone che hanno partecipato al festival, dimostrando riconoscenza verso un soggetto politico come L.U.P.O. che, ormai da più di quindici anni, è presente ed opera sul territorio.

Al contrario, NON SI RINGRAZIA quest’amministrazione comunale che, con la sua politica clientelare, non permette di fatto di organizzare eventi nel centro cittadino, ad esclusione di quelli da essa patrocinati, lasciando gli altri ubicati nelle frazioni o nelle aree parrocchiali. Non riteniamo accettabile non poter disporre di spazi pubblici alternativi all’area attrezzata di Campocavallo, quando al contrario le feste (o delle vere proprie sagre) promosse ed organizzate dal Comune (vedi il “Chocolate Day”) hanno il privilegio di poter occupare la piazza principale del centro storico. Guarda caso la festa della castagna, per cambio di guardia alla presidenza della Società Operaia, oggi restia a porsi quale bacino di consenso per l’amministrazione, non si potrà più svolgere nel centro storico ( L.U.P.O. manifesta solidarietà nei confronti della nuova presidenza della Società Operaia e sostiene la sua presa di posizione a riguardo). Cambia il presidente, cambiano le condizioni!

Non è inoltre possibile dover affrontare spese logistiche, che solo nel comune di Osimo si debbono sopportare, come quelle relative al palco dove effettuare gli spettacoli. La Geos è arrivata addirittura a far pagare l’utilizzo della struttura (escluso il trasporto, il montaggio e lo smontaggio) di ben 100 euro (IVA esclusa) al giorno, superando i 1500 euro se la società partecipata Geos lo deve montare e smontare. Non conosciamo altro comune limitrofo che non metta a disposizione gratuitamente il palco per gli spettacoli. Per non parlare della mole di richieste ed autorizzazioni, tutte con un costo, che si necessita per poter operare in un’area già adibita a feste e manifestazioni.

Tuttavia non ci meravigliamo per le misure liberticide di questa amministrazione comunale, erede della precedente, che finanzia indirettamente, attraverso lo strumento del patrocinio, la festa di una contrada (dove si sono presi tanti voti) che propone menù gastronomici latino-americani, ed al contempo scaccia dal centro storico una festa come quella della castagna, promossa e organizzata da un’istituzione storica, come quella della Società Operaia, che ha la propria sede proprio nel centro storico di Osimo.

Arrivederci alla dodicesima edizione del festival comunista-antimperialista “A PUGNO CHIUSO”.



I nodi vengono al pettine

Conunicato di Osimo in comune

La rivolta dei rappresentanti locali del Partito democratico contro il proprio establishment marchigiano racchiude un malessere emblematico. E’ ormai chiaro infatti quale partita sia stata giocata durante le ultime elezioni comunali sotto le cinque torri: il mantenimento dello “status quo” ad Osimo che va bene per tutti. Non si può più nascondere come la conferma delle Liste Civiche fosse caldeggiata da tutte le forze partitiche sovracomunali, dal Pd del presidente Spacca - il quale vedeva con favore la continuità di chi come Latini rappresenta gli interessi del suo stesso blocco socio-economico regionale (Merloni, Brachetti Peretti, Catalano, Calamante, Simonetti etc.) – al Pdl dell’on. Ciccioli e Silvetti – che ha inscenato lo sterile teatrino degli esposti sull’ineleggibilità dei candidati delle Civiche (cosa irrilevante sia politicamente che giuridicamente) tanto per fare la voce grossa, salvo poi corteggiare l’ex sindaco. Una collusione trasversale fra poteri forti che trova la conferma nelle voci che da tempo danno Latini alleato con una sua lista del Partito democratico alle prossime regionali. La storiella di una Osimo isolata politicamente a causa delle Liste Civiche è presto smentita. Semmai isolati sono i candidati locali del Pd, che come l’ignara Paola Andreoni mettono entusiasmo e poi vengono bruciati con artifici politici premeditati e pugnalate alla schiena. Mentre Latini esce allo scoperto e diventa sostenitore formale di quello stesso sistema che da anni nega l’Ospedale di rete baricentrico fra Osimo, Castelfidardo, Loreto e Recanati e che lui ha finto di combattere. Come Brandoni e Rifondazione comunista, che pur di non restare esclusi dall’alleanza di centro sinistra - pronto in Puglia e nel quadro nazionale ad una configurazione traslata verso il centro, che andrebbe da Sinistra e libertà all’Udc senza Rc - alle prossime elezioni e salvare le ultime poltrone rimaste negli enti locali, su indicazione del Pd si vendono pure le mutande svendendo l’ospedale SS. Benvenuti e Rocco di Osimo alla faccia dell’interesse collettivo. “Osimo in Comune” ribadisce la necessità di un Ospedale di rete per la zona sud nell’interesse generale e non di un doppione del presidio di Torrette che accontenterebbe solo gli interessi corporativi della classe medica, della casta partitica e delle cordate imprenditoriali amiche.

"Osimo in Comune"

Se 48 preferenze valgono bene un Vescovara…

Quello che si nasconde dietro il cambio di gestione tra l’associazione Aletica amatori Osimo Bracaccini e l’Atletica Osimo rivela per l’ennesima volta come in questi ultimi dieci anni le Liste Civiche abbiano costruito e mantenuto la loro rete di potere, diffusa fino ad ogni angolo del territorio osimano attraverso il voto di scambio.
Dopo 12 anni di ottima gestione, come anche riconosciuto dall’attuale governo comunale, l’Atletica amatori Bracaccini si è vista soffiare sotto il naso l’amministrazione dell’impianto di atletica in via Vescovara da un progetto più vantaggioso per soli 1.200 euro.

Chi ha presentato quel progetto?

Ovviamente l’Atletica Osimo, dove tra gli esponenti più influenti (forse anche più del malcapitato presidente Malatini) figura Fabiola Dolcini (che è anche consigliera dell’associazione), già candidata alle ultime elezioni comunali con il sindaco Simoncini.

E mentre si faceva credere a chi per 12 anni aveva gestito la struttura che ci sarebbe stata continuità dunque una pacifica riconferma dell’incarico, è spuntata fuori in una sorta di gara d’appalto l’Atletica Osimo che per una pura coincidenza, guarda caso, ha ottenuto ciò che voleva.
L’impressione è che i giochi per il passaggio di consegne al campo Vescovara siano stati fatti fin da maggio, nella fase di composizione delle liste elettorali. Ma non ci stupiamo, dieci anni sono lunghi e a certe pratiche siamo abituati.

Se 48 preferenze valgono bene un Vescovara…

Osimo in Comune

 

Teoria della rendita di posizione differenziale

Il prezzo politico, ed il suo relativo costo, si ricava dalla posizione dei piccoli che, per mantenere le traballanti sedie ormai tarlate, sulle quali siedono ancora per poco, firmano emendamenti come quello discusso martedì 21 luglio in Consiglio regionale nel quale si prevede l'alienazione dell'Ospedale "Ss Benvenuto e Rocco" di Osimo. Vendere o meglio, come la politica delle privatizzazioni ci ha insegnato, "svendere" una struttura ospedaliera pubblica a soggetti esterni alle istituzioni pubbliche significa non tenere in considerazione alcuna le altre possibili destinazioni d'uso che un immobile, come quello ospedaliero possa avere, porgendolo sul piatto d'argento a potenziali speculatori e affaristi immobiliari che l'utilizzeranno per costruire i soliti appartamenti di pregio. "Osimo in Comune", di concerto con l'Assemblea Sociale, aveva stilato un programma sociale all'interno del quale si prevedeva l'insediamento dell'ospedale di rete in una zona baricentrica che coprisse i comuni di Osimo, Castelfidardo, Loreto e Recanati, rispettando così l'ubicazione della maggiore densità di popolazione osimana nella zona sud, oltre a quelle degli altri tre comuni. Inoltre l'Assemblea Sociale, sempre nel suo programma presentato alle ultime elezioni amministrative, considerava indispensabile il mantenimento di una struttura sanitaria pubblica poliambulatoriale a disposizione dei cittadini osimani per interventi sanitari ordinari. Punti programmatici che "Osimo in Comune" non intende tradire, ribadendo che l'ospedale di rete che si andrà ad insediare nella zona Aspio-Camerano è un doppione di quello regionale di Torrette, continuando a lasciare scoperta dal servizio sanitario pubblico tutta la zona sud della provincia. "Osimo in Comune" rileva, con rammarico, come un consigliere regionale di RC, firmando l'emendamento di vendita dell'ospedale "Ss. Benvenuto e Rocco" di Osimo, abbia disatteso gli accordi che i rappresentanti locali del suo stesso partito hanno concluso nell'Assemblea Sociale, tuttavia comprendiamo quanto ancora sia importante, date le rendite di posizione sempre più marginali, garantirsi il cosiddetto "piatto di lenticchie!".

Lista "Osimo in Comune"

Manifestazioni anti-G8

Lotta di Unità Proletaria aderisce alle mobilitazioni contro il G8 programmate nella settimana, in particolare quella di giovedì in Ancona, con concentramento a piazza Roma alle ore 19.00, contro la sospensione del trattato di Shengen e la militarizzazione del porto (provvedimento che sta arrecando tanti disagi ai lavoratori ed alle attività cittadine) e quella nazionale  di venerdì 10 all’Aquila, per la quale stiamo predisponendo la trasferta organizzata.

Invitiamo i cittadini osimani  a partecipare alle manifestazioni, comunicando la propria disponibilità al 3382235119.

I principali responsabili della crisi economica, ambientale, etica che stiamo subendo - i guerrafondai che stanno massacrando le popolazioni di Afghanistan, Iraq, Palestina, che stanno manovrando i teppisti di Teheran ed i golpisti latinoamericani - si ritrovano per celebrare l’inutile rituale degli ipocriti buoni propositi sulla pelle dei lavoratori e dei poveri del mondo; ripresentano le loro ricette che consistono nel drenare risorse per banche finanziarie e grandi multinazionali ricorrendo alla devastazione ambientale, allo sfruttamento inumano del proletariato multinazionale e dei migranti, ai nostri stipendi sempre più immiseriti da cassa integrazione e disoccupazione.

La nostra ricetta è un’altra: fargliela pagare, far pagare la crisi a chi l’ha provocata e continua ad insistere con l’apologia del libero mercato, rifiutare la socializzazione delle perdite dei nuovi finti statalisti e punire tutte le imprese che delocalizzano, organizzare la resistenza promuovendo pratiche di esproprio, autogestione ed autoorganizzazione sociale,

Nel respingere fermamente ogni tentativo di promuovere guerre tra poveri (premessa ad una mobilitazione reazionaria delle masse) denunciamo e combattiamo il crescente restringimento degli spazi democratici, le leggi razziste e l’istituzione di milizie di spioni parafascisti fatte passare per ronde al servizio delle fomentate paure collettive.

Per queste ragioni saremo presenti per liberare il porto di Ancona dall’improprio ruolo di gabbia per migranti da respingere e per altri da sfruttare in nero nelle cooperative in subappalto, restituendolo ad una sua funzione solidale di ponte e di scambio culturale, oltre che commerciale, tra i popoli; saremo a l’Aquila a fianco dei cittadini vittime del terremoto e delle false promesse di rapida ricostruzione del governo Berlusconi che ha avuto anche il cinismo di pensarli “come scudi umani” per cercare di diminuire l’impatto delle proteste previste per La Maddalena.

Ci saremo con tutto in dovuto rispetto per il dramma degli aquilani e con il dovuto disprezzo per l’ennesima squallida parata degli 8 grandi farabutti.

  Lotta di Unità Proletaria Osimo

 

Ancona antirazzista contro Forza Nuova

Ancona antirazzista contro Forza Nuova 

http://www.globalproject.info/art-20030.html Marche

“Ancona antirazzista” . Questa la scritta che è apparsa ieri, venerdì 29 maggio ’09, sullo striscione di apertura del corteo antifascista che da corso Carlo Alberto si è diretto verso la nuova sede di Forza Nuova per impedirne l’apertura. Il corteo, composto da 150 attivisti appartenenti a centri sociali, studenti, associazioni di base e comunità migranti, si è dato appuntamento ieri nel tardo pomeriggio per “consegnare” il foglio di via dalla città di Ancona al gruppo dichiaratamente nazifascista che porta il nome di Forza Nuova. Determinati nel volere arrivare fino alla sede di Forza nuova che, proprio ieri ne inaugurava l’apertura con la presenza della loro candidata sindaco Elisa Gasparroni e con il loro leader fondatore, Roberto Fiore (di cui sono note le convivenze con personaggi politici inquisiti per le stragi di Piazza Fontana, dell’Italicus e della stazione di Bologna), abbiamo disobbedito alle prescrizioni della questura che voleva impedirci di muoverci dal luogo indicato nell’appuntamento pubblico. Siamo avanzati sostenuti dal consenso di molte persone che si trovavano a passare di lì e dai negozianti prevalentemente migranti che in quella via portano avanti le loro attività commerciali. Quando erano chiaramente visibili una ventina di fascisti che provocatoriamente hanno iniziato a sventolare le loro bandiere con le croci celtiche, la polizia ci ha impedito di raggiungerli, e per fermarci ha caricato il corteo che però non si è disperso ma è rimasto fermo continuando a urlare slogan contro Forza Nuova e cercando di provocare più rumore possibile. Ancora una volta la polizia, invece che difendere i principi costituzionali che negano l’esistenza a gruppi nazifascisti come quello di Forza Nuova, si è schierata a loro difesa e ancora una volta i fascisti hanno accettato vigliaccamente di farsi proteggere dalle forze dell’ordine. La candidata a sindaco per Forza Nuova, Elisa Gasparroni, nei giorni precedenti, in risposta al nostro appello per la costruzione della mobilitazione di ieri, ha dichiarato che la loro sarà "la vera ambasciata italiana in terra straniera" alludendo al quartiere in cui non a caso hanno scelto di aprire la loro sede. Stiamo parlando del “Piano”, quartiere vissuto prevalentemente da cittadini migranti e dove ha sede l’Ambasciata dei Diritti che offre assistenza legale ai migranti ed organizza iniziative antirazziste e di denuncia. La Gasparroni ha anche aggiunto che passeranno casa per casa a verificare la regolarità degli immigrati che risiedono nel quartiere. Noi tutti impediremo che ciò avvenga e molte saranno le iniziative che proprio nel quartiere faremo insieme alle comunità migranti, perché queste non si sentano sole e per tutelarne i diritti. Come abbiamo già dichiarato, pretendiamo che le istituzioni si muovano per richiedere l’immediata chiusura della sede di Forza Nuova. O la chiudono loro o la chiudiamo noi!

Comunità Resistenti delle Marche

 

comunicato su furto sassoferrato e sicurezza sociale

Intendo esprimere la mia solidarietà nei confronti delle famiglie di Arcangelo Battaglia e Pasquale Esposto, rispettivamente artigiano e guardia giurata ma entrambi disoccupati, i quali si trovano in stato di arresto per un furto nel Dico di Sassoferrato.

Sono convinto che il furto se fosse avvenuto con una pistola carica come riferiscono fonti giornalistiche, poteva mettere a repentaglio la vita di cittadini e lavoratori (magari precari).

Allo stesso tempo però, mi auguro che la magistratura tenga conto realmente della condizione economico-professionale, probabile movente di questo drammatico gesto.

L’episodio ovviamente non è isolato ma è solo il più eclatante di una miriade di piccoli e irrilevanti furti quotidiani che si verificano nei super mercati di zona, dove può capitare di vedere buste di alimenti aperte e vuote per sottrarsi al controllo elettronico vicino la cassa e non pagare.

Purtroppo l’arrangiarsi dei cittadini più poveri è sintomo di istituzioni locali assenti di fronte alla crisi economica.

“Osimo in Comune” alla presenza di tali fenomeni potenzialmente in forte crescita rilancia con forza le proposte su: sportello legale ai lavoratori precari ed espulsi dal ciclo produttivo; fondo straordinario per gli ammortizzatori sociali; sospensione del mutuo e delle bollette laddove c’è un disoccupato; reddito minimo garantito a chi perde il lavoro.

La sicurezza dei cittadini è prima di tutto sicurezza sociale.

Zeno Leoni, capolista “Osimo in Comune – Assemblea sociale”

Lotta di unità proletaria osimo esprime la piena solidarietà ai compagni caricati dalle guardie mentre cercavano di impedire uno sfregio al quartiere del Piano di Ancona, storicamente legato alla lotta antifascista ed oggi esempio di convivenza multi etnica, pur tra le innegabili difficoltà dovute alle differenze culturali e religiose oltre che alla crisi economica; difficoltà alimentate ad arte dai soliti ignobili cani da guardia dei padroni i quali sempre, nei momenti di crisi, ricevono soldi ed appoggi per distogliere con i loro programmi pseudo-populisti le classi popolari dalla lotta di classe per fomentare guere tra poveri, indicando negli estracomunitari (ossia nella componente multinazionale del nostro proletariato) i facili bersagli di turno. Ci sembra a volte eccessivo il presenzialismo di chi riveste cariche importanti e magari non conosce bene la storia del nostro paese e la storia degli eredi dei neonazisti italiani che in Libano calpestarono la bandiera palestinese per porsi sotto la protezione dei falangisti. Continue provocazioni si sono alternate in questi ultimi tempi nel quartiere, dalle per ora patetiche ronde ai continui e spesso immotivati allarmismi atti a diffondere insicurezza tra i cittatini; allora è tempo che siano i cittadini ad organizzarsi sul serio per la loro sicurezza, espellendo le fonti di disturbo. La sede di forza nuova in quel contesto è un insulto alla città, al tributo di sangue versato dagli anconetani per liberarsi dal fascismo, è una bomba ad orologeria per la compopsizione attuale del quartiere, é un tumore che va estirpato.

L.u.p.o.

 

 

LETTERA APERTA ALLE FAMIGLIE DEL COMUNE DI OSIMO

La disabilità è una realtà importante e una società civile non può e non deve trascurarla...

Ad Osimo i servizi sociali sono gestiti dalla A.S.S.O. srl, azienda totalmente finanziata dal Comune. Questo comporta che oltre a stipendiare gli educatori per il sostegno scolastico e domiciliare all'handicap e gli autisti per il trasporto disabili, stipendia anche i 3 componenti del consiglio di amministrazione (Gilberta Giacchetti, Stefano Marinelli, Onori Patrizia) e un amministratore delegato (Franco Natalucci). Troviamo particolarmente offensivo per tutta la comunità osimana che all'interno del CDA vi siano un radiologo e una parrucchiera, anziché figure professionali legate al settore. Con quali criteri sono stati nominati? Ci si aspetterebbe, al contrario, che all'interno dei servizi sociali lavorino persone competenti e del settore, che sappiano cosa significhi operare nel mondo della disabilità, che sappiano cosa sia l'empatia, che abbiano idea di cosa sia la Pedagogia e la Psicologia. L'azienda si occupa anche della gestione di altre attività quali: asili nido, assistenza domiciliare agli anziani, mense scolastiche, centri Aquilone, centro diurno Fontemagna, grotte, Informagiovani, Proscenio e altro ancora. Il nome A.S.S.O. però sta per Azienda Servizi Sociali Osimana e proprio il settore sociale è gestito insufficientemente. Le lavoratrici del settore sociale e le famiglie con casi di handicap si trovano in una situazione del tutto inaccettabile. In particolare le famiglie godono di un servizio a domicilio ridottissimo che copre solo 3 mesi in tutto l'arco dell'anno e i dipendenti, lavorano in una condizione di generale precarietà che finisce, inevitabilmente, per avere riflessi negativi sul servizio. Per tanto i lavoratori e le lavoratrici della A.S.S.O. srl rendono pubblico il seguente comunicato sindacale, espressione della loro lotta affinchè quello dei servizi sociali diventi ad Osimo, un settore realmente vicino ai bisogni delle fasce più deboli della società e nel quale venga riconosciuta la dignità dei lavoratori che vi operano.

COMUNICATO SINDACALE "Dopo 2 incontri con la direzione della Asso srl e l'amministrazione Comunale per discutere delle problematiche legate al servizio, dove si è concordato di superare la precarietà del lavoro e cioè superare i contratti di collaborazione coordinata a progetto e dei tempi determinati attraverso selezioni pubbliche, le lavoratrici e i lavoratori della Asso srl, unitamente alla FP CGIL operanti nel servizio di assistenza handicap domiciliare e scolastico del Comune di Osimo, denunciano la mancanza di volontà da parte della Asso srl e dell'amministrazione Comunale di: " cambiare il livello di inquadramento contrattuale (previsto dal nuovo bando) non adatto alle reali mansioni svolte, mentre attualmente non vi è assoluta corrispondenza con conseguente retribuzione inadeguata (circa 5 €/h nette). Inoltre il contratto attuale non prevede maggiorazioni in caso di straordinari e vincoli sui permessi studio " dare una copertura totale del servizio per i minori in condizione di disabilità soprattutto a domicilio per il quale, attualmente, la copertura è di soli 3 mesi nell'arco di tutto l'anno e con un numero di ore scarsissimo che non ha pari in tutta la provincia di Ancona (4 ore settimanali mentre ne occorrerebbero almeno 10/12) " far lavorare ugualmente l'operatore in caso di assenza dell'utente (attualmente in questo caso non è prevista alcuna retribuzione) tramite lo svolgimento di altre attività all'interno della scuola quando non vi sia la possibilità di recuperare le ore perdute " rendere facilmente accessibile la maternità anticipata dato che la tipologia di lavoro è considerata a rischio in periodo di gravidanza " soddisfare la necessità di trasparenza nelle comunicazioni tra i lavoratori e l'azienda tramite newsletter o, semplicemente, inserendo comunicazioni in busta paga " rendere trasparenti le assegnazione dei casi nel rispetto delle graduatorie e del corrispettivo monte ore

Il soddisfacimento dei punti elencati, oltre a migliorare le condizioni lavorative delle educatrici e degli educatori, renderebbe migliore il servizio ed aiuterebbe le famiglie ad affrontare la disabilità con un aiuto maggiore. Le lavoratrici e i lavoratori dichiarano, pertanto, che le maestranze effettueranno un SIT- IN di protesta sotto il Comune di Osimo nella giornata di Venerdì 29 di maggio 2009 dalle ore 18.00 alle ore 20.00 informando gli organi di stampa. Vorremmo ricordare infine, che il settore sociale è una risorsa e non solamente un costo. Le lavoratrici e i lavoratori"

INVITIAMO TUTTE LE FAMIGLIE OSIMANE, I CANDIDATI A SINDACO E I DIRIGENTI SCOLASTICI A PRENDERE UNA POSIZIONE IN PROPOSITO E A PARTECIPARE AL SIT-IN DI PROTESTA DOVE POTREMO CONFRONTARCI SU TUTTE LE PROBLEMATICHE. 

Ismael A. Ziede Burboa (educatore e rappresentante sindacale CGIL dei lavoratori A.S.S.O.)

 

PRESENTAZIONE DELLA LISTA CIVICA OSIMO IN COMUNE

“Osimo in Comune” è la lista dei movimenti di base cresciuti sul territorio osimano negli ultimi 10 anni, l’era politica che coincide con i due mandati dell’amministrazione Latini, il cui governo autoritario unito alla complicità di una debole opposizione ha avuto quali effetti collaterali l’avvio e il potenziamento di lotte sociali importanti come quelle dei comitati di Passatempo in difesa dell’ambiente e del territorio e del comitato di Campocavallo contro l’alluvione; le battaglie interne alle fabbriche contro le attività antisindacali; i numerosi ricorsi contro photo-red e semafori intelligenti promossi dal L.u.p.o.; il tentativo di conquistare spazi sociali autogestiti da parte di più gruppi giovanili; l’impegno contro la gestione aziendale delle scuole osimane per la cultura. Lotte che, per un’equilibrata organizzazione della lista (di cui a capo figurano Zeno Leoni e Simonetta Pirani) sono rappresentate dai candidati, dove troviamo operai e sindacalisti, un eco ricercatore e un eco imprenditore, studenti e insegnanti precari, artigiani, commercianti e un avvocato, col fine di restituire un’identità a quella fascia sociale debole (studenti-ricercatori, operai-piccoli imprenditori) oggi priva di rappresentanza istituzionale e che da sempre guardava con interesse a quei partiti tradizionali della sinistra radicale dai quali oggi si sente presa in giro. Grazie alla condivisione di un programma alternativo “Osimo in Comune” unisce esponenti della sinistra di movimento che provengono da realtà divise a livello nazionale e locale come i Carc (Natalino Mastropietro, operaio), il Partito comunista dei lavoratori (Susanna Pugnaloni, Rdb-Cub) o anche l’ambientalismo vicino alle teorie economiche sulla decrescita (Roberto Mosca, imprenditore). Inoltre sono presenti il capolista più giovane (Zeno Leoni, studente-cronista, partecipe di delegazioni in solidarietà con la Palestina), la candidata più giovane (Karolina Muti, liceale) e il candidato più anziano (Giuseppe Pietroselli detto Peppino, memoria storica).

INAUGURAZIONE SEDE DEL L.U.P.O. (Le foto)

Inaugurazione della sede dell'associazione lotta di unità proletaria osimo  con menù "mare e monti", dal mosciolo al salametto di cinghiale...alla faccia della crisi!

 

Rivoluzione!

Avevo preparato delle cose da da dire,ma quello che è successo in questo paese,nelle ultime settimane,mi porta,ora,a fare delle considerazioni,forse,più cattive.

In primo luogo,c'è l'accordo attuativo sulla riforma dei CCNL firmato il 15 Aprile 2009 da CISL,UIL,UGL e Confindustria. Un enorme passo indietro per l'intera classe operaia. Il CCNL viene svuotato e distrutto. Qualunque aumento viene legato solo ai contratti di secondo livello e quindi alla produttività ed a maggiori orari di lavoro!La flessibilità diventa la una parola d'ordine che nasconde non salari più alti,ma la sottomissione degli operai e del sindacato agli interessi delle aziende. I padroni ottengono tutto il potere ed i sindacati diventano corporazioni complici del sistema,non più organizzazioni di difesa dei diritti dei lavoratori. Si distrugge la stessa democrazia sindacale togliendo il potere della contrattazione dalle mani delle RSU(rappresentanti eletti dai lavoratori nelle aziende),eliminando il diritto di sciopero sancito dall'articolo 40 della nostra carta costituzionale(IL DIRITTO DI SCIOPERO SI ESERCITA NELL'AMBITO DELLE LEGGI CHE LO REGOLANO). Un' amministrazione comunale cosciente DEVE farsi carico della difesa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori!Basta con le politiche favorevoli solo agli interessi degli imprenditori!L'amministrazione e la politica Osimana DEVE vedere al suo centro i lavoratori!Per fare questo è necessario che tutto ciò che è stato cartolarizzato o affidato ad aziende private,dall'acqua ai trasporti,torni in mano pubblica!Le stesse società partecipate,una volta tornate ad essere comunali,devono dare lavoro a TUTTI coloro che perderanno il loro reddito a causa della depressione economica,non solamente a chi verrà ritenuto più bisognoso!Bisogna incoraggiare l'organizzazione degli operai in tutti i luoghi di lavoro,per fare in modo che essi prendano coscienza della loro condizione di classe,e di avere tra le mani il potere di difendersi sempre!Le stesse forze di polizia comunali,debitamente formate,dovranno essere utilizzate per difendere i diritti di tutte le operaie e di tutti gli operai,operando controlli rigorosi e su base regolare nei luoghi di lavoro! I controlli dovranno essere svolti in tutti i cantieri,sia per evitare infortuni e morti,sia per avere la certezza che tutte le opere vengano realizzate con i giusti criteri previsti dalle nostre leggi!

Le politica della casa deve cambiare!Non più case solo in vendita o con affitti esorbitanti!A tutti quelli che hanno il problema dell'abitazione,italiani e immigrati,si dovrà dare risposta adeguata e giusta. Tutte le case invendute o sfitte,nel territorio,possono essere espropriate e date a chi ne ha bisogno come case popolari.

Tutte le aziende devono essere incoraggiate sia a non licenziare e ad adottare contratti,di solidarietà e quant'altro,che permettano a tutti di conservare il proprio posto di lavoro,che a trasformare i contratti atipici in contratti regolari ed a tempo indeterminato. NESSUNO dev'essere lasciato senza lavoro e nessuna fabbrica deve chiudere!I siti di produzioni in crisi possono essere riconvertiti,anche con l'intervento diretto dell'amministrazione comunale,verso nuove lavorazioni. L'organizzazione operaia nei luoghi di lavoro potrà essere importante per le politiche future, se le RSU,elette nei luoghi di lavoro,di tutti i settori,pubblici e privati,verranno regolarmente convocate dal sindaco o dagli assessori per capire quali sono le realtà e le necessità delle nostre operaie e dei nostri operai. Allo stesso modo tutti i consigli di quartiere devono essere regolarmente ascoltati ed avere un minimo di potere decisionale. Solo in questo modo sarà possibile restituire il potere ai cittadini,e,nello stesso tempo,mettere il sindaco,gli assessori ed i consiglieri a disposizione di tutta la classe proletaria,invece di essere,come lo sono oggi,al soldo dei ricchi e dei padroni.

Le opere di pubblica utilità,ma forse sarebbe meglio dire di pubblica necessità,visto lo stato della nostra città,dovranno essere realizzate senza indugi. Quindi,opere,quali la tangenziale,oppure lavori che permettano un miglior deflusso dell'acqua,onde evitare futuri allagamenti,non possono più rimanere sulla carta.

Dare uno stop alla cementificazione è uno dei nostri pensieri principali,ma si potrebbe,al contempo,incoraggiare la bio-edilizia e le costruzioni che limitino il consumo energetico.

Considerato lo stato dell'informazione in Italia,e dato che il solo mezzo di informazione libero è la rete,mi pare urgente provvedere all'installazione di antenne WI-MAX che coprano tutto il territorio di Osimo e diano a tutti l'accesso ad internet veloce e gratuito!Anzi,dico di più!Aiutare tutte le famiglie ad avere i mezzi intellettuali e tecnici per poter utilizzare questo grande mezzo ed entrare in contatto con tutto il mondo,come avviene in tutti le nazioni,tranne che in Italia!

Far entrare le energie rinnovabili nella vita quotidiana installando pannelli per l'energia solare,oppure pale eoliche,favorire il trasporto pubblico aumentando il numero degli autobus e delle corse,sia nei percorsi cittadini che nelle frazioni,saranno decisioni importanti per il nostro futuro. Si approssima un mondo molto diverso da quello che conosciamo. Un mondo che vedrà il prezzo dei carburanti salire fino quote oggi non pensabili,a causa della fine dell'era del petrolio. Ricordo a tutti che il picco della produzione di greggio è stato raggiunto nel 2008 e che,già da quest'anno,si prevede un calo produttivo di almeno il 9%!

Occorre creare un sistema di raccolta dei rifiuti differenziata porta a porta,con calcolo immediato del dovuto,(avviene in diversi paesi europei,da alcuni anni)e non affidarsi alle nostre inutili isole ecologiche.

Per fare tutto questo occorre tempo,e non ne abbiamo molto,e,soprattutto,denaro. Esiste,però,un'intera classe imprenditoriale e di affaristi che possono finanziare,volontariamente o meno,queste opere!

In ultima analisi,in tutte le cose che vi ho detto,è centrale la partecipazione democratica della cittadinanza. Noi siamo per una alta partecipazioni delle Osimane e degli Osimani nelle decisioni che riguardano tutti noi! Non vogliamo più subire le deliberazioni di gente che ha interessi particolari,come li hanno i padroni!Siamo i soli a dire di cosa vi è reale necessità e quali sono le reali possibilità future per l'Italia e per Osimo!Noi ci metteremo al servizio della classe operaia e dei cittadini!

Natalino Mastropietro
Candidato Consigliere nella lista
Osimo in Comune
Bompadre Sindaco

 

FOTO DI ANDREA MUTI

 

 

Se la suonano e se la cantano

Quanti credono che si cambierà pagina con una eventuale vittoria del pd ed i suoi alleati alle prossime amministrative possono già cominciare a ricredersi a proposito del loro senso della democrazia, simile evidentemente a quello delle liste civiche latiniane, visto che sono determinati ad approfittare di un provvedimento che si sono ritagliati su misura per tutelare gli interessi di palazzo e discriminare gli altri concorrenti alle elezioni amministrative. Abbiamo nei giorni scorsi sollevato il problema dell'inagibilità dei consigli di quartiere per forze politiche nuove che, come la nostra, non hanno consiglieri in comune per richiedere le sedi, intervenendo ed interrompendo il consiglio comunale in corso ed ottenendo alla fine la ridicola disponibilità a rivedere il provvedimento quando saremo fuori dalla possibilità legale di intervenire fuori dagli spazi elettorali accordati; soltanto quei partiti che si sono votati la regola anticostituzionale di subordinare l'accesso ai locali dei cdq alla richiesta scritta dei loro consiglieri comunali sarà pertanto consentito un notevole vantaggio sugli altri nella propaganda elettorale. Almeno le liste latiniane hanno cercato di camuffare maldestramente l'utilizzo dei locali di Osimo stazione con la scusa dell'iniziativa sui fondi agli alluvionati, in realtà si tratterà della ennesima propaganda strumentale in quanto sarà lanciata, in presenza dello stato maggiore di Simoncini, l'ennesima lista latiniana di Pesaresi che sta millantando meriti non suoi rispetto ai rimborsi concessi da governo e regione. Invece i nostri democratici solo di nome non hanno nemmeno questo ipocrita pudore e stanno piazzando iniziative in serie nei cdq (dopo aver fatto trapelare che non intendevano avvalersi di tale indebito vantaggio) insieme ai loro degni alleati della "Sinistra per" che sono stati a suo tempo tra i promotori di tale provvedimento antidemocratico ed anticostituzionale. Sia chiaro che non ce ne staremo con le mani in mano ad assistere a questi soprusi e non intendiamo privare i partecipanti alle future riunioni nei locali dei cdq del diritto democratico di conoscere il nostro programma elettorale

 

 

PROTESTE AL CONSIGLIO CUMUNALE

 

Sostegno lupo a Bompadre sindaco

Lotta di Unità Proletaria Osimo esprime il suo appoggio al candidato a sindaco Simone Bompadre, cogliendo l’occasione della sua scesa in campo alla guida della coalizione Assemblea Sociale per ringraziarlo della sua militanza politica e del suo prezioso apporto culturale, forniti generosamente alla nostra associazione nelle sue molteplici attività; lo ricordiamo come instancabile animatore dei festival “A pugno chiuso”, per circa 15 anni importante momento di aggregazione sociale e proposta politica della sinistra comunista, ambientalista ed antimperialista nel nostro territorio; lo ringraziamo per gli anni spesi a dar vita alla ricca e composita esperienza del centro sociale 8° Kilometro, fucina per tanti giovani iniziati ai valori dell’antifascismo e della lotta al pensiero unico del liberismo capitalista, negli anni difficili in cui crollavano i simulacri di una sinistra anch’essa succube di quell’ideologia; lo ricordiamo guidare con polso fermo i nostri giovani compagni a resistere nella mattanza istituzionale del G8 2001 di Genova e lo ringraziamo anche per i momenti di allegria, commozione e riscoperta delle nostre radici che ha regalato con la sua opera instancabile di ricercatore interprete e musicista delle nostre più autentiche tradizioni popolari… infine dovremmo essergli riconoscenti se i nostri figli saranno un poco migliori dei loro padri per i suoi metodi educativi improntati alla ricerca del pieno sviluppo della personalità nella consapevole disciplina…infine dobbiamo riconoscergli l’umiltà e la costanza del paziente tessitore per essere riuscito a mettere insieme quel che resta della sinistra politica con le tante anime dell’opposizione sociale reale.

Per la tua impresa e per il bene comune della osimo popolare il nostro in bocca al lupo.

Lotta di Unità Popolare Osimo

Iniziativa solidarietà Palestina

L'associazione L.u.p.o. insieme ad alcuni esercizi commerciali della zona stanno lanciando una iniziativa di raccolta fondi e medicinali per aiutare le popolazioni di Gaza colpite dalla recente aggressione israeliana. La nostra intenzione è quella di raggiungere direttamente la striscia per portare una testimonianza di solidarietà dei nostri concittadini, come già abbiamo fatto altre volte in passato, anche se siamo consapevoli delle attuali difficoltà dettate anche dal perdurare dell'embargo e dell'isolamento politico, perseguito da molti paesi complici delle politiche sioniste, nel quale si vuol lasciare il legittimo governo di Gaza, tuttavia contiamo di far ricevere i primi aiuti in occasione delle festività pasquali. e qualora subissimo rinvii od ostacoli utilizzeremo bollettini di associazioni umanitarie, come l'associazione Addamer che si occupa della tutela dei minori, dei ragazzi in carcere o con disagi provocati dalla guerra. Siamo ovviamente consapevoli che di fronte all'enormità della tragedia portata dalla guerra ai civili ed alle infrastrutture il nostro volontarismo può risolvere ben poco ed occorre velocizzare gli interventi e l'utilizzo di fondi promessi dalla comunità internazionale, ma anche il nostro piccolo contributo può avere valenza simbolica e politica di una solidarietà espressione di forme di diplomazia dal basso dei popoli, disinteressate e non finalizzate a pressioni ricattatorie come spesso lo sono quelle dei governi. Tra i locali dove è possibile trovare punti di raccolta citiamo il bar Sport Passatempo, la pizzeria La base di san Sabino, la cartoleria Colonnelli, la trattoria l'Arco vecchio ed il bar Silicon in centro oltre ad alcune farmacie e professionisti rappresentanti di prodotti farmaceutici.

Lotta di Unità Proletaria Osimo

Sulle dichiarazioni delle Liste Civiche in merito al progetto di monte Camillone e sui lavoratori a tempo determinato dell'Ipersidis Le fornaci di Osimo

Il mancato rinnovo del contratto ai precari dell'Ipersidis Le Fornaci è il frutto avvelenato delle controriforme in materia operate dai governi Prodi e Berlusconi, i quali non sono stati capaci di imporre alle imprese l'assunzione a tempo indeterminato per quei lavoratori di acquisita professionalità che si preferisce allontanare dal'azienda allo scadere del contratto a termine per non essere costretti ad assumerli in pianta stabile, neanche fino 36 mesi di lavoro nello stesso stabilimento. Questi lavoratori si vedranno costretti a girare altri supermercati ed affini in un turn-over con altri precari egualmente preparati mandati a casa, così da scambiare i posti nei momenti di picco stagionali, consentendo così alle grandi catene di distribuzione di risparmiare su salari, scatti di anzianità e contributi ed anche di selezionare la manodopera con i ricatti delle credenziali. Oggi c'è effettivamente un rischio maggiore di veder allontanare le prospettive di riassunzione per via della crisi e della contrazione dei consumi ed ecco allora le Liste Civiche fare le sparate propagandistiche alle quali ci ha ormai abituato in vista delle elezioni, rimangiandosi la posizione contraria alla costruzione del centro commerciale di monte Camillone, cercando di affievolire con vuote promesse di assunzione la contrarietà dei cittadini, in specie quelli di Osimo stazione, soffocati da una viabilità al collasso. A noi non risulta a tutt'oggi che siano stati presi contatti né dagli amministratori del comune né da proprietà o dirigenti del progettato centro con i lavoratori dell'Ipersidis e giocare sulla loro pelle è l'ennesima caduta di una campagna elettorale che specula pure sulle disgrazie provocate anche da quegli speculatori che in questi anni hanno investito ingenti e non sempre trasparenti risorse finanziarie per far spuntare megacentri come funghi, salvo chiuderli qualche anno dopo con operazioni altamente sospette o con truffe legalizzate, fregandosene dei lavoratori assunti. E siccome a pensar male si fa sempre peccato ci sembra sospetto anche il tempismo con il quale, in vista di elezioni come sempre dispendiose, si cambia parere e si spaccia una opera sostanzialmente inutile (se non per le tasche di chi la attua) come la panacea che risolverà la crisi occupazionale di interinali, precari e cassintegrati del commercio, quando il commercio è in crisi perché i cittadini son costretti a tirare la cinghia. Il comune metta piuttosto in atto quegli strumenti nella sua disponibilità in materia di servizi, trasporti, bollette, affitti convenzionati tariffe, adotti quelle misure di welfare locale di sua competenza per venire incontro ai lavoratori che hanno perso o stanno perdendo il posto.

 


   Oggetto: sintesi della 1^ riunione

Oggi, martedì 3 febbraio la commissione "Economia e Lavoro" si è riunita presso la sede del PRC, all'ordine del giorno c'erano due punti: le linee guida per creare i punti programmatici sui temi dell'economia e del lavoro da presentare alle amministrative comunali e la calendarizzazione delle prossime riunioni. Dopo una analisi generale del coordinatore si è cominciato a discutere e confrontarsi sulle proposte da elaborare, sui fini e le ricadute che queste scelte potrebbero avere (se applicate) nell'economia e la società Osimana, sulle modalità di selezione di queste proposte per evitare di appesantire un programma che dovrà essere snello, serio e chiaro; e che dovrà rappresentare la bussola politica per il prosieguo di una battaglia politica che non si dovrà esaurire nella tornata elettorale. 

Il primo punto rimarcato in maniera abbastanza costante dai componenti della commissione è quello di assumersi la responsabilità di concentrarsi non tanto sulla critica alla giunta Latini, ma su una serie di proposte mirate che spostino il problema sul quello che si poteva fare e non è stato fatto, e su quello che vorremmo fare per Osimo; 

il secondo punto è stato quello di privilegiare ed incentivare le capacità e potenzialità di Osimo, primo fra tutti dovrà essere non tanto la difesa del territorio fine a se stessa, ma del suo utilizzo a benefico dell'intera collettività. Per questo investire sull'utilizzo forzoso dei terreni agricoli agendo sul blocco delle destinazioni d'uso e sull'aumento della cubatura cementiera, potrebbe portare ad incentivare la destinazione d'uso di molti terreni inutilizzati verso la gestione affittuaria agevolata a cooperative che abbiano la volontà di avviare un ciclo produttivo integrale di una agricoltura DOP con l'utilizzo di animali da destinare (terminata la fase in cui sono adatti al lavoro) alla macellazione. Questo appoggiandosi ad una rete di piccoli distributori locali in cui incentivare la commercializzazione dei prodotti utilizzando il progetto "ARCIPELAGO SCEC". 

L'altro aspetto da valorizzare è il settore metalmeccanico anche perché e l'unico settore in cui ci sia una certa esperienza professionale, esperienza che non dovrà andare in competizione/conflitto con le capacità acquisite nella zona industriale di Castelfidardo, ma dovrà sviluppare nuove strade che le permettano anche con l'utilizzo delle scuole professionali di Osimo e Castelfidardo, e sopratutto tramite l'Università Politecnica di Ancona , di ricercare la produzione e lo sviluppo di prodotti di alta fascia tecnologica per potere imboccare una via d'uscita alla vocazione "tersista" delle nostre aziende che rende l'occupazione sempre precaria ed a bassa remunerazione. Il terzo aspetto che abbiamo individuato è la bassa capacità di mobilità di massa attraverso mezzi pubblici ecologici, investire sulle partecipate per subentrare alla Fabbri che si avvia alla chiusura recuperando tratte abbandonate nel passato, con percorsi ed orari più adatti alle necessità dei cittadini, diventare capofila di un sistema di trasporto collettivo differenziato nelle capacità di trasporto ma con un basso impatto d'inquinamento potrebbe essere una strada percorribile. 

Il quarto punto è quella di creare cooperative locali utilizzando persone che con diverse problematiche (fisiche, psichiche o di carattere sociale e culturale) sono al di fuori di qualsiasi attività lavorativa e che vivono sempre più a carico dei genitori o della sussidiarietà dei servizi sociali di Osimo e dell'ASSO che di fatto si è fatto carico di azienda a carattere clientelare per defaticare direttamente le casse dei servizi sociali, spostando le remunerazioni dei dirigenti dalle casse dell'amministrazione a quelle delle tante persone che si vedono applicare contratti indegni di una società civile anche se con differenze tra i più fortunati (i servili e parassiti) ed i meno fortunati (chi non ha niente da dare in cambio se non il proprio voto), la principale cooperativa dovrebbe essere quella da destinare alla raccolta differenziata, al loro trasporto in siti Osimani attrezzati, alla loro classificazione, al loro riciclo nella fase produttiva; in questo settore abbiamo esperienze da spendere. L'altro punto toccato è quello di togliere alcune convenzioni con oneri a società legate ai pensionati e di rassegnarle a persone che avendo dei problemi nel trovare un lavoro autosufficiente possano, inizialmente, trovare in incarichi a carattere sociale (davanti alle scuole, nei parchi pubblici, a sostegno di alcuni processi della pubblica amministrazione) che gli permetta di superare il momento di difficoltà per consentirgli di ritornare in breve tempo ad un lavoro adeguato alle proprie possibilità. 

L'ultimo punto toccato è quello di destinare aree inutilizzate allo spazio ludico sociale gestito da cooperative che uniscano il sostegno ai genitori che lavorano, occupandosi del servizio doposcuola in tutte le sue parti, ad una enorme necessità di spazi di aggregazione laici e non a prezzo di mercato (ad Osimo c'è sempre e solamente stata l'esperienza degli oratori parrocchiali) prevedendo spazi in cui fare giocare e socializzare i giovani e giovanissimi. In questo momento, ma dovrebbe valere per sempre se visto come sistema preventivo di tutela sociale, la necessità di destinare risorse a tutela di chi perde il proprio lavoro o con situazioni economiche che no permettano una vita dignitosa, sono una necessità ed un dovere; ridurre i prezzi dei servizi a chi rientra in una serie di requisiti ,di cui solo Osimo tra i comuni limitrofi si è rifiutato di fare con le OO.SS., attivarsi alla ricerca di fondi istituzionali da destinare ai lavoratori disoccupati o cassa integrati oppure avere il ruolo di intermediazione per fornire ai cittadini tutta l'assistenza per permettergli di entrare in possesso delle somme destinate da latri soggetti come quello stanziato dalla Regione Marche in tre metodologie, 1 a carico della regione stessa , 1 direttamente ai lavoratori tramite i patronati fiscali sindacali, 1 a sostegno dei comuni che riducano i prezzi dei servizi o mettano in piedi altre iniziative che verranno finanziate in gran parte dalla Regione stessa; a quest'ultima possibilità il comune di Osimo ad oggi ha scelto di non beneficiarne per quello che dicevamo prima.

La commissione ha deciso per ora di non affrontare il tema delle risorse, sia perché abbiamo la consapevolezza che in questa fase dobbiamo creare e mettere nero su bianco soluzioni propositive il più possibile condivise, ma anche alla luce del fatto che non avremo la possibilità di governare la città con il nostro programma; questo punto comunque lo discuteremo più avanti anche invitando i consiglieri comunali a noi vicini per fornirci un supporto tecnico da mettere a frutto per supportare i punti programmatici, l'altro motivo e che volendo fare ricorso all'incentivo verso i proprietari di beni inutilizzati o al disincentivo in caso di risposte negative, non crediamo opportuno sbandierare la nostra determinazione nel volere utilizzare al massimo il mezzo dell'esproprio d'uso e della sua assegnazione ad uso sociale. Per questo riteniamo che destinare risorse alla costruzione di case popolari sia una soluzione da prevedersi solamente come ultima possibilità e non certamente senza prima avere fatto un nuovo piano regolatore in discontinuità con il recente e remoto passato. L'ospedale e la strada di bordo sono altri punti che marginalmente o meno sono cadute sotto la nostra attenzione e discussione, per questo si è ritenuto utile un'incontro tra i vari coordinatori in una fase più avanzata per evitare invasioni di campo ma soprattutto indirizzi diversi ed inconciliabili, per questo una armonizzazione del programma prima della sua completa stesura si pone come punto centrale. La commissione ha concluso il lavoro con i seguenti impegni: alla luce della discussione (di cui ho tentato di fare una sintesi il più possibile precisa e generale) tenuta alla prossima riunione ognuno dovrà portare il proprio contributo di idee e proposte scritte, in maniera da discuterle e poi affidarle al coordinatore che si assumerà l'impegno di farne un collage ed una sintesi per il successivo incontro. Per quelli che non avessero potuto partecipare alla prima riunione estendiamo l'invito e l'impegno preso tra di noi di ritrovarci.

MARTEDI' 10 FEBBRAIO ALLE 21,30 PRECISE presso la sede del LUPO

Il coordinatore

Soprani Andrea

BLOODY WOPS GO HOME

Gli wops in Inghilterra, gli wogs in Australia, i terùn in Lombardia, non hanno mai avuto gioco facile. Quando alla fine degli anni ’50 i genitori di mia moglie Gloria, un romeno di famiglia macedone e una triestina di famiglia slovena con cognome veneziano, si sposarono per procura a Sydney, non capivano perché gli wasp (white anglo-saxons protestants) ce l’avevano con gli wogs europei, più o meno alla stessa stregua di come Candido Donato tratta i magrebini di San Marco.

E il padre di Candido, quando faceva il bancarellaro in piazza veniva visto dagli osimani con sospetto, del resto aveva un accento molto simile al napoletano, sarebbe potuto essere benissimo un imbroglione o peggio un malavitoso con una copertura.

Però oggi è evidente, con l’arrivo massiccio degli stranieri ci può essere un problema per gli osimani, nella classifica delle case popolari. Propongo quindi alle liste civiche latiniane, indubbiamente coerenti in tutto e per tutto in questi dieci anni di “lavoro” per Osimo, al fine di “garantire ai nostri concittadini una corsia preferenziale per la risposta alle offerte e opportunità occupazionali”, un paio di emendamenti alle loro articolate proposte in merito:

1) il diritto ad una camera nelle case osimane per le sole badanti che puliscono il sedere dei nostri vecchi;

2) la costruzione di un complesso edilizio per 800 extracomunitari in via Fontanelle a Passatempo, con esproprio dell’area attrezzata di proprietà Teknovett di Bordi.

Però, pensandoci bene, mi è venuta un’altra riflessione alla rilettura illuminante dell’articolo di Donato nell’ultimo numero de La Meridiana intitolato LA TUTELA DEGLI ITALIANI PRIMA DI TUTTO. Siccome “l’offerta di lavoro viene così preoccupantemente a diminuire per una crisi internazionale di cui i nostri governanti non hanno colpa alcuna”, perché i commercianti come lui non rivendono esclusivamente materiali e beni prodotti da aziende italiane e se la smettono di importare cianfrusaglia cinese (per esempio)?

Certo, guadagnerebbero di meno, però vuoi mettere che soddisfazione. Sarebbero considerati i salvatori della patria, ci sarebbe più lavoro nella nostra nazione e 300 operai specializzati siciliani eviterebbero di emigrare e non sarebbero costretti a subire imbarazzanti insulti dai disoccupati inglesi di una raffineria a cui hanno tolto il posto di lavoro. Non è sopportabile che un italiano sia insultato con un “tornatene a casa, sporco wog”. Oggi le cose sono cambiate. O no?

 

BASTONARE IL CANE CHE AFFOGA….

Non ci sorprende che la segreteria provinciale di Rifondazione comunista e La Destra esprimano identico sdegno per una bandiera con le effigi dei criminali di guerra date alle fiamme, prima di esprimerlo per i massacri israeliani, impegnati come sono dal loro traballante pulpito a recitare lo sciatto mantra di quanto possa nuocere alla causa delle vittime attaccare i carnefici.

Ciò conferma che destra e sinistra, ossia la gran parte del quadro politico nazionale e locale è condizionato dalle lobbies filo sioniste (potenti anche in provincia).

Nell’attaccare certe pratiche come estremiste o sciocche questi politicanti continuano a sputare sentenze su milioni di islamici indignati per il genocidio in corso e sui tanti cittadini occidentali disgustati , soltanto a costoro noi ci riferiamo ed anche ad Osimo abbiamo avuto l’appoggio della gente e non ci interessa il disappunto dei piccoli funzionari di provincia.

Vadano a chiedere conto ai loro esponenti presenti alla nostra manifestazione, ai tanti cittadini, anche elettori di questi pavidi funzionari attaccati alle loro precarie poltroncine che non hanno mosso un dito nella nostra città su questa tragedia, del perché hanno sostenuto e applaudito alla nostra iniziativa, prima di aprire bocca a vanvera.

Chi ci accusa di strumentalizzare il dramma dei palestinesi non sa o finge di non sapere che dal 2001 la nostra associazione lavora a sostegno della loro causa, che i nostri militanti si sono recati più volte in Palestina con aiuti umanitari, che un nostro compagno ha provato anche l’ebbrezza della detenzione nelle celle di sicurezza israeliane.

Proprio per la nostra conoscenza della situazione di Gaza possiamo smascherare le posizioni menzognere dei partiti che ci criticano, i quali al pari di Israele considerano Hamas un gruppo terrorista quando invece costituiscono una organizzazione popolare appoggiata dalla gente, come dimostrano queste settimane di guerra.

Registriamo comunque che i locali dirigenti della Destra sembrano ignorare le inclinazioni del loro bollito leader Storace e non possiamo non rilevare che se questa fosse la posizione della “Rifondazione di non si sa più cosa” si farebbero scavalcare a sinistra addirittura da D’Alema e dai Comunisti italiani, i quali hanno giustificato i roghi di Torino, mentre a destra sarebbero in buona compagnia… di Buccelli

….PRIMA CHE TI MORDA LA MANO

Lotta di Unità Proletaria Osimo

Resoconto presidio a sostegno di Gaza del 10 gennaio ad Osimo

La manifestazione in solidarietà della popolazione di Gaza ha avuto una buona risposta cittadina: è stato diffuso materiale informativo, anche riguardo al boicottaggio economico di Israele e sono state prese adesioni per la manifestazione nazionale indetta per sabato 17 a Roma; il tutto di fronte ad un nutrito ed attento dispiegamento delle forze dell’ordine, venute anche da Ancona con talentuosi videoperatori al seguito

Abbiamo svolto il presidio secondo il programma prestabilito e venendo incontro alle richieste della piazza: hanno particolarmente colpito le immagini proiettate sulle conseguenze dei bombardamenti dell’esercito israeliano sulla popolazione civile, sono state poste le foto di Olmert, Livni, Barak, (definiti criminali di guerra) sulle strisce pedonali; tra gli striscioni si evidenziavano le scritte in sostegno di Hamas quale organizzazione popolare e non terrorista, che ha legittimamente vinto le elezioni ed ha difeso, prima con le reti mutualistiche di protezione sociale ed ora combattendo, la popolazione sottoposta alle rappresaglie, prima con l’embargo totale ed ora con i massacri indiscriminati; un altro striscione recitava: a Varsavia contro i nazisti, a Gaza contro i sionisti, rimandando simbolicamente la resistenza dei palestinesi a Gaza, di oggi, con la rivolta degli ebrei contro gli aguzzini nazisti nel ghetto di Varsavia.

Una delegazione del presidio si è recata presso il monumento ai Partigiani caduti per accendere dei ceri in commemorazione delle vittime civili e combattenti palestinesi di queste settimane di guerra, a voler ribadire il legame simbolico tra la resistenza partigiana italiana contro il nazifascismo e la resistenza opposta fieramente, pur nella sproporzione dei mezzi, dai partigiani palestinesi alle divisioni sioniste.

La manifestazione si è conclusa con il rogo delle bandiere (allegoriche che comprendevano la svastica dentro i simboli sionisti) e delle icone dei ministri israeliani responsabili dei crimini di guerra.

Lotta di Unità Proletaria Osimo

Adesione assemblea popolare cittadina per il programma per le prossime elezioni amministrative

Lotta di Unità Proletaria aderisce all'appello lanciato dai molti esponenti della comunità osimana per indire una assemblea cittadina che possa costruire un programma di governo della cosa pubblica nell'interesse dei cittadini, soprattutto di quelli che sono e saranno più colpiti dalla recessione in atto; e pensiamo soprattutto ai tanti lavoratori per i quali si prospettano cassa integrazione e licenziamenti in una zona come la nostra dove l'economia basata sull'indotto, su servizi sempre più privatizzati e su un mercato del mattone ormai saturo ne subirà più duramente le conseguenze. Apprezziamo in particolare la presa di distanza dei promotori dal metodo e dal merito del Partito Democratico, il quale continua a perseguire una politica improntata ad un modello americano - quello stesso modello che ha portato alla recessione mondiale - una politica basata sulla personalizzazione prima che sui programmi; infatti i programmi non sono stati resi noti a tutt'oggi mentre festeggiano chi più (chi meno) il risultato scontato delle primarie; tutto questo ci induce a pensare che il programma sia in realtà già deciso da tempo e soprattutto che fosse sostanzialmente lo stesso per i tre candidati, come ci induce a pensare che le alleanze saranno decise, a partire dalla necessità di mediare interessi nel complesso e contraddittorio blocco socio economico di un partito lacerato da lotte di leadership e tegole giudiziarie, indipendentemente dalle velleitarie aspettative pre elettorali che il candidato prescelto ad Osimo, alla quale facciamo comunque gli auguri, abbia potuto sollecitare. Alla scelta a scatola chiusa sulle persone noi preferiamo il metodo più difficile ma più proficuo della costruzione dal basso, a partire dalle esigenze e dalle lotte di quei cittadini che in questi anni con il loro esempio, ed il loro lavoro hanno saputo indicare una alternativa praticabile alle politiche clientelari e devastatrici di questa giunta, così come ad una opposizione troppo spesso di sua maestà, spesso eterodiretta da interessi sovralocali che sono in contraddizione con quelli dei cittadini che dovrebbero rappresentare (vedi ospedale): Quindi appoggiamo senz'altro la proposta di assemblea cittadina e ci permettiamo di suggerire che essa diventi una sorta di assemblea permanente per il programma: le primarie del programma da contrapporre alle primarie dei personalismi. primarie che non si consumeranno in una giornata in cui si confondono gli interessi diretti con la democrazia diretta (nell'intenzione di attestare le forme di rappresentanza del nostro paese su un modello all'americana in cui finirà per votare si e no il 40% che ha interessi diretti, con le masse popolari ad alimentare l'astensione) ma che auspichiamo durino il tempo necessario a produrre il soggetto politico cittadino della trasformazione; un soggetto del "fare politica" locale negli interessi del popolo che subisce l'impoverimento e non dei ceti dominanti con i loro soldi da investire per pagare le costose campagne elettorali dei politici al loro servizio. Invitiamo le forze politiche, le associazioni, i singoli cittadini all'adesione a questo progetto da costruire insieme.

Lotta di Unità Proletaria Osimo

 

Martedì 18 novembre 2008 si è costituito il Collettivo Studentesco Osimano, in occasione della prima riunione del Consiglio Studenti Osimo, l'organo politico indipendente dalle istituzione interne agli istituti superiori ed espressione degli studenti di tutta la città. Il Consiglio attraverso il Collettivo si batterà in ambito nazionale a fianco del movimento studentesco insorto contro la riforma dell'istruzione ancora in atto, mentre lotterà in prima linea sul proprio territorio affinché cessi la gestione verticistica ed aziendale delle scuole di Osimo, dove la privatizzazione è già in corso a causa di un'amministraione della cosa pubblica come fosse l'azienda di famiglia, investendo nell'immagine piuttosto che sulla qualità. Dunque il Collettivo si pone i seguenti obbiettivi:

- eliminazione degli articoli 16, 64 e 66 della legge Tremonti

- abrogazione del decreto n° 180 del 10 novembre 2008

- abrogazione della legge Gelmini

- mettere fine alla gestione aziendale della scuola statale

all'interno dell'istituto Corridoni-Campana, dove un'accurata campagna di marketing ha fatto crescere in maniera esponenziale le iscrizioni durante la gestione del preside Donzelli negli ultimi 8 anni, consentendo al dirigente di "vincere la guerra delle iscrizioni" tra istituti a scapito della qualità dello studio, dell'insegnamento e di valori etici imprescindibili

Non appena possibile si indicheranno i rappresentanti del Collettivo all'interno di Corridoni-Campana ed Isis e verranno in maniera trasparente comunicati ad organismi interni d'istituto ed istituzioni scolastiche.


SOLIDARIETA’ ALL’OPERAIO DELLA MAIT E COMPAGNO ANTONIO COLAZZO. 
CONTRO LE MODERNE CROCIATE DI QUESTI ANACRONISTICI PADRONI DELLE FERRIERE

In seguito agli articoli pubblicati venerdì 31 ottobre sulla stampa locale che raccontavano della denuncia da parte di un operaio verso l’azienda Mait per attività antisindacale l’associazione Lupo intende esprimere la solidarietà agli operai che in quella stessa fabbrica lottano per ottenere una rappresentanza sindacale.

Non solo.

Siamo consapevoli che ci sono molte altre realtà non venute alla luce nel nostro territorio in cui le intimidazioni e ricatti ad operai precari o ad extracomunitari (magari sfruttati con la scusa di non possedere documenti in regola e dunque di non poter denunciare alle autorità competenti le vessazioni subite) sono all’ordine del giorno.

In particolare Lupo sostiene la battaglia coraggiosa del compagno Antonio Colazzo al quale verrà garantito ogni appoggio necessario affinché possa conquistare diritti legittimi sul luogo di lavoro e far entrare il sindacato all’interno della Mait, per far sì che le moderne crociate contro operai sindacalizzati di questi anacronistici padroni delle ferriere cessino di essere perpetrate.

Vorremmo sapere dove sono state le forze politiche del territorio in tutto questo tempo e ci aspettiamo da queste, ora che i soprusi sono emersi alla luce del sole e nessuno può più far finta di niente, una netta e trasparente presa di posizione dalla parte dei lavoratori

Lotta di Unità Proletaria Osimo (L.U.P.O.)

Il collettivo "IQBAL MASIH" di Lecce, si associa alla solidarietà espressa dal "LUPO" di Osimo per il compagno sindacalista Antonio Colazzo. Consapevoli della stretta economica e repressiva attuata nella situazione di crisi economica del sistema capitalistico, dove vogliono a tutti i costi far pagare la loro crisi alle masse di sfruttati di tutto il mondo Esprimiamo grande solidarietà, e nella speranza che questo sistema affoghi nella sua stessa melma, sosteniamo Antonio nella sua Battaglia sicuri che, presto, il sistema sprofondi nella sua melma e ci dia a noi la possibilità di costruire "L'altro mondo possibile": Il SOCIALISMO.

 


fotografia di tulipanorosso



CONSIDERAZIONI sul DEGRADO ABITATIVO ED AFFITTI CONVENZIONATI

Continua la becera propaganda elettorale delle liste civiche con il nostro primo cittadino che continua a giocare allo sceriffo, sulla pelle dei più deboli; adesso di concerto, pare, con la Destra, ha scoperto che anche nella nostra città molti residenti indigenti sono costretti a vivere in condizioni di precarietà, definite di degrado con una espressione alla moda, con servizi inadeguati e con densità abitative nelle locazioni in affitto superiori ad una persona ogni 18 mq., minacciando quindi multe salate e sfratti come soluzione del problema.

Gli extracomunitari sembra siano diventati un chiodo fisso del "nostro", visto che si stanno predisponendo i bandi per l'assegnazione di alloggi ad affitto convenzionato per soli cittadini italiani (evidentemente le tasse comunali versate dai residenti non italiani non sono considerate buone, ma allora perché pagarle?) e visto che in risposta ad una rissa che ha coinvolto due appartenenti alla comunità europea si è voluto colpire un call center a nessun titolo coinvolto, anticipandone gli orari di chiusura e creando così disagi a molti residenti extracomunitari di San Marco, per i quali gli orari sono fondamentali per comunicare con i paesi di origine, viste le differenze di fuso orario.

Consigliamo l'amministrazione, per affrontare il problema del caro alloggi (ed anche per rimediare al troppo cemento versato) di cominciare a far fruttare le tante case sfitte risultato dell'urbanizzazione eccessiva e del conseguente abbassamento del valore degli immobili, come iniziano a lamentare le agenzie immobiliari osimane, iniziando ad assegnarle secondo il bisogno di tutti i residenti.

Nei tempi duri che sono alle porte diventerà sempre più arduo difendere gli interessi degli speculatori insistendo nel voler alimentare una guerra tra poveri, diventerà sempre più anacronistico prospettare mirabolanti progetti come quelli di alberghi di lusso, campi da golf o acquaparchi magari in zone franose come quella di Mte Gallo, ben più consona (e utile per la comunità nazionali ed acquisite) al pascolo di branchi di pecore; tutto ciò rischia anzi di essere irritante rispetto alla percezione della imminente depressione economica.

Qualora l'uscita del sindaco andasse oltre le pur stonate sviolinate elettorali e comportasse multe o rischi di sfratti per tanti nostri concittadini già sfortunati per la loro condizione economica, poiché riteniamo che da quella dipenda la loro ostinazione a non voler abitare in attici lussuosi, ci impegneremo ad assicurare la necessaria assistenza legale per chi incorresse nelle imposizioni vessatorie dei fastidiosi questuanti del facile consenso.

Intanto registriamo che anche l'amministrazione comunale comincia a porsi il problema delle troppe case sfitte rimaste sul gozzo di imprenditori, banche ed immobiliari ma anziché farle pagare a noi tutti (con gli affitti agevolati) ci piacerebbe che ci lasciasse con un atto di coraggio e di sano cinismo verso quanti finora l'hanno sostenuta… le espropri!

Lotta di Unità Proletaria Osimo

 

appello all'unità del fronte antibitume e anti distruzione del territorio

La domanda "Sei d'accordo che il Comitato [antibitume e credo anticanile ed anticementificazione] scenda in politica con una lista civica a suo nome?" lanciata dai promotori della lista Grillo - o come si chiamerà - che riguarda appunto la scesa in campo elettorale del comitato "senza testa senza bitume" e giù di li è di per se impostata male e non affronta la triste questione di un comitato di passatempo che in funzione della campagna elettorale prossima di fatto non esiste più.
Cosa sarà il comitato alle prossime elezioni? Chi lo rappresenta politicamente?
Non c'è e rischia di non esserci neanche fra pochi mesi (il tempo stringe) una lista che potrà vantare la legittima esclusività a farsi portavoce delle istanze del movimento contro il bitume (contro il canile e contro la cementificazione scellerata)
Esisteranno più liste/partiti con all'interno qualcuno (già più o meno si sanno alcuni nomi) che grideranno la loro contrarietà a raccogliere il voto di protesta legato alle questioni bitumificio, canile, cementificazione e rispetto per i cittadini.

Ma la gente antibitume chi voterà?

La lista Grillo?

Oppure il PD?

O magari Rifondazione?

O una eventuale lista civica alla quale sta lavorando con impegno ma anche fatica il Lupo?

La risposta è che non voteranno nessuno di questi o li voteranno tutti.

Insomma, il voto anti-bitume (anti-cementificazione, anti-canile e chi più ne ha più ne metta) di fronte tanta frantumazione voterà in base a tutt'altro. La disgregazione politica interna del comitato e dei comitati ha sancito la definitiva e prematura impossibilità di creare un consenso compatto attorno a queste tematiche. Tutto ciò equivale all'annullamento della questione del bitume dalla campagna elettorale.

Chi ascolterà da questo punto di vista la gente di Osimo?

David per la lista Grillo? Nerina ad un comizio di Rc? Qualcuno del Lupo nella nostra lista? Altri candidati nel PD? Probabilmente nessuno, e il problema bitume (e tutto il resto già accennato) rischia di scemare dai riflettori della campagna elettorale.

La parola d'ordine è dunque una soltanto. Ricompattare.

 

           

 

                                                 Le foto "incriminanti"...!

 

 

Risposta alle dichiarazioni del sindaco Latini sull'ultima festa di campocavallo

Allora è proprio vero, il sindaco Latini è in crisi e non sa più a cosa aggrapparsi.
Accerchiato da regione, provincia e comitati della società civile le prova tutte, come ha fatto ieri mattina attaccando sul suo blog il L.u.p.o. (senza nominare la nostra associazione) per i “segni lasciati nell’ultima festa presso il campo sportivo di campo cavallo”.
Manifestazione, quella di "A pugno chiuso", svoltasi il 12, 13 e 14 settembre.
Forse Latini prima di parlare dovrebbe informarsi presso l’Ufficio tecnico che ben conosce del comune di Osimo dove scoprirebbe che in seguito agli accertamenti di ieri mattina da parte di vigili e geometra persiste uno stato di “inconsistenza di presunti danni”.
Latini si arrampica sugli specchi a tal punto da strumentalizzare due segni superficiali lasciati sul campo di calcio dalle ruote di una macchina.
Non ne conosciamo il responsabile ma dopo tre giorni di diluvio come quello che ha colpito la città dal 12 al 14 settembre, ovvero i giorni di svolgimento della festa può anche succedere che spuntino due ruotate.
Latini inoltre cerca lo scontro per un campo già di per se in cattive condizioni e non dice che il comune nonostante i dovuti pagamenti offre una struttura del tutto inadeguata in caso di pioggia a svolgere manifestazioni del genere.
Infatti per gran parte abbiamo dovuto provvedere noi.
Il sindaco farebbe meglio a preoccuparsi dello stato di salute della campagna limitrofe, in particolare di quella tra Campocavallo e Cerretano, a forte rischio alluvione a causa di una dissennata gestione dei fossi di defluizione, che dalla valle caricano pesantemente i precari canali lungo la via jesina, accompagnata dalla massiccia cementificazione disposta dall'ultimo piano regolatore.
Speriamo che questa politica di gestione del territorio non ci faccia piangere ancora come il 16 settembre di due anni fa.

Se lo ricorda quel giorno, sindaco?

 

 

Il fosso "SISTEMATO" dal Comune di Osimo e la "BARRICATA" della Spring Color


ANGOLO NORD OVEST


FRONTE


IL FOSSO DOPO PIOGGIA DI 75 MINUTI


LATO EST


LATO OVEST


PERICOLOSITA' PER AUTO E MOTO


STROZZATRURA DEL FOSSO NON PIU' PULITO

 

La popolazione "Ringrazia". Bel Lavoro!


VERSO LA FINE DELL'ORDINE UNIPOLARE - (Dibattito saltato per pioggia al Festival A Pugno Chiuso)

La guerra di Ossezia ci pone di fronte (con una accelerazione che ha sorpreso gli analisti distratti) alla evidenza che ci stiamo lasciando alle spalle il mondo regolato dall'ordine unipolare, quello che si è andato consolidando con la caduta del muro di Berlino ed in seguito alla disintegrazione del campo socialista, per ritornare al riemergere dei conflitti interimperialisti non soltanto sottotraccia - nelle guerre economiche e diplomatiche o nel risiko geostrategico che hanno portato a modificare il diritto internazionale, ridotto a sancire a comando i mutamenti dettati dai nuovi rapporti di forza - ma anche come scontro sulle aree di influenza da portare direttamente a confronto militare. Le guerre succedutesi dall'inizio degli anni 90, dichiarate o condotte unilateralmente dagli Usa e dalle potenze uscite vittoriose dalla guerra fredda hanno mutato la mappa del mondo allo scopo di garantire l'approvigionamento ed il controllo delle fonti energetiche e delle materie prime in vista anche del progressivo esaurimento di risorse strategiche, la cui piena disponibilità diventa fondamentale anche per dettare i tempi delle riconversioni economiche necessarie per l'impiego di nuove e vecchie energie (vedi il nucleare) che dovranno sostituirsi all'"era del petrolio"; inoltre la crescita di nuove potenze economiche che iniziano ad avere successi anche in ambito teconologico e soprattutto progressi nell'ambito della ricerca e dello sviluppo della tecnologia militare (settori da molti decenni sproporzionalmente in mano al Pentagono ed alla NATO) ha spinto gli Usa e gli alleati occidentali a dispiegare basi militari, truppe di occupazione ed a promuovere protettorati in aree considerate cuscinetto e potenzialmente idonee in fase di contenimento o come vettori di attacco alle suddette potenze, principalmente Cina e Russia, oltre che verso i paesi islamici ostili nelle loro leadership o instabili per l'ostilità delle popolazioni alla egemonia occidentale. 

Due sono stati i fattori principali usati per giustificare tale interventismo ed alimentarne le occasioni: l'uno costituito dalle divisioni etniche perpetuatesi dopo il disgregamento degli stati dell'est Europa come quelle (legate anche a differenti visioni religiose) mai sopite dal nazionalismo arabo e/o anticolonialista nei paesi islamici e l'altro dettato dalla presunta necessità di esportare la democrazia attraverso l'invenzione ed il sostegno di movimenti di opposizione ai regimi non amici e soprattutto lo sbandierato interventismo umanitario; democrazia e divisioni etnico-religiose ovviamente definite, promosse o represse secondo gli interessi dell'Imperialismo versus Impero a guida Usa e secondo le esigenze dei grandi potentati economico-finanziari artefici, dagli inizi degli anni 90 dell'impressionante accelerazione del processo di globalizzazione o meglio di ri-mondializzazione dei rapporti di capitale in un mondo sprovvisto ormai di modelli alternativi. Ma mentre gli apologeti del pensiero unico e della fine della storia magnificavano le sorti dell'Impero e della Pax americana, la Russia si riprendeva dalle devastazioni e ruberie delle gang di Eltzin, rimettendo in piedi l'economia, la macchina statale e militare, facendo leva sul nazionalismo e l'orgoglio del popolo russo, oltre che su un modello di capitalismo autoritario che la rimetteva, soprattutto nel campo energetico, al centro della competizione internazionale; la Cina, artefice di un connubio tra sovrastruttura formalmente comunista e struttura economica progressivamente aperta ad un ultracapitalismo, garantito anche nella costituzione, libero da troppi vincoli in virtù della ancora salda presa autoritaria del partito e dello stato, era protagonista di una straordinaria crescita economica che obbligava praticamente tutti gli altri paesi, soprattutto quelli occidentali, ormai ex-sviluppati con i mercati interni sempre più saturi, a fare i conti con la sua espansiva potenza economica; altre potenze, emergevano in questi anni, almeno nei numeri e certamente non in benessere delle popolazioni come India, Brasile… 

Era almeno per noi chiaro come il capitalismo, oramai ri-mondializzato, non potesse raggiungere un equilibrio stabile tra le forze concorrenti, che anzi il capitalismo non può sopravvivere senza concorrenza, senza alternare aree di sviluppo ad aree di sottosviluppo (storicamente instabili) sulle quali le prime prosperano, e quindi la forma imperiale che soprattutto gli Usa sembravano perseguire sarebbe stata destinata prima o poi a lasciare il passo al ritorno delle contrapposizioni inter-imperialiste, contrapposizioni materializzatesi negli anni, costringendo l'amministrazione Usa ad imporre scelte decisionistiche ad alleati sempre più recalcitranti (vedi guerra in Iraq) e alle potenze emergenti sempre più insofferenti, come nella guerra in Yugoslavia (dove fu bombardata l'ambasciata cinese) fino al riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo. Proprio il Kosovo è stato citato da più parti come un precedente tale da giustificare oggi il riconoscimento da parte russa dell'indipendenza dell'Ossezia e che può aprire la via ad innumerevoli nuove e, secondo tali parametri, altrettanto legittime rivendicazioni di indipendenza, soprattutto ora risultando chiaro che tali legittimazioni non potranno venire dal solo diritto del più forte, perché il più forte è incerto. Noi pensiamo che in realtà ogni rivendicazione autonomista o secessionista vada valutata in sé sui criteri storici e sulla volontà delle popolazioni realmente coinvolte, tenendo fermo il diritto all'autodeterminazione dei popoli da distinguere bene dalle ingerenze di forze straniere o globalizzatrici miranti ad indebolire stati e governi che si oppongono ai loro interessi neo-colonialisti, organizzando quinte colonne per destabilizzarli e dominarli. 

