OSIMO E DINTORNI
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Si è svolto
giovedì 10 aprile il Picchettagio |
Vogliamo ancora credere che la Giustizia è uguale per tutti: Comunicato
Ancora una volta il Comitato ricorda allo smemorato sindaco che le "spettacolari azioni giudiziarie" così come Lui le definisce altro non sono che innumerevoli iter di non conformità ed è per questo che sono stati presentati esposti in Procura!!!
Ricordiamo anche che i comitati sono formati da cittadini, in particolare di Passatempo, che hanno visto calpestati i diritti basilari in una città che vive ormai una grave emergenza democratica, ambientale e urbanistica e che questi cittadini sono costretti a subire scelte arroganti ed intimidazioni e che il primo colpevole è proprio il primo cittadino che è convinto che per invitare il comitato agli incontri si debba usare la parrucchiera di Passatempo, o il passaparola ! senza alcun invito scritto ed ufficiale né ai comitati né al suo legale Tina Fusari. Quando invece questo è avvenuto, i cittadini e il comitato si sono sempre presentati in comune sia per il bitume che per il mega-canile, ma è stato solo tempo perso, perché la volontà di fermare questi impianti, inquinanti sotto tutti i profili, NON C'E' MAI STATA!!!. Basti vedere, per quanto riguarda il mega-canile, la zonizzazione acustica fatta nel 2006 ad hoc per la zona di costruzione del canile (zona 4) mentre intorno all'area cada in zona 3 che è sempre troppo alta per essere una zona agricola !.
Il Comitato sta ancora aspettando delle risposte: Perché da mesi le betoniere ed i camion vanno e vengono da via Cola senza il deposito di fine lavoro? E perché i vigili, spesso nella zona, controllano i tranquilli cittadini che pagano le tasse e non controllano anzi proprio non vedono le betoniere che escono ed entrano anche in giorni festivi?
Le nostre battaglie non sono strumento di nessun partito, ma facciamo politica, nel piu nobile senso del suo significato, perché ciò fa