OSIMO E DINTORNI

 

 

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Best come la Banda Bassotti

Esprimiamo la nostra vicinanza ai lavolatori della Best

Gli avvenimenti di questi ultimi mesi ci confermano le nostre previsioni su un picco di disoccupazione, a livello di massa, che colpirà il nostro paese e più in generale l’area sud dell’eurozona. Gli indici che vengono oggi segnalati sono già falsati in quanto comprensivi del lavoro ultra -precarizzato e degli ammortizzatori sociali, destinati a finire. E intanto si continua a consentire libertà di movimento ai capitali, alle multinazionali ed alle grandi imprese che delocalizzano.

 Il caso della Best di Montefano, produttrice di motorini e componenti elettriche per cappe, è purtroppo emblematico: un gruppo straniero, che fa riferimento alla americana Nortek ha ritenuto da tempo più convenienti i salari polacchi ed in barba a tutte le promesse fatte fino a questa estate di nuovi investimenti in Italia, alle rassicurazioni concesse ai sindacati ed ai lavoratori, ha chiuso lo stabilimento. Lo ha fatto probabilmente contravvenendo alle stesse norme liberiste che consentono di delocalizzare, approfittando del ponte festivo per far entrare camion sui cui sono stati caricati nottetempo macchinari e stampi mandati in fretta e furia oltredogana,  non dopo aver cambiato le serrature degli ingressi, un’operazione in stile banda bassotti. Il totale sganciamento della proprietà dal territorio, l’estraneità di manager e dirigenti al tessuto sociale ha consentito loro di agire con la massima arroganza e la frode più viscida. Ora i circa 130 lavoratori sono in mezzo ad una strada, letteralmente, per via del presidio ad oltranza davanti ai cancelli - al quale invitiamo i cittadini di passatempo e gli osimani tutti ad unirsi e portare solidarietà - ed anche perché sarebbero privati della cassa integrazione, come annunciato con tronfia tracotanza dalle lettere di licenziamento; a meno di un intervento straordinario della regione, degli enti locali e delle istituzioni spetterebbe loro la sola mobilità e la prospettiva della disoccupazione.

I segnali delle intenzioni dell’azienda erano chiari da qualche anno, da quando furono eliminati dai circa 250 dipendenti un centinaio tra lavoratori interinali ed altri “esuberi”, si intuivano dal progressivo disinteresse per investire nell’impianto di Montefano e forse sono state inizialmente sottovalutate Ora riteniamo che debbano prodursi forme di lotta adeguate a riportare le pressioni degli operai e delle operaie sul territorio, che vada perseguito il coinvolgimento di tutte le sedi, locali e governative, opportune per assegnare comunque la cassa integrazione e la prospettiva di una ricollocazione lavorativa, che vadano indagate e perseguite eventuali e probabili pratiche illegali della Best nel portare a termine questa operazione, disponendo anche una rivalsa possibile con l’esproprio dell’immobile che risulta di proprietà del gruppo. Serve anche la solidarietà dei cittadini e degli altri lavoratori, a cominciare dai loro colleghi di Cerreto d’Esi.

Se questa crisi la si lascia gestire al mercato, ai monopoli finanziari ed alle banche, a cominciare dalla BCE,  i casi come questi si moltiplicheranno arrivando alla disoccupazione di massa, almeno fino a quando i nostri stipendi non competeranno con quelli polacchi o moldavi. Occorre un forte intervento pubblico (inteso come interesse collettivo) che promuova l’esproprio e la gestione operaia dei settori in crisi, che proceda al blocco di impianti e capitali per quei proprietari d’impresa che vogliono delocalizzare, che dispensi galera anziché incentivi per chi delocalizza.