Nel Kosovo, da secoli il cuore culturale e religioso della Serbia, si è realizzata proprio tale ingerenza, atto finale della disgregazione della ex Yugoslavia, perseguita dalle potenze occidentali facendo leva sulle contrapposizioni etniche e religiose ed armando i neofascisti croati, i bosniaci e gli albanesi musulmani oltre a promuovere e finanziare le fittizie opposizioni e il golpe in Serbia; la contrapposizione tra musulmani, slavi e rom è stata alimentata da politiche migratorie e pulizie etniche delle quali i serbi sono state vittime per poi farli passare da oppressori quando sono stati, a casa loro, costretti a difendersi: che direbbero i cattolici italiani se i musulmani iniziassero a cacciare i residenti del Vaticano o gli arabi se gli ortodossi cacciassero i musulmani dalla Mecca o Medina; in queste terre sacre per le rispettive religioni non sarebbe stata possibile una migrazione a premessa di tale ipotesi mentre nel Kosovo, nella Yugoslavia laica e socialista, c'era più accoglienza (anche interessata in funzione anti-Hoxa) e con la morte di Tito saltarono definitivamente gli equilibri etnici perché il connubio di interessi tra clan mafiosi albanesi, internazionalisti islamici e la Cia che li addestrava per mandarli a combattere in Bosnia ed Afghanistan, aumentarono la migrazione albanese e crearono le condizioni per la creazione dell'esercito di mercenari dell'Uck al soldo degli Usa. Per queste ragioni riteniamo che per il Kosovo non si possa parlare assolutamente di autodeterminazione dei popoli e non sia giustificata l'indipendenza che in realtà sancisce di fatto la creazione di un protettorato Usa (con la probabilità di estenderlo alla stessa Albania) di cui l'Europa é sciocca complice perché si ritorcerebbe un domani contro gli stessi interessi europei se questi confliggessero con gli Usa. 

Diversa la situazione di Abkhazia ed Ossezia del Sud, già distretto autonomo in territorio georgiano ai tempi dell'Urss, con la maggioranza di nazionalità russa delle popolazioni alle quali è stata riconosciuta anche la cittadinanza dopo la precedenti aggressioni della Georgia iniziate nell'87, cui erano seguiti gli accordi del 92 all'interno degli stati membri della Csi sulla definizione dei confini; nel '99 nuovi accordi tra Russia, Georgia, Ossezia del Sud ortodossae Ossezia del Nord musulmana, con la mediazione dell'Osce, consentivano la presenza di truppe di interposizione russe in corridoi di sicurezza su territorio georgiano in qualità di peacekeepers. Tali popolazioni, con legami storici e culturali da sempre condivisi con la Russia e non artificialmente indotte a migrare, avevano già espresso in un referendum la volontà di indipendenza, ora che non esisteva più il sistema federativo sovietico e non accettando l'inglobamento forzato con la Georgia. Al di là della legittimità delle aspirazioni esisteva comunque una situazione di stallo che la Russia non intendeva forzare fino a che l'avventurismo di Saakashvili, incoraggiato da interessati e per niente occulti suggeritori, non ha fatto precipitare gli eventi, bombardando Tzkhinvali, provocando centinaia di vittime civili e centinaia di migliaia di profughi. 

E' curioso e non casuale che tra i politici georgiani saliti alla ribalta in questi giorno figurino tanti ebrei e tanti alleati di Israele, come l'ineffabile ministro Yacobshvili il quale ha più volte pubblicamente ringraziato (anche in ebraico) il governo israeliano per aver addestrato l'esercito georgiano e fornito moderni dispositivi militari; in particolare si sono distinti in questo compito ufficiali ed istruttori di una agenzia privata di cui è titolare il generale che guidò l'ultima aggressione israeliana al Libano: a giudicare dai risultati in Libano ed in Ossezia, dove hanno ricevuto la dura lezione dalle truppe russe, c'è da augurargli di continuare così. E' curioso e non casuale anche rilevare la presenza di tante Ong statunitensi, come quelle dello speculatore finanziario George Soros e dell'ex ambasciatore Richard Miles, oramai specializzatisi in golpe bianchi soprattutto negli ex paesi del socialismo reale, come quelli fomentati a Belgrado con i finti No-globala di Oktpor e radio B-92, in Ucraina con gli arancioni e nella stessa Georgia con la rivoluzione delle rose che estromise Shevarnadze in procinto di riavvicinarsi alla Russia. 

Ovviamente per noi riconoscere la legittimità dell'intervento russo e l'aspirazione all'indipendenza selle nazionalità caucasiche non significa attribuire a potenze che hanno scelto il capitalismo e l'economia di mercato una funzione direttamente antiimperialista, tuttavia tutta la storia delle rivoluzioni del tanto bistrattato novecento ci ha mostrato che i conflitti interimperialistici finiscono per sviluppare contraddizioni che i popoli oppressi e le organizzazioni comuniste rivoluzionarie possono sfruttare; allo stesso modo non condividiamo certo la visione del mondo, alcuni valori etici ed i modelli politici ispirati allo jihadismo delle differenti correnti islamiche ma non contestiamo il loro sacrosanto diritto a combattere gli occupanti occidentali e riteniamo che le resistenze che sviluppano vadano comunque sostenute sia perché hanno un indiscutibile seguito popolare, sia perché, mettendo in discussione le corrotte oligarchie alleate dell'imperialismo occidentale, potrebbero evolversi in forme proprie di democrazia popolare ed egualitarismo, senza bisogno di apprenderle dalle nostre bombe al fosforo. 

L'incontrastato processo della globalizzazione imperialista, di cui gli Usa sono stati garanti grazie al loro strapotere militare, il predominio degli organismi finanziari internazionali ( in grado di dettare regole e strangolare quanti non vi si adeguavano) avevano finora impedito lo sviluppo di modelli economici e sociali alternativi, avevano strangolato quei paesi che cercavano vie autonome di sviluppo, avevano spezzato le reni, la statualità o l'integrità territoriale agli stati riottosi o ribelli ai loro diktat, esponendoli ad attacchi militari, occupazioni e rappresaglie sui civili. Questo avveniva soprattutto nei Balcani in Medio Oriente e nelle aree a ridosso di Cina e Russia, attraverso una politica aggressiva, anche sul terreno ideologico, che vedeva le amministrazioni americane agire in sinergia con le classi dirigenti israeliane, ponendo l'intangibilità dello stato sionista, il suo rafforzamento ed il suo espansionismo, a fondamento dei valori e della politica estera dell'Occidente (del quale l'entità sionista veniva considerata il naturale prolungamento e il baluardo della sua "civiltà"). Tutto questo è risultato tanto più evidente nella crisi georgiana, con il ruolo di Israele che ha armato, addestrato ed incoraggiato le truppe georgiane all'avventura in Ossezia, in concorso con Washington dopo aver promosso l'ascesa di un quadro dirigente in gran parte formato da georgiani di origine ebrea (il quale non ha esitato a far demolire anche il vecchio ghetto ebraico di Tzkhinvali) In altre aree la presa americana diventava inevitabilmente meno stabile negli anni, ma non il ruolo del fedele alleato sionista (vedi il ruolo controinsurrezionale del Mossad in Colombia) che non veniva meno; proprio in America Latina, con lo sviluppo del movimento bolivariano, abbiamo assistito alla possibilità e praticabilità di un alternativa alla globalizzazione imperialista che in questi anni si sta dando una pur difficoltosa proiezione continentale; ma anche nel protagonismo di governi e masse popolari in Venezuela, Bolivia, Paraguay, Equador ecc.., così come nei rivolgimenti rivoluzionari in Nepal, nella ripresa delle guerre popolari in vaste aree dell' India 

possiamo anche leggere il cambiamento progressivo degli equilibri internazionali; senza i trattori o i mitragliatori iraniani e cinesi, senza gli investimenti cinesi e russi in questi paesi, così come in paesi africani che prima sarebbero stati più facilmente ridotti all'obbedienza, vedi Sudan e Zimbabwe, senza questi aiuti, certamente non disinteressati e certamente non decisivi rispetto al protagonismo delle masse e delle lotte popolari, sicuramente sarebbe stata molto più dura resistere alle imposizioni ed agli ultimatum dell'Imperialismo occidentale a guida Usa. E' per queste ragioni - oltre che quelle oramai sempre più bistrattate del diritto internazionale, un diritto che celebra i suoi paradossi processando Karadzic, protagonista della resistenza serba all'aggressione Nato e non vede sul banco degli imputati del'Aja nessuno degli aggressori e dei macellai bosniaci, ustascia e Uck, responsabili della pulizia etnica di Serbi e Rom su mandato Nato - che riteniamo vadano sostenute le ragioni degli osseti e degli abkhazi e la politica estera della Russia, la quale vuole uscire dall'accerchiamento al quale e' sottoposta da anni con l'ingresso di molti paesi confinanti nell'Ue (ed in un imminente futuro nella Nato) e soprattutto con l'installazione dello scudo stellare antimissile e con i missili patriots in posizionati in Polonia; e' evidente che qui non si tratta di misure difensive ma di un vero e proprio accerchiamento militare tendente ad impedire una reazione russa in caso di attacco portato verso il suo territorio. E ci consola il fatto che in Russia tutti gli imperi e gli aspiranti imperatori finora si son rotti immancabilmente le le corna. Riteniamo che la complessità ed i mutevoli assetti del quadro internazionale impongano al movimento antimperialista in Italia non tanto scelte di partigianeria per l'una o l'altra opzione geostrategica delle potenze in fieri - di nuovo contrapposte sullo scenario del declino dell'ordine mono-polare - ma una visione strategica che faccia dell'appoggio ai popoli in lotta per la propria autodeterminazione e liberazione il punto fondamentale ed il punto da cui partire e adeguare l'analisi teorica 

per la costruzione di una più vasta prassi di opposizione alle ricadute in termini di repressione sociale e stretta economica imposte dalle oligarchie guerrafondaie dominanti anche alle masse popolari occidentali, allo scopo di finanziare la guerra permanente, vero e proprio volano con il quale cercano di uscire dalla saturazione dei mercati interni, facendo pagare la recessione ed i costi della guerra e delle missioni militari, come sempre, alle classi subalterne, La lotta in difesa delle rivendicazioni territoriali, oggi espressione principale delle politiche di base, data la crisi del movimento nelle sue opzioni generaliste, va integrata con la tutela dei diritti e con pratiche di ricomposizione ed emancipazione del nuovo proletariato a composizione multinazionale, composto in gran parte da una forza-lavoro ultraricattabile, posta in fittizia contrapposizione con quella autoctona precarizzata, proveniente proprio da quei paesi e da quei popoli che i nostri governi imperialisti attaccano militarmente ed economicamente, a cominciare dai lavoratori islamici, discriminati come capro espiatorio dell'insicurezza alimentata e diffusa e come potenziali quinte colonne interne. Questi due aspetti, secondo noi imprescindibili, dovrebbero integrare una battaglia di medio periodo che sappia da subito riproporre con forza la costruzione di una piattaforma unitaria per l'uscita del nostro paese dalla Nato, in modo da dare un respiro più ampio ai movimenti come quelli di Vicenza ed ai vari comitati sorti un po' ovunque, in questi anni di scelte interventiste dell'Italia (malgrado l'art. 11 della Costituzione), dove ci sono basi militari Usa e Nato; in particolare il movimento contro le basi dovrebbe saper porre la questione del 

recupero della piena sovranità a casa nostra, per allargare la battaglia oltre le attuali secche della sinistra borghese e filoamericana e delimitare un vero terreno di rilancio per una sinistra popolare ed antimperialista che spazzi via ogni tentativo di ritorno alla formula del codismo col centrosinistra. Oggi più che mai l'opzione antimperialista può determinare il rilancio di quella sinistra e di quel movimento comunista che abbiano saputo trarre le lezioni dalla disfatta elettorale, in considerazione che con la nascita del PD non c'è più un centrosinistra e quindi una coda a cui aggrapparsi; l'opzione antimperialista, unitamente a quella di classe può e deve mettere allo scoperto l'inconsistenza di posizioni riformiste e fittiziamente pacifiste, quando oggi le classi dominanti non vogliono riformare un bel niente e non hanno intenzione di recedere dalle scelte guerrafondaie e dall'alleanza privilegiata con gli Stati Uniti, come dimostrando l'unità di intenti tra PD e PdL sulle questioni di fondo e sulle scelte strutturali Il prossimo G8 alla Maddalena, in una terra sottratta per lungo tempo alla sovranità dei suoi abitanti anche per via delle servitù militari, potrà essere l'occasione di una prima verifica sulla maturità del movimento antimperialista e su un lavoro da rilanciare da ora facendo tesoro delle esperienze passate, anche dalle sconfitte, ma nella volontà di riprenderci il futuro

Lotta di Unità Proletaria Osimo

 

Vogliamo ancora credere che la Giustizia è uguale per tutti: Comunicato

Ancora una volta il Comitato ricorda allo smemorato sindaco che le "spettacolari azioni giudiziarie" così come Lui le definisce altro non sono che innumerevoli iter di non conformità ed è per questo che sono stati presentati esposti in Procura!!!

Ricordiamo anche che i comitati sono formati da cittadini, in particolare di Passatempo, che hanno visto calpestati i diritti basilari in una città che vive ormai una grave emergenza democratica, ambientale e urbanistica e che questi cittadini sono costretti a subire scelte arroganti ed intimidazioni e che il primo colpevole è proprio il primo cittadino che è convinto che per invitare il comitato agli incontri si debba usare la parrucchiera di Passatempo, o il passaparola ! senza alcun invito scritto ed ufficiale né ai comitati né al suo legale Tina Fusari. Quando invece questo è avvenuto, i cittadini e il comitato si sono sempre presentati in comune sia per il bitume che per il mega-canile, ma è stato solo tempo perso, perché la volontà di fermare questi impianti, inquinanti sotto tutti i profili, NON C'E' MAI STATA!!!. Basti vedere, per quanto riguarda il mega-canile, la zonizzazione acustica fatta nel 2006 ad hoc per la zona di costruzione del canile (zona 4) mentre intorno all'area cada in zona 3 che è sempre troppo alta per essere una zona agricola !.

Il Comitato sta ancora aspettando delle risposte: Perché da mesi le betoniere ed i camion vanno e vengono da via Cola senza il deposito di fine lavoro? E perché i vigili, spesso nella zona, controllano i tranquilli cittadini che pagano le tasse e non controllano anzi proprio non vedono le betoniere che escono ed entrano anche in giorni festivi?

Le nostre battaglie non sono strumento di nessun partito, ma facciamo politica, nel piu nobile senso del suo significato, perché ciò fa parte della democrazia, per essere cittadini attivi che rifiutano di subire scelte interessate che questo malgoverno locale continua a fare. Il comitato è nato spontaneamente dalla esigenza dei cittadini di difendere il loro ambiente e ricordiamo a codesta amministrazione che purtroppo i comitati non hanno alcun potere di fare o non fare una scuola, un bitumificio,un canile od un ospedale come lo ha l'amministrazione comunale che fa e disfa le cose a uso piacimento !

VOGLIAMO ANCORA CREDERE CHE LA GIUSTIZIA E' UGUALE PER TUTTI! E che la Magistratura e Prefetto chiariscano tutti i lati oscuri di queste vicende e che, a breve, la verità venga finalmente fuori!!

Per il Comitato per la Salubrietà Ambientale e per il Comitato Mamme.

Nerina Bianchetti

 

 

Ancora sulla sicurezza.

La drammatica vicenda che ha portato al ferimento del ragazzo rumeno di cui è accusato un tedesco senza fissa dimora ha scatenato, come era prevedibile, gli apologeti delle ronde e della militarizzazione del territorio, quasi non aspettassero altro per tentare di mettere altri punti di gradimento nella loro tattica elettorale ispirata alla faciloneria forcaiola, nell’intento di occultare quelli che sono i problemi reali del territorio, specchio abbastanza fedele di quanto accade nel paese; emergenze ambientali, crisi economica, urbanizzazione pianificata solo per far cassa, imbarbarimento delle relazioni sociali, tutti problemi che è molto più facile scaricare sul capro espiatorio di turno e con i soldati nelle piazze di cilena memoria (o con i vecchietti che giocano a fare i soldatini) piuttosto che impegnarsi a risolvere, poiché risolverli implicherebbe mettere in discussione il sistema votato a favorire i soli interessi forti dei grandi gruppi economico-finanziari dei quali i politici sono servitori.

Non a caso sembra che l’opposizione più dura a questa politica servile venga oggi da Famiglia Cristiana più che dai presunti partiti di opposizione.

E’anche paradigmatico il modo di inquadrare la vicenda - dal cosiddetto senso comune della gente ai commenti rilevabili sui media, alle dichiarazioni dei politici - tutti mettono in rilievo il degrado del quartiere San Marco ed i problemi di integrazione degli extracomunitari; avrebbero sostenuto lo stesso pistolotto per qualsiasi evento fosse venuto alla cronaca, dal momento che oramai scatta una sorta di programmazione che i media ed i politici pigri e codardi hanno contribuito ad innescare, una paradossale ed inquietante litania che purtroppo spesso la gente più influenzabile ripete a pappagallo: a che giova in questi casi rimarcare che gli extracomunitari od i problemi di San Marco non c’entrano niente, dal momento che non erano coinvolti i “marocchini” ma cittadini comunitari, cittadini che da Maastricht in poi le classi dominanti europee hanno voluto integrare; quale rapporto di causa effetto esiste tra la chiusura anticipata di un call-center ed un evento che ha coinvolto “comunitari” che nessun rapporto avevano con quel posto o con il quartiere, che magari avevano alzato un po’ il gomito in manifestazioni pubbliche e sponsorizzate dal comune, altrove; cosa c’entra il call center ed i rapporti (che non ci risultano così drammatici) tra italiani ed extracomunitari a San Marco con l’ammissionne di Germania Est e Romania nell’Unione Europea?

Non che i cittadini comunitari non debbano essere liberi di girare, non che i balordi, comunitari o meno, non debbano essere neutralizzati, ma perché colpevolizzare sempre e comunque a senso unico? e se l’arabo o l’islamico o lo zingaro non c’entrano ce li ficchiamo dentro comunque; perché questo alla gente occorre raccontare, occorre indicare un bersaglio facile alla rabbia ed all’insicurezza sociale che la crisi sta provocando tra le masse popolari italiane, prima che le rivolgano contro i veri responsabili.

Sulle soluzioni prospettate è condivisibile la necessaria opera di coordinamento e collaborazione tra le pattuglie di vigili di comuni limitrofi, comuni e frazioni che spesso hanno identica viabilità e percorrenza, che spesso per l’opera di urbanizzazione selvaggia stanno confondendo le frazioni; e magari sarebbe da creare qualche altro posto di lavoro in questo ambito; troviamo invece assolutamente demagogica e sottesa a solleticare trascorse pruderie cilene od argentine - al di là del prevedibile grottesco in cui si manifesteranno inizialmente - l’insistere sulle ronde composte da ex militari; oltretutto troviamo singolare che tali proposte siano proposte o corteggiate da politici ed amministratori che si spellano le mani a plaudire le forze dell’ordine operanti sul territorio, salvo poi evidentemente considerarle incapaci (mentre anche la prontezza con la quale sono intervenute nel caso in questione dimostra il contrario).

Si facciano piuttosto maggiori controlli sui cantieri, visto l’aumento degli incidenti di cui nessuno degli attuali indignati si è mai curato, qui potrebbe essere avviato un servizio volontario, magari concertato con i sindacati, si controlli la sicurezza del territorio devastato dall’ingordigia di palazzinari ed amministratori, di concerto con le associazioni ambientaliste e si avvii un’opera di avvicinamento e conoscenza tra le diverse culture e comunità di residenti (senza alimentare discriminazioni in maniera icompetente come sugli aiuti per la casa), potenziando il lavoro degli operatori sociali sola garanzia di una armonica convivenza, dal momento che oramai anche Osimo, come dimostrano i rilievi sulle nuove nascite si avvia a diventare una città sempre più multietnica; solo in questo senso noi concepiamo le “nostre ronde”, coordinamento organizzazione - ed autoorganizzazione - dell’intervento volontario, mutualistico e solidale dei cittadini nella difesa della cosa pubblica e delle rispettose relazioni tra le comunità.

Lotta di Unità Proletaria Osimo 

 

 

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La foto è stata scattata il 16 settembre 2006 dalla strada provinciale jesina, all'incirca di fronte al capannone spring color. Si vede Osimo con in primo piano le fabbriche di Monticelli e la zona allagata, sia al di qua che al di la della strada cosiddetta delle querce che va a Castelfidardo. In questa zona un anno dopo il comune di osimo permesse la costruzione di un'area industriale. Un paio di settimane fa la via, perpendicolare a via Giuggioli, che passa in mezzo ai nuovi capannoni è stata intitolata ad Oriana Fallaci... Ma la cosa vergognosa è che hanno utilizzato un tubo da 1 metro per la raccolta delle acque meteoriche, che finisce nel piccolo e sfigato fosso che costeggia la strada provinciale jesina. questo fosso prende le acque meteoriche sia da campocavallo, che dai versanti dell'incagiata e san sabino; costeggia la jesina e poi gira a destra costeggiando il capannone spring color e creando il confine dei territori di osimo e castelfidardo. La manutenzione non è assidua e il fosso soffre sempre, tant'è vero che quando c'è una pioggia forte la strada provinciale è sempre allagata. I campi vicino alla spring color sono la zona più bassa, tipo conca, tra Campocavallo e Cerretano. Quindi non c'è solo il pericolo della fabbrica di 4.500 mq. di Balestra metalli in prossima costruzione, ma il grandissimo pericolo dell'area industriale "ORIANA FALLACI", decine e decine di migliaia di metri quadrati, tra strade e capannoni, non più drenanti con le acque convogliate in un fossetto e quando, questo esce dal comune di Osimo,  chissenefrega...

 

Sicurezza, la polemica continua a tener banco.

Forse i ladri responsabili dei furti in appartamenti del circondario osimano avvenuti la scorsa settimana non pensavano di scatenare tanto rumore fra le forze politiche cittadine.
I fatti di San Biagio, Santo Stefano e via Guazzatore hanno comunque lasciato il segno così da spingere da spingere il sindaco Dino Latini ad incontrare questa mattina alle ore 10.30 il prefetto D'Onofrio per chiedere un lavoro costante da parte delle forze dell'ordine nelle frazioni di Osimo.
"Dopo aver parlato con D'Onofrio – dice Latini gettando acqua sul fuoco delle polemiche – mi confronterò con tutti i partiti, ma prima devo sentire il prefetto".
Una frase che allude anche alle dichiarazioni fatte nei giorni scorsi dal segretario de "La Destra" Alessandro Buccelli, il quale lamentava un dietro-front del sindaco Latini dopo la sua proposta di gruppi d'assistenza civica notturna e al gesto del consigliere di Forza italia Giovanni Strologo di andare dal questore di Ancona Giorgio Iacobone per chiedere più controlli.
"Vedrò anche Buccelli – giura Dino Latini - e chiunque lo ritiene opportuno.
Le ronde de "La Destra" non sono l'unica proposta sul tavolo.
La consigliera Pd Paola Andreoni propone di impegnarsi per una sicurezza in senso più ampio, "economica, sociale e relazionale" mentre l'associazione Lupo annuncia gruppi di controllo per la sicurezza sul lavoro nelle fabbriche, analisi dell' inquinamento dei fossi con rifiuti industriali e dell'aria in città

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In merito alla sicurezza ed alle ronde

Tutte le estati si registrano alcuni furti nelle abitazioni e non risulta che quest´anno Osimo sia più colpita degli altri anni o di altri comuni tuttavia, probabilmente anche per via della vivace campagna elettorale, mai come questo anno si cerca di cavalcare il comprensibile stato di apprensione dei cittadini, oltre che ovviamente la rabbia delle vittime, cercando di far passare anche da noi l´idea che occorrano ronde di improbabili "charles bronson", meglio se messi a riposo da qualche Arma o polizia e, magari, di questo passo si finirà per invocare anche qui la presenza dell´esercito. > > Ci sembra anche curioso che proprio quanti continuano a professare la fiducia e la solidarietà alle forze dell´ordine perseverino poi nell´ invocare queste forme di sussidiarietà o di sostituzione e si adoperino addirittura a far intervenire pattuglie di altri comuni ritenute evidentemente più preparate; delle due l´una: o si ritiene le forze che operano sul nostro territorio sprovvedute oppure si tenta di fare effetto sugli elettori sollecitando la paranoia securitaria ampiamente amplificata sui media ed in maniera bipartizan dalle forze politiche alle prese con il malcontento popolare per via della recessione economica. > > Riteniamo che le forze di polizia attive sul nostro territorio siano capacissime di tenere sotto controllo la situazione e se ci sono carenze nella polizia municipale sarebbe meglio trovar lavoro a qualche altro cittadino piuttosto che ricorrere a queste soluzioni demagogiche e bizzarre, tuttavia pensiamo che la sicurezza garantita da una solidale convivenza, da politiche sociali, ambientali ed urbanistiche decorose, da una prevenzione degli incidenti sul lavoro non siano soltanto materia di ordine pubblico e vadano, quelle si, perseguite anche dal lavoro volontario e mutualistico dei cittadini; in questo senso meritano un plauso quei cittadini volenterosi che stanno segnalando le inadeguate opere di edificazione e conseguenti canalizzazioni, come quelle segnalate nella zona di S. Sabino e Cerretano, iniziative che rispondono al senso civico cui abbiamo altre volte fatto appello per costituire servizi di vigilanza e monitoraggio sui problemi reali che riguardano la sicurezza presente e futura del territorio nel quale viviamo e non volte soltanto a creare allarmismo alla ricerca di facile consenso.

L.u.p.o.

 

Speranze e nuove modalità di lotta dopo la manifestazione del 19 luglio

Cari amici, interrompo il mio silenzio dovuto anche a problemi che ho avuto col computer per fare il punto della situazione. All'indomani della manifestazione nazionale contro la costruzione del canile lager di Bordi avvenuta il 19 luglio ad Osimo, le reazioni da parte dei partecipanti sono state di due diverse tipologie: - le persone intervenute da fuori Osimo (che hanno risposto all'appello animalista nazionale) sono state piuttosto soddisfatte della riuscita della manifestazione (anche se non sono mancati i commenti sul numero dei partecipanti, che tutti auspicavamo maggiore di 500),  - i membri dei comitati osimani che si stanno battendo ormai da più di un anno contro il malcostume imperante da  almeno 8 anni nell'amministrazione comunale (canile  lager, bitume, cementificiazione selvaggia, speculazione  edilizia) erano invece abbastanza affranti.  Il commento dominante degli attivisti osimani è stato: "Grazie ragazzi: ci abbiamo provato, ma è andata  così"...  In realtà il 19 luglio è servito e servirà moltissimo, perché sarà una delle tante pietre miliari che la società civile osimana sta mettendo in piedi, nella costruzione della propria rinascita e di quella della nostra città. Le  vorrei ricordare brevemente:  - manifestazione del 25 maggio 2007 contro il bitume;  - volantinaggio a tappetto a luglio 2007 in tutte le case osimane porta a porta, per informare la cittadinanza sulla costruzione dell'impianto di bitume e sensibilizzarla in vista del consiglio comunale del 13 luglio 2007 che si è risolto ovviamente in una prosecuzione dello "status quo" che ha visto il consiglio comunale confermare l'autorizzazione alla costruzione dell'impianto;  - mega manifestazione del 22 settembre 2007 contro il bitume dal titolo "Bugie e bitume", (la più grande manifestazione che si ricordi a memoria d'uomo a Osimo). 

- vittoria plebiscitaria alle elezioni del 20 ottobre 2007 del consiglio di quartiere di Passatempo-Padiglione del nostro candidato Fabio Marchetti, (67% dei voti) e il fallimentare risultato dei candidati pro-Latini, a testimonianza che nel segreto dell'urna elettorale i pavidi cittadini di Passatempo sanno chi sta dalla parte  loro, chi difende i loro diritti e chi invece li calpesta per favorire interessi particolari (e forti: leggi Calamante e Tecnovett di Bordi). E' seguito poi il periodo di "silenzio radio" chiestoci dal nostro legale, l'avvocato Tina Fusari, perché così le era stato a sua volta richiesto dalla Procura della Repubblica di Ancona che stava analizzando i nostri esposti e aveva bisogno di "non troppa pubblicità" sulla questione bitume. Tutti aspettavamo con grande speranza dei risvolti positivi - che erano clamorosamente a portata di mano - ma a cui la procura della Repubblica non ha dato seguito. Il cantiere del bitumificio, illegale, illegittimo ed abusivo non è stato fermato! C'erano tutti gli estremi per il blocco cautelativo deilavori, ma questo non è mai avvenuto. Questa delusione ha segnato un'altra tappa importantenella nostra maturazione di cittadini consapevoli della situazione in cui purtroppo è precipitato il nostro Paese (e Osimo in particolare): dobbiamo contare soltanto sulle nostre forze perché purtroppo le istituzioni che dovrebbero proteggerci, (Comune, Provincia, Regione, Procura della Repubblica), sono ormai diventate un "muro di gomma", un sistema autoreferenziale che protegge soltanto se stesso e i propri interessi, (a loro volta coincidenti con quelli di una imprenditoria corrotta, che di imprenditoriale a ben poco e di mafioso molto di più!). Un meccanismo patologico e criminale che sta distruggendo il nostro territorio marchigiano e - purtroppo - tutta  l'Italia. Allora ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo proseguito con le nostre azioni: 

- 7 aprile 2008, all'arrivo delle ruspe della ditta Tecnovett per iniziare i lavori nel cantiere del mega-canile (che il sindaco Latini aveva spergiurato non si sarebbe più costruito, in attesa di una fantomatica conversione dell'area in impianto fotovoltaico) abbiamo proiettato pubblicamente per la prima volta nella palestra di Passatempo il video choc sul canile di Rieti gestito dalla Tecnovett; - 10 aprile 2008, con un "blitz" a sorpresa scattato alle 6.30 del mattino, un gruppo di 60 persone circa, si è incatenato ai cancelli del cantiere della ditta  Calamante in Via Cola a Passatempo, per denunciare le illegalità nella costruzione del bitumificio. Abbiamo ottenuto di essere ascoltati dal questore e dal prefetto di Ancona, i quali ci promisero al cellulare del commissario di Osimo (D.ssa Furcolo) intervenuta in loco, che se i manifestanti avessero lasciato libero il passaggio, i comitati avrebbero potuto partecipare ad una tavola rotonda con prefetto e questore circa la questione bitume e più in generale circa le scellerate decisioni "urbanistiche" calate sulla frazione di Passatempo dall'amministrazione Latini. Ci fidammo di questa  promessa, ma sbagliammo ancora una volta. Purtroppo essere di parola non va più di moda: l'incontro non è mai > > avvenuto. - 19 luglio 2008, manifestazione contro il mega canile. Come vedete, abbiamo fatto molto e ancora molto c'è da fare. A qualcuno potrà sembrare che abbiamo raccolto ben poco, anzi niente. In realtà non è affatto così: abbiamo informato, abbiamo sensibilizzato, abbiamo incontrato altre realtà simili alla nostra che ci hanno offerto la loro solidarietà e con le quali abbiamo "allargato il giro". Sono cose importanti per una società civile che sta organizzandosi sempre di più e che sempre di più sta  diventando consapevole del cancro che sta distruggendo il  nostro paese.  
Abbiamo dunque il dovere di andare avanti, di cercare magari nuove modalità di lotta, sempre pacifiche, ma più efficaci che non saranno costrette a partire da zero, ma poggeranno le proprie gambe e si faranno forza su tutto quello che abbiamo fatto finora. Perciò dico solo una cosa: CORAGGIO! Noi vinceremo perché siamo dalla parte del giusto e perché lottiamo per il bene della collettività e della nostra Terra.  
Loro perderanno perché la loro anima è addirittura più  piccola e vile dei miserabili egoismi oltre i quali il loro sguardo non riesce ad andare. Stay tuned. Prossimamente organizzeremo un incontro rivolto ad un "giro allargato" di gente per stabilire nuove modalità e strategie di lotta. David 

 P.S.: Un ringraziamento particolare voglio rivolgerlo ai ragazzi della L.U.P.O. che dall'inizio di questo "risveglio democratico" osimano (del quale loro sono in qualche modo dei profetici precursori fin dai primi  anni 90), si sono battuti al fianco dei comitati osimani per  rivendicare i giusti obbiettivi che stiamo perseguendo, al di là di ogni considerazione o appartenenza politica, (non  lesinando le proprie energie anche alle 6.30 del mattino).  Grazie ragazzi!  

P.P.S.: Un altro doveroso ringraziamento va alle associazioni animaliste e ai volontari venuti il 19 luglio da tutta Italia. Grazie anche a voi per la vostra solidarietà alla nostra causa e per tutto quello che fate ogni giorno per proteggere gli amici animali. Restiamo in contatto!

 

Cosa nostra e cosa pubblica

Osimo vive una emergenza democratica, ambientale, sociale ed urbanistica:

Democratica perché il modello di governo della giunta è volto principalmente a favorire clientele ed appetiti privati a discapito degli interessi della collettività e nel disinteresse arrogante di quanto esprimono le comunità costrette a subire le scelte amministrative, a volte sfrontatamente imposte, come quando Su la Testa ha avuto la faccia tosta di dichiarare che non si sarebbe dovuto costruire la nuova scuola a Passatempo per punire i cittadini ingrati che non volevano il canile ed il bitumificio;

Democratica e sociale, perché proprio per far ingoiare e dimenticare ai cittadini la propria gestione da comitato d’affari (degli affari di pochi) la giunta Latini si sta buttando demagogicamente su tutte le peggiori campagne securitarie ed emergenziali alimentate a livello nazionale dalle forze xenofobe: basti pensare alle ultime disposizioni per concedere aiuti (irrisori)soltanto a residenti indigenti di nazionalità italiana, negandoli agli osimani extracomunitari che qui versano le tasse comunali, basti pensare agli inutili spioni elettronici di cui ha fatto infestare ogni angolo della città, evitando di metterle dove servivano, vedi furto dell’afrodite, per continuare con le ronde di improbabili vigilantes pensionati, iniziative che però servono a far abituare gli osimani all’idea del grande fratello, che creano un clima generalizzato di sospetto e minano le relazioni sociali.

E nel mentre si fa un gran parlare a sproposito di sicurezza creando ad arte allarmismi ingiustificati la vera sicurezza manca nei nostri cantieri, sempre più coinvolti dagli incidenti sul lavoro, manca nelle nostre infrastrutture, vedi l’alluvione e la viabilità, manca nell’ambiente sempre più inquinato;

C’è un’emergenza ambientale provocata dalle politiche urbanistiche che viste come un modo veloce di far cassa con gli oneri di urbanizzazione (e non solo), un modo per ottenere favori e consenso in cambio di lottizzazioni fregandosene del prezzo che stiamo pagando e che continueranno a pagare gli osimani futuri.

E saranno presto evidenti altre emergenze, come quelle legate al devastamento dei migliori terreni agricoli, esposti a sud per continuare a far case e capannoni, assolutamente spropositati alle esigenze abitative e produttive delle popolazioni; fra un pò arriveremo a costruire sul Musone ed oltre e poi, visto la crisi alimentare ed agricola provocata dai biocarburanti e dalla speculazione ci mangeremo il cemento ed i mutui che non riusciremo a pagare.

Per tentare di salvare il salvabile è necessario che questa giunta smetta quanto prima di far danni, andandosene a casa ma non è sufficiente, occorre smetterla con questo modo di concepire la gestione della cosa pubblica ed in questo senso non faremo sconti a nessuno, cominciando col dire che non è certo un bel biglietto da visita per quella che dovrebbe essere la principale forza di opposizione alle liste civiche aver di fatto promosso il PRG con opportune astensioni per conflitti di interessi (che non esistono se si vota contro i propri interessi), oppure realizzando la lottizzazione della casa del popolo, facendo così mercato della memoria storica del movimento operaio esimano.

Continuiamo la lotta a fianco dei tenaci cittadini di Passatempo, contro tutti i ricatti e le intimidazioni; una vittoria sul canile e sul bitumificio avrà anche un enorme valore di inversione di tendenza verso tutte le emergenze che ci stanno artificiosamente costruendo e sancirà invece l’emergere della forza autoorganizzata dei cittadini, in grado finalmente di riprendersi dal basso la gestione della cosa pubblica, nell’interesse delle comunità e di chi nei territori ci vive, anziché di quanti sui territori ci speculano.