Recuperare sovranità nazionale e popolare, nazionalizzare le banche, uscire dall’Euro per orientarsi verso un’area di scambio tra paesi più omogenei, quelli dell’area euromediterranea, tornando a monete nazionali, ricusare il debito, cambiare paradigma produttivo con il fine dell’utilità sociale anzichè della crescita compulsiva finalizzata al profitto. Tutte misure drastiche che comporteranno sacrifici, ma potranno farci uscire dalla crisi sulla via di un nuovo socialismo, nell’interesse delle classi popolari. non ne usciamo invece come vogliono i grandi gruppi come Nortek, la BCE, Il FMI, perchè saranno lo stesso sacrifici fino a quando i nostri stipendi e le garanzie sociali non scenderanno al livello dei paesi che oggi attirano investimenti, ma saranno sacrifici nell’interesse esclusivo delle classi dominanti.

Lotta di Unità Proletaria Osimo

 

Lotta di Unità Proletaria esprime piena solidarietà alla polisportiva Assata Shakur ed al suo dirigente Alessio Abram, vittime di reiterati provvedimenti che comninciano a connotare i contorni di una vera e propria provocazione, travalicando le questioni sportive e le competenze della Lega Nazionale Dilettanti. Molti sportivi osimani hanno avuto modo di constatare la correttezza e la passione con le quali questa società ha partecipato a tornei in cui erano impegnate squadre cittadine e si rammaricano che la decisione di sospendere la squadra di calcio dal campionato di terza categoria possa  togliere a tanti atleti e tifosi italiani e stranieri una occasione unica per superare le barriere culturali ed etniche; inoltre tale provvedimento finisce per compromettere e falzare la competizione.
 

La motivazione ha dell'incredibile; la società che opera da oltre 10 anni sul territorio dovrebbe cambiare nome perchè Assata Shakur sarebbe una terrorista.
Addirittura trapela che la "soffiata" sarebbe venuta da ambienti della questura di Ancona.
A parte la disinformazione, non capiamo cosa c'entra la questura con la lega dilettanti; già che ci siamo perchè non togliamo pure l'Inter dal campionato di serie A, visto che il suo nome deriva dalla Internazionale (di Lenin) ed ogni tanto gioca amichevoli con gli zapatisti (i quali sencondo qualche acuto funzionario saranno senz'altro alla stregua dei rivoluzionari afroamericani). La Shakur è stata vittima di una persecuzione negli Stati Uniti, al pari della Baraldini, per la sua attività militante per cui ha ottenuto asilo politico a Cuba, dove ricopre incarichi pubblici, quindi con questa ridicola decisione la Lega ed i suoi eventuali suggeritori hanno anche imboccato una scivolosa via diplomatica; si vuol forse fare un dispetto a Cuba e compiacere gli Stati Uniti? Non basta tutto il servile quadro politico, ci si deve mettere anche la Lega Dilettanti ad ossequiare Zio Sam?
Intanto va apprezzata l'iniziativa dell neosegretario dei Comunisti Italiani Fabio Pasquinelli e del  consigliere Bucciarelli per la tempestiva interrogazione alla giunta legislativa  regionale; da parte nostra non mancheremo di portare concretamente il nostro sostegno ai compagni ed agli sportivi vittime di questo farsesco sopruso.

 L.U.P.O

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ARCHIVIO INIZIATIVE

Si è svolto giovedì 10 aprile il Picchettagio 
davanti ai cantieri Calamante, per impedire
l'ingresso dei camion e per fermare i lavori
di costruzione dell'impianto di produzione
bitume.


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Contestazione al piano regolatore generale
del comune di osimo del 23 aprile 2008
attuata da L.U.P.O.e Giovani Comunisti.
Articolo e foto


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Le Foto della Manifestazione contro il
Megacanile di Passatempo del 19 luglio
2008

 

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Le Foto del X Festival "A Pugno Chiuso"
12/13/14 Settembre 2008 - Via del Covo
area attrezzata di Campocavalo.

La manifestazione in solidarietà della 
popolazione di Gaza ha avuto una
 buona risposta cittadina. LE FOTO.