Riteniamo sia maturo il tempo che i comitati, le associazioni a difesa del territorio, le realtà sociali di base ed autoorganizzate, le forze ambientaliste da anni attive ad Osimo e dintorni producano una convergenza su un programma comune di gestione della cosa pubblica ed assumano direttamente l’onere politico di attuarlo; da parte nostra siamo a disposizione.

Lotta di Unità Proletaria Osimo

 

BRAVI...

Tutte le volte che abbiamo sentito quel giornalista con i capelli bianchi introdurre i vari personaggi mediatici invitati a Castelfidardo da Conerianacult, ci siamo dovuti sorbire la solita predica ipocrita sulla libera informazione e su un’informazione di qualità.
Ebbene, visto che l’associazione Conerianacult  dice di battersi in prima linea per questo principio, non si capisce in che direzione vada l’invito
di questa sera a Magdi Allam, che va aggiunto ai vari impiegati-pagliacci a libro paga dei potenti di turno già passati per la Selva come Carlo Panella e Tony Capuozzo (ridicolo poi presentarlo come inviato di guerra).

Magdi Allam neanche dovrebbe avere la tessera da giornalista.
Le assidue citazione che Cristiano fa riguardo a informazioni ricevute dai servizi su moschee, Hamas e stronzate portano a pensare se il signor Cristiano Allam non sia che una spia dei servizi italiani, o magari della Cia.
Dal Corriere della Sera, covo di ebrei a partire dal direttore Paolo Mieli e sfacciatamente sostenitore della politica di affermazione sionista, Magdi Allam è riuscito a trovare un posto al sole.
Una tribuna dalla quale fare i suoi proclami sfacciatamente faziosi, bugiardi e privi di ogni fondamento, cosa che con il vero giornalismo e la libera informazione poco centra.

Un palco dal qualche insultare, sputare, e spalare merda verso quel mondo  colpevole di non essersi asservito o allineato ai piani imperialisti americano-sionisti.
Ma anzi reo di combatterlo.
Come contro i palestinesi che muoiono sotto le bombe di Gaza, considerati dei feroci terroristi dal Cristiano Allam.
E contro tutti i loro sostenitori in italia come le comunità islamiche, la gente che va in moschea e le forze antimperialiste.
Ci si chiede al di là delle posizioni politiche, come si possa  dar credito a certe persone giornalisti, o inviati di guerra.
Come Tony Cappuozzo che realizza i suoi reportage in Iraq dal blindato statunitense.

Bravo Capuozzo.
E bravi voi, che ancora credete alle favole e date credito a certe facce di bronzo.
L.U.P.O. manifesterà tutta la propria disapprovazione contro Magdi Servo Del Potere Cristiano Allam e l’associazione Conerianacult che si ostina a dar voce a personaggi mediatici, meritevoli solo del fatto di essere comparsi in tv.
Bravi. 

 

ISTANZE E PROPOSTE

dall’associazione BioArs per una piattaforma comune proposta da L.U.P.O.

Attività e Obiettivi

L’associazione BioArs con sede ad Osimo è nata alla fine del 1998. Partita con obiettivi finalizzati a sviluppare una rete artigianale che diffondesse concretamente la bioedilizia e l’artigianato tradizionale, si è presto aperta alle contaminazioni culturali dei movimenti urbanistico-umanisti degli ecovillaggi dell’Italia centrale, delle associazioni di agricoltura biologica-biodinamica, delle esperienze alternative di sviluppo sostenibile di Un Punto Macrobiotico o di gruppi più radicali come gli organizzatori dei mercatini bioregionalistici del Seminasogni.

Nell’ambito propriamente osimano è stata l’organizzazione a sostegno logistico del Gruppo di Acquisto Solidale (ora molto florido e in fase avanzata di clonazione), l’ideatrice insieme alla C.N.A. del Consorzio misto pubblico-privato Marche Eque (chiuso a Febbraio di quest’anno per divergenze di obiettivi e perché qualche comune come Osimo non faceva fronte ai propri impegni) e la co-fondatrice della Rete di Economia Solidale delle Marche (che va a vele piuttosto gonfie).

Nella sede dell’associazione in via Tiziano hanno trovato ospitalità e “cantiere sociale” gruppi purtroppo scomparsi come Osimo per la Pace e il Coordinamento Multietnico Osimano.

Negli ultimi anni BioArs fa esclusivamente attività culturale e divulga un bollettino non periodico a una mailing list di oltre duemila iscritti (persone fisiche ma anche associazioni che lo rigirano).

 

Le istanze

Le modalità operative e i settori economico-culturali interessati dall’attività di BioArs sono indicativi delle istanze che questa associazione vorrebbe apportare alla piattaforma sociale proposta da L.U.P.O. , di cui la quintessenza è l’uscita veloce da questa globalizzazione economica.

Nell’ambito della campagna elettorale locale 2004, BioArs si era espressa in favore della “sintesi politica” Osimo in Movimento, schierandosi indirettamente con il candidato Giacco, distribuendo a undicimila gruppi familiari osimani l’opuscolo “L’arte di vivere ad Osimo”. Testi e disegni erano stati realizzati in collaborazione con altre associazioni e vi erano espresse sia analisi a 360°, sia soluzioni e progetti specifici da adottare in Osimo. Era un’evidenza che queste istanze non potevano essere recepite che da una piccolissima parte della popolazione: le Cassandre non sono facilmente digeribili ed è molto più semplice seguire le Facce di Cazzo. Anche oggi comunque che esse sono evidenti a chiunque abbia un minimo di senso critico, rimangono sempre perdenti e scomode sul piano politico-elettorale. Come si può essere popolari parlando di catastrofi ecologiche, di decrescita economica e di povertà solidale? Ma come si può altrimenti tacere, rendendosi conto di quello che sta succedendo? Probabilmente il tema dell’energia è il terreno più semplice per far comprendere agli osimani che cos’è il “progresso”, come è stato reso possibile, come e quando finirà e i gravi errori di non difendere le attività e la cultura artigianale locale per favorire i centri commerciali e di svendere i gioielli di famiglia (territorio agricolo per cementificazioni tumorali, Astea, giacimenti di Metano) perpetuati volgarmente da questa amministrazione comunale.

Le proposte

Si elencano brevemente, senza troppe spiegazioni in questa fase, una decina di nostre proposte da analizzare meglio e discutere insieme agli altri soggetti.

 

1)      Geotermia a bassa entalpia, grazie agli oltre 50.000 metri cubi di grotte (a temperatura costante di 13°C ) che sono disponibili nel sottosuolo del centro e di alcuni quartieri adiacenti. Impianti di piccole dimensioni gestiti dal Comune e grande risparmio energetico per gli abitanti in confronto agli altri impianti convenzionali. [questa proposta è ancora inedita: bisogna tener presente la tendenza ad impossessarsi, usurpare e stravolgere dissennatamente le idee altrui da parte dei componenti di questa amministrazione – ad esempio l’assessore Pirani con il turismo nelle grotte].

2)      Annullamento del contratto con la compagnia di estrazione e/o esproprio del giacimento del metano nei pressi di via Offagna. Costituzione di una nuova società partecipata a maggioranza comunale che gestisca l’estrazione del gas naturale del territorio osimano [sulla sovranità territoriale bisognerà battersi ben bene, cominciando a sollevare la questione il prima possibile].

3)      Costituzione di un’altra società partecipata che gestisca la produzione di biossido di silicio e la trasformazione in pannelli per il solare-fotovoltaico, attraverso una filiera economica integrata dove gli attori sarebbero agricoltori e allevatori marchigiani. La tecnologia è semplice e viene usata in India: i forni per calce vengono alimentati da lolla o pula di graminacee al posto di combustibili fossili; le ceneri ottenute sono biossido di silicio purissimo. [queste attività economiche strategiche alla fine dell’era petrolifera devono essere in mano della pubblica amministrazione; in più la produzione di calce aerea/idraulica può essere effettuata al posto dell’utilizzo di calcare da cave di montagna calcinando a soli 720°C i gusci d’uovo dell’industria alimentare, circa 10.000 tonnellate annue dai produttori marchigiani].

4)      Il controllo comunale sull’acqua di rete. Se non è possibile il riacquisto della maggioranza delle quote dell’ASTEA, si dovrà pensare ad un’operazione con Gorgovivo, magari allacciandosi ad Ancona, anche via Camerano. [come nell’altro punto stiamo parlando di una risorsa strategica, che tra l’altro deve essere controllata seriamente a livello sanitario, al contrario dell’amministrazione comunale osimana che non ha adeguatamente informato la popolazione quando negli ultimi anni sono avvenuti episodi di inquinamento o sforamento dai parametri di legge].

5)      La gestione di un sistema di “logistica di ritorno”. Si è calcolato che gli imballaggi, gli articoli “usa e getta” e gli alimenti che buttiamo via ogni giorno incidono per circa un quarto della spesa di una famiglia media italiana. L’amministrazione sovrintenda, favorendo indirettamente nuove produzioni locali, la vendita di prodotti sfusi (alimentari solidi e liquidi, detersivi, ecc...). Per cui anche vino, birra, bibite in bottiglie in vetro a rendere con la cauzione per il vuoto. Nelle mense pubbliche e nelle sagre solo stoviglie lavabili. [insomma la Cristian Pack che finanzia Latini deve fallire e l’amministrazione deve aiutarci “a monte” sui rifiuti].

6)      Le Piazze delle Erbe diffuse. L’immediata creazione in tutti i quartieri e tutte le frazioni di un’area adibita a mercato coperto per la diffusione di generi alimentari e altri beni prodotti localmente. Spazi anche per la distribuzione regolamentata dei beni (non reperibili in zona) prenotati e pagati in anticipo dai Gruppi di Acquisto Solidali. Promozione di mercati dello scambio dell’usato [consentendo a chi non può permettersi il “nuovo” di accedere a beni importanti e di qualità; e a chi vuole sbarazzarsi del vecchio, di non aggiungerlo al pozzo senza fondo dei rifiuti].

7)      L’esproprio di alcune terre agricole. Il costo dei combustibili fossili, dovuto non a speculazioni ma a difficoltà di estrazione per giacimenti agli sgoccioli [per estrarre venti barili di petrolio oggi se ne devono usare oltre dodici in energia, contro uno o due barili di pochi anni fa], porterà alla chiusura o alla dislocazione di molte fabbriche e fabbrichette della nostra zona. Per motivi di ordine pubblico (crisi economica dovuta a licenziamenti) il Comune può espropriare alcuni terreni agricoli ancora non inquinati e affittarli ai cittadini che abbiano partecipato a corsi gratuiti organizzati dall’amministrazione su orticoltura, permacoltura, agricoltura non intensiva, allevamento in simbiosi. [dobbiamo anche approfittare delle esperienze e della disponibilità di alcuni pionieri del movimento dell’agricoltura naturale, la vera ricchezza italiana e delle Marche in particolare].

8)      La prevenzione pubblica delle malattie. Quando in un sistema come quello italiano la Sanità non funziona più per via delle note cause, i poteri pubblici locali possono avere un peso decisivo grazie a diverse iniziative. La salute passa dalla prevenzione e, come sappiamo, molto spesso è messa a rischio nei posti di lavoro. Si potrebbe creare un forte sindacato locale che controlli la situazione dei lavoratori in certe fabbriche o cantieri a rischio. Questo sarebbe un messaggio indiretto anche nei confronti di chi usa sistematicamente la corruzione di funzionari di enti preposti al controllo. [l’ideale, purtroppo non possibile, sarebbe la dislocazione delle spy-cam disseminate nelle pubbliche piazze in certe stanze dei bottoni]. Per altro, importantissimi sarebbero i controlli sulle forniture alle mense pubbliche, che dovrebbero venire da aziende locali e non, come succede, imporre agli studenti osimani le mozzarelle dalla Germania per far guadagnare qualcosina in più a certi personaggi.

9)      Miglioramento dei trasporti pubblici.   Alla fine dell’era petrolifera non si dovrebbe più sperperare denaro pubblico per nuove strade, ma ripristinare una rete efficiente di autobus (a metano finchè ci sarà) che colleghino centro, periferie, frazioni. [oggi, molte vecchiette che ad esempio abitano a S.Paterniano, non hanno praticamente possibilità di venire ad Osimo centro].

10)  Diffusione di una cultura umanistica. Ci stiamo avvicinando a passi spediti verso un periodo inquadrabile come “lunga emergenza mondiale” (crisi energetica, economica, finanziaria, bellica, ecologica, sanitaria, sociale). Le associazioni culturali locali devono essere aiutate seriamente. [non solo quelle infiltrate e usurpate. E poi basta con Chocolate Day e Halloween. E basta con la cementificazione della campagna e la bifolchizzazione della città].

 

  Associazione BioArs

via Tiziano, 19 60027 – Osimo (An)
Tel. 071.714572 – 335.6468053 – 071.714068 

www.bioars.it           info@bioars.it

 

MANIFESTAZIONE 19 LUGLIO 2008: NO AL MEGA-CANILE AD OSIMO

Va data la massima disponibilità alla riuscita della manifestazione, cerchiamo tutti di fare uno sforzo anche in considerazione del periodo più propenso allo stravacco che ai cortei di protesta; ad Osimo c'è una emergenza ambientale, democratica, di mancanza di comune buon senso, alimentate da questa giunta e da quanti, da una opposizione di comodo, l'hanno spesso puntellata (vedi astensioni su prg). Facciamo appello non soltanto ai nostri iscritti o simpatizzanti ma a tutti quanti si battono, anche in altri territori della regione contro politiche urbanistiche dissennate attuate da amministrazioni che puntano ad arraffare quanto più possibile oggi, fregandosene del lascito di devastazione in eredità delle generazione future. Per noi non sarà soltanto una manifestazione animalista, pur essendo evidente che la tecnovett è interessata soltanto a lucrare sul sentimento di affetto per gli animali di tanti concittadini, come dimostrano le denunce per maltrattamenti che ha già subito; sarà invece una ennesima prova di forza contro la giunta latini nel complesso delle sue scelte che in questi anni hanno privilegiato gli interessi di pochi e potenti, con il loro indotto di cortigiani ruffiani, a discapito degli interessi della collettività.

COMUNICATO UFFICIALE 
SULLA MANIFESTAZIONE DEL 19 LUGLIO CONTRO IL MEGA-CANILE AD OSIMO

Il "Coordinamento dei movimenti in difesa dell'ambiente nel territorio di Osimo e nelle zone limitrofe" organizza ad Osimo (AN) una manifestazione a carattere nazionale contro la costruzione di un mega-canile da 800 cani in località Passatempo autorizzata dall'amministrazione comunale di Osimo alla ditta Tecnovett srl, già inquisita per maltrattamento ed uccisione degli animali nel canile di Rieti. Sabato, 19 luglio 2008 alle ore 18.00 dal piazzale del San Carlo ad Osimo partirà un corteo pacifico diretto al centro storico con arrivo nella centralissima Piazza Boccolino. Il corteo si concluderà con alcuni interventi e con la proiezione del video shock che mostra il trattamento subito dai cani nella struttura di Rieti gestita dalla Tecnovett srl, posta sotto sequestro dalla Guardia Forestale, (ma ancora in attività). 

Per il bene dei cani non vorremmo che quello di Passatempo di Osimo fosse una fotocopia in scala più grande del canile di Rieti. Ma oltre al destino di quei poveri animali, esiste il pericolo di una devastazione irrimediabile per Osimo e il suo territorio. Un anfiteatro naturale è stato già sbancato per far posto al canile e con esso alla distruzione della vita dei residenti e al totale azzeramento del valore patrimoniale di chi ha fatto tanti sacrifici per avere una casa tutta sua in quello che una volta era un piccolo paradiso. Questo significa il degrado IRREVERSIBILE del nostro territorio oltre che il degrado della nostra umanità! Non possiamo permettere che tutto questo accada e che vengano violati in maniera così arrogante i diritti degli animali e dei cittadini per favorire alcuni interessi particolari. Preghiamo pertanto tutti coloro che sono sensibili a queste tematiche, di partecipare numerosi alla manifestazione nazionale di sabato 19 luglio ad Osimo.

Il Coordinamento dei movimenti in difesa dell'ambiente nel territorio di Osimo e nelle zone limitrofe

Per chi volesse mettesi in contatto per avere ulteriori informazioni Rivolgersi a Nerina Bianchetti Tel 071 7100574 (cell 349 1123568) Email claudiofreddi@libero.it

 

  

Furto afrodite
 
Abbiamo appreso con sconcerto del furto perpetrato nell'atrio comunale dove da mesi sembra sia scomparsa una statua di afrodite di epoca  romanica e ci chiediamo di quale sicurezza garantita da patetiche ronde di giustizieri in pensione o da ben remunerative (per chi le installa e chi le fa installare) telecamere-spione si vada cianciando; ce lo chiediamo al pari di tanti nostri concittadini che in questi mesi si sono sentiti rintronare la testa dei tanti input securitari, partiti dall'amministrazione comunale e dai partiti di destra, sempre scontati nel cavalcare le psicosi di massa indotte ad arte per far dimenticare i veri problemi, per poi vederci il territorio intasato di spioni elettronici utili a riprendere i clienti di locali non in linea con il trend bacchettone che si cerca di imporre in città, o magari a riprendere qualche imbarazzante incontro clandestino, ma evidentemente inadeguate a tutelare i veri interessi alla sicurezza ed alla privatezza dei cittadini.
E le reali questioni inerenti la sicurezza sono bel altre: quelle delle norme da far rispettare sui cantieri di lavoro, quelle relativa ad un ambiente devastato dalle colate di cemento, quelle dell'inquinamento e della minaccia alla salute ed ora c'è da aggiungere anche la salvaguardia del patrimonio artistico e culturale della città per il quale non si è pensato di mettere le probabilmente uniche spy-cam che sarebbero state necessarie, telecamere delle quali si è abusato e si continua ad abusare con i soldi dei contribuenti per sollecitare le fregole voyeuristiche dei nostri repressori preventivi che evidentemente non prevengono un bel niente.
C'è da ringraziare anche quell'insegnante che si è accorto della scomparsa di un valore artistico che appartiene a tutta  la comunità, mostrando un' attaccamento
alla cultura di Osimo certamente non riscontrabile nella negligenza degli addetti per mandato a tale compito i quali, senza il suo intervento, non si sarebbero ancora accorti di nulla.

 
Lotta di Unità Proletaria Osimo


Oggi nella produzione di molti beni...

Di recente ho avuto la fortuna di sostenere un esame sul saggio "La cultura del nuovo capitalismo", di Richard Sennet (Il Mulino). I contenuti che per una piccola parte riporto qui erano molto interessanti. Tuttavia, mai avrei pensato di trovare così presto e così palesemente un riscontro empirico delle parole di Sennet nella mia realtà locale: Ancona.

Oggi nella produzione di molti beni, dalle auto ai computer ai vestiti viene applicato in tutto il mondo quel principio che il sociologo americano definisce "tecnica di piattaforma". Essa consiste nella creazione di un prodotto di base, identico tra un'azienda e l'altra, al quale poi vengono apportate modiche minori e superficiali per trasformarlo in un determinato prodotto di marca, griffato. Cioè, a questo prodotto base spoglio di ogni banale optional vengono apportate delle modifiche spesso e volentieri irrilevanti. I produttori chiamano questo "qualcosa in più" che differenzia i vari prodotti "doratura". Come spiega chiaramente Sennet, per vendere il prodotto radicalmente standardizzato il venditore "esalterà il valore di differenze secondarie, facili e veloci da realizzare, sicché al momento dell'acquisto per il consumatore conterà soltanto la superficie". L'obbiettivo è quello di far apparire a chi compra più importante il marchi che la superficie. Dunque il profitto diventa direttamente proporzionale alla capacità di rendere visibili le differenze, per quanto superflue esse siano.

Principi che grazie all'irrefrenabile neoliberismo odierno hanno irrotto dall'economia alla cultura politica. Così che lo stesso Sennet è arrivato a coniare l'espressione "marketing politico". Se la politica fa proprio il concetto della "tecnica di piattaforma", ecco che tutte le forze partitiche in campo devono correre ad accentuare le differenze tra loro, evidenziare particolari con i quali l'elettorato possa identificarsi. Ma non per l'importanza dei contenuti, quanto più per il valore quasi integralista che la società da ai simboli. L'esempio è lampante. In Gran Bretagna i partiti hanno preso posizioni radicalmente diverse sulla questione se consentire o meno la caccia alla volpe con i cani. Il parlamento inglese ha dedicato circa 700 ore di dibattito alla questione. Viceversa, la discussione sulla creazione di un'Alta Corte del Regno Unito è durata 18 ore.

Con occhi increduli a pochi giorni di distanza dalla lettura del libro ho avuto modo di assistere ad una seduta consigliare del comune di Ancona che mi ha fatto rivivere quanto avevo imparato dal saggio. Nel consiglio del 31 marzo 2008 era inserito all'ordine del giorno la discussione di una mozione presentata da un consigliere Udc, Francesco Bastianelli, che chiedeva di ospitare una rappresentazione della Sacra Famiglia ovvero il presepe nei locali di palazzo del Popolo, il municipio. Il documento si era arenato in consiglio dal natale 2006. La discussione è stata abbastanza accesa e alla fine non solo il bue e l'asinello sono riusciti a spaccare il Partito democratico tra laici e cattolici (ennesima dimostrazione delle contraddizioni strutturali interne a questo partito), ma hanno anche fatto si che al momento del voto la coalizione sostenitrice della giunta finisse in minoranza. Come se non bastasse dopo il presepe è arrivata sul banco di consiglieri una mozione "in merito ai problemi del club ippico" della città.

Zeno Leoni


LETTERA APERTA ALL' ANTENNA CIVICA (mensile di vita osimana)

in risposta al seguente articolo apparso sul giornale nel maggio 2008.



Egregio Direttore,

ho avuto occasione di leggere il numero 5 de L'Antenna Civica, il mensile che Lei dirige, edito nel mese di maggio 2008 e sento il dovere di rappresentarle il mio pensiero in merito all'articolo: "Decebalo: lingua biforcuta" pubblicato nel suddetto numero.

Premesso che l'anonimato dietro il quale l'autore dell'articolo si nasconde dice tutto del suo spessore morale e professionale, mi meraviglio come un periodico un tempo serio come l'Antenna Civica possa aver dato spazio ad una simile nefandezza. L'articolo trabocca dalla prima all'ultima parola di insulti, offese e attacchi gratuiti (oltre che falsi), a diversi membri dei comitati di cittadini che in questi ultimi mesi sono sorti liberamente ad Osimo per rappresentare in maniera civile e democratica la propria contrarietà ad alcune scelte dell'attuale Amministrazione Comunale che ritengono sbagliate e dannose per la collettività.

La presunta ironia con la quale l'anonimo autore pensa di aver scritto l'articolo, è in realtà un sarcasmo becero (per altro neanche divertente), incomprensibile ai lettori poiché aggredisce la vita privata dei suddetti cittadini con accuse fantasiose e insinuazioni pretestuose, che non hanno alcuna attinenza con le questioni di pubblico interesse sollevate dai comitati di cui sono membri.

In un mondo venduto, sempre più deturpato dalla trivialità e dalla menzogna, immaginavo che almeno L'Antenna Civica potesse restare fuori dal cattivo gusto dilagante, ma evidentemente la dignità e l'onestà intellettuale sono virtù pregiate e rare che - devo mestamente farle notare - non trovano purtroppo dimora nel periodico da Lei diretto.

La ringrazio per l'attenzione.

 

LETTERA AL SINDACO LATINI

Gent.mo Sindaco, Provo una profonda pena e tristezza nel constatare come lei racconti sempre più "favole" ai suoi cittadini...anch'io ne racconto ai miei figli, ma di ben altro tenore. Racconto loro che l'onesto ha sempre la meglio rispetto al disonesto, racconto che vince sempre il bene sul male, che la giustizia vince sull'ingiustizia, che la vita di ogni essere vivente è sacra, che l'ambiente va rispettato e che nessuno ha il diritto di distruggere ciò che ci è stato dato, soprattutto in nome della speculazione.

I miei figli Giacomo ed Andrea mi dicono che racconto sì delle belle favole, ma che queste rimangono tali, che la vita ovunque - e soprattutto a Osimo è - ben diversa. Come dar loro torto! Mi ricordano che le nostre ragioni non vengono mai ascoltate, mi ricordano che la verità non viene mai detta e che l'ingiustizia prevale sulla giustizia. E ancora, come sia proprio il primo cittadino a raccontare frottole ai suoi elettori: "Il maxicanile, state certi, non si farà", dice davanti a decine di persone al Consiglio di quartiere di Passatempo… ed ecco che le betoniere arrivano a spalmare un bel po' di cemento su di una collina meravigliosa e a prepararla per l'arrivo di oltre 800 cani. A soli 100 metri dalle abitazioni più vicine. Mi fanno notare, i miei figli, come il nostro caro sindaco non rispetti assolutamente la natura che invece fa parte del nostro territorio e lui per primo dovrebbe valorizzare. E non rispetta, così facendo, nemmeno le persone. Mi ricordano che, al contrario, è bravo solo a raccontare bugie, in ogni sede. E, aggiungo io, non solo bugie, quello che è più grave sono i ricatti, le intimidazioni, le minacce di querela contro chi fa solo valere i propri diritti. È risaputo che chi non ha argomentazioni valide con le quali controbattere, chi non ha nulla di concreto da dire, allora arriva alle minacce.

E allora si arriva anche a controllare i numeri di targa delle persone ritenute "nemiche", come la sottoscritta, a pubblicarli in rubriche cosiddette satiriche su giornali come l'Antenna, prendendo in giro me e la mia famiglia, gettando fango su di noi per le nostre sacrosante battaglie in difesa della qualità della nostra vita e dell'ambiente che appartiene a tutti gli osimani. Anche a lei. Che pena, che vergogna... mio marito, io, i miei figli (e chissà quanti altri), ci chiediamo in che mani siamo. Lei sarebbe quello che dovrebbe rappresentarci? Mi vergogno, sopratutto quando fuori a Osimo, trovo persone che deridono la mia città facendo battutacce (purtroppo fondate!) sugli amministratori di questa che un tempo era, con le sue frazioni, una delle più belle località delle Marche.

Siamo ormai alla frutta, lei sa solo ricattare e minacciare e riesce a negare anche l'evidenza pur di salvare la sua faccia, quella dei suoi assessori e quella dei componenti delle Liste civiche, che sono arrivati ad affermare che è colpa nostra, dei cittadini di Passatempo che si oppongono al bitumificio e al maxicanile, se la scuola elementare nella nostra frazione non si farà più. È una minaccia di ritorsione, accompagnata dall'ultima menzogna: la scuola elementare è stata bloccata dalla Provincia, non da noi, che non abbiamo (così come non ce l'hanno le Liste civiche) nessun potere in materia. Siamo stati accusati di aver fatto circolare un video diffamatorio nei confronti del proprietario del maxicanile e dell'Amministrazione Comunale di Osimo: come mai non ci è giunta nessuna querela, finora?

Comunque, signor Sindaco, stia tranquillo, anche lei passerà alla Storia: maxicanile, bitumificio e un piano regolatore "bocciato" dalla Provincia, saranno i degni monumenti con i quali lei sarà ricordato dai posteri.

La ringrazio per l'attenzione. 

Nerina Bianchetti

 

Invito alla assemblea popolare dei movimenti di lotta sul territorio osimano

Per Lunedì 16 giugno invitiamo i destinatari di questa mail ad una pubblica assemblea che si terrà presso il bar-pizzeria “La Base” di San Sabino dalle ore 21.15 per discutere delle prospettive delle prossime elezioni amministrative che si terranno per il comune di Osimo, la cui campagna elettorale è già da tempo in corso con le iniziative propagandistiche prese da Su la Testa, ad es. con le iniziative riguardo alla strada di bordo e con la difesa a spada tratta degli interessi di lottizzatori ed appaltatori e con le altrettanto strumentali campagne delle forze di destra riguardo a gonfiati quando non del tutto inventati problemi di sicurezza, come quelli che si vorrebbero risolvere con le ronde.

 

Proprio riguardo a questi argomenti avremmo da sottoporre all’attenzione degli invitati alcune nostre proposte, oltre che ascoltare quelle che emergeranno in corso di dibattito, consapevoli della necessità di un confronto tra le soggettività che animano ed hanno animato l’opposizione sociale e le molte lotte sviluppatesi in questi anni a difesa del territorio, della salute dei cittadini e dell’ambiente, dei diritti civili e dei diritti alla sicurezza, prima fra tutte quella sul lavoro; certi che solo dalla ripresa di una decisa iniziativa sociale che metta al centro le istanze di base ed i bisogni reali dei cittadini, a partire dai settori  più colpiti dalla recessione si potranno rigettare le alchimie della politica ridotta oramai a garantire soltanto gli interessi di banche, grandi imprese e poteri forti; sicuri che solo da un conseguente nuovo protagonismo dei settori popolari si potranno ribaltare gli attuali rapporti di forza favorevoli ai ceti dominanti ed affossare definitivamente le prudenti (quando non complici) scelte di governabilità o di alleanze compatibili che hanno portato alla scontata distruzione di forze politiche che pensavano il conflitto in termini di controllo, anziché di rappresentanza, da scambiare con poltrone e briciole di potere.

 

Pensiamo che le elezioni comunali potrebbero rappresentare l’occasione di un salto di qualità per questa multiforme opposizione reale, da anni in rotta di collisione contro la gestione da “cosa nostra” ostentata con baldanzosa arroganza dall’amministrazione Latini, ma anche piuttosto restia a lasciarsi irretire da una opposizione spesso di sua maestà, come dimostrato dal recente voto sul piano regolatore, un’opposizione che comunque non è stata in grado finora di formulare una alternativa praticabile al modo di far cassa con gli oneri di urbanizzazione ed i favoritismi clientelari e che talvolta è stata guidata da linee eterodirette dagli enti sovracomunali piuttosto che da una idea di gestione alternativa della cosa pubblica.

 

Pensiamo che occorra produrre un serio tentativo per mettere in relazione e tentare di unire in una piattaforma comune gli sforzi generosi attuati dai comitati a difesa del territorio, le esperienze di consumo solidale, le ostinate battaglie ambientaliste (a fronte di una potente macchina devastatrice che sta danneggiando in modo irreparabile l’assetto idrogeologico oltre al tessuto sociale), le esperienze dei movimenti contro la guerra, le tante microresistenze delle molteplici soggettività ed anche soggetti individuali che indicano nelle pratiche solidali e nell’opposizione alle forme lavorative e razziali dello sfruttamento la via possibile di nuove trasformazioni collettive dei rapporti sociali.

 

Riteniamo maturo il tempo perché questi temi diventino centrali nella prossima campagna elettorale, sia producendo un soggetto autonomo in grado di rappresentarli direttamente, oppure determinando le condizioni perché una tale piattaforma sociale diventi comunque discriminante anche sul terreno elettorale; sia cioè in grado di definire e rappresentare comunque un blocco sociale che le esprima e che invece di frantumarsi nelle forme coatte della rappresentanza (PD- PDL, interfacce del nazionale partito unico delle classi dominanti o Sinistra disperatamente attaccata alla coda del PD) imponga comunque la centralità delle proprie istanze nell’agenda politica delle formazioni politiche osimane da qui a maggio. Ed oltre.

Potete girare questo invito a quanti ( singoli, associazioni, forze politiche e sociali) ritenete opportuno e vi preghiamo di comunicarci l’adesione a Lupo_osimo@hotmail.com od al 3393935535


Comunicato stampa

Cosa Nostra

Dopo la decisione della Tecnovett di ricominciare i lavori nel cantiere di Fratte di Passatempo per la costruzione del megacanile di 800 posti, assolutamente spropositato alle esigenze del territorio in materia di randagismo, decisione presa per ripicca dopo che i comitati sorti a tutela del territorio e attenti anche alle sensibilità dei cittadini animati da sincero affetto per gli animali hanno diffuso un video attestante le reali esigenze lucrative di suddetta impresa, video della Lav che attesta l’intervento della guardia forestale e mostra i maltrattamenti e gli stenti a cui erano sottoposti i cani di un analogo canile per la quale la magistratura di Rieti ha posto sotto inchiesta i nostri cinofili – abbiamo dovuto sorbirci l’ennesima figura da Pinocchio della giunta che, nella persona del sindaco stesso, aveva prospettato la possibilità di riconversione in impianto fotovoltaico dell’area interessata acquisita dal signor Borghi, durante un incontro con i cittadini organizzato dal consiglio di quartiere di Passatempo.

Fortunatamente oramai gli osimani sono vaccinati a queste repentine e schizofreniche svolte e non prestano fede alle promesse di questa amministrazione arrivata alla frutta, tuttavia crediamo che le ultime esternazioni effettuate dalla lista civica del sindaco, aldilà della goffaggine un po’ naif con cui viene espresso il ricatto di non far costruire la scuola nella frazione ribelle, meritino una attenzione non solo dai genitori e dagli studenti per i quali “Su la Testa” vorrebbe subordinare il diritto allo studio all’asservimento agli interessi degli speculatori che stanno devastando con colate di cemento il nostro territorio, ma anche dagli organi preposti al corretto utilizzo degli strumenti amministrativi; uscite di questo genere rischiano di far passare Provensano come un uomo mite, rispetto agli appetiti manifestati con tanta sfrontata ed impudente voracità.

Da parte nostra continueremo a sostenere con sempre maggior determinazione la legittima resistenza dei comitati e della popolazione di Passatempo, e riteneniamo maturo il tempo di passare a forme di disobbedienza civile ed anche economica, visto che è il solo linguaggio che, nella loro sorda arroganza al servizio dei profitti ed a discapito dei cittadini, l’Amministrazione e certe imprese sembrano in grado di capire.

L.U.P.O.

 

COMUNICATO SULLE RONDE CITTADINE

Lotta di Unità Proletaria Osimo in merito allla proposta venuta dalla Destra e, a quanto pare accolta con interesse dall'Amministrazione comunale, rassicura i solerti difensori della sicurezza della comunità osimana affinchè non si diano eccessiva pena ad organizzare le squadre dei necessari angeli custodi e lasciar campare tranquilli i militari e poliziotti, giustamente in pensione dopo tanto duro lavoro, dal momento che sta già organizzando un servizio a tutela della sicurezza dei cittadini e del teritorio; volontari animati da senso civico stanno già monitorando il territorio e saranno pienamente operativi tra breve per difendere gli osimani dal degrado portato dalla urbanizzazione selvaggia, spesso realizzata senza le adeguate strutture di servizio come dimostrato dall'alluvione, da una conseguente viabilità insostenibile che aumenta gli incidenti nonchè le misutre vessatorie contro gli automobilisti; vigileranno sul rispetto delle norme di sicurezza sui posti di lavoro dal momento che da noi, come in tutto il paese, la precarizzazione ed il ricatto occupazionale sta trasformando la giornata lavorativa in una roulette russa;denunceranno le condizioni di indigenza di tanti concittadini, provocate dai tagli a spese sociali e salari e dallo strozzinaggio dei mutui bancari, forniranno prove del mancato rispetto delle norme di tutela ambientale e della nostra salute, a cominciare dagli sversamenti ed emissioni nocive di molte attività presenti nelle nostre zone industriali, difenderanno il diritto alla salute dei cittadini costretti a convivere con produzioni insalubri, si attiveranno per fermare l'onda xenofoba e razzista che mette a repentaglio la sicurezza di tutti, italiani ed immigrati, pur di creare facili capri espiatori dove far confluire il malcontento popolare provocato da una politica che sa fare solo gli interessi delle classi dominanti. Le ronde per la vera sicurezza dei cittadini osimani avranno i colori di Osimo, il rosso ed il giallo, e la fascia al braccio con su scritto "arditi del popolo" per riagganciarci idealmente al solo tentativo serio che storicamente poteva opporsi all'avanzare delle squadraccie fasciste, quelle milizie operaie e popolari, colpevolmente dismesse dalla sinistra e dalla CGIL nel ventennio, preludio alla marcia su Roma ed oggi, i nostri "sinistri" con il campidoglio già perso, stanno lucidamente perseguento la stessa smobilitazione delle conquiste e tradizioni operaie, ma ad Osimo c'è chi non smobilita proprio niente: loro vogliono giocare agli sceriffi noi vogliamo la convivenza pacifica e solidale di tutti i cittadini, il riscatto del territorio, la riappropriazione dello spazio pubblico e la sua sottrazione alle mire degli araffoni: "non un passo indietro"

 

ARCHIVIO INIZIATIVE

Si è svolto giovedì 10 aprile il Picchettagio 
davanti ai cantieri Calamante, per impedire
l'ingresso dei camion e per fermare i lavori
di costruzione dell'impianto di produzione
bitume.


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Contestazione al piano regolatore generale
del comune di osimo del 23 aprile 2008
attuata da L.U.P.O.e Giovani Comunisti.
Articolo e foto


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Le Foto della Manifestazione contro il
Megacanile di Passatempo del 19 luglio
2008

 

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Le Foto del X Festival "A Pugno Chiuso"
12/13/14 Settembre 2008 - Via del Covo
area attrezzata di Campocavalo.

La manifestazione in solidarietà della 
popolazione di Gaza ha avuto una
 buona risposta cittadina. LE FOTO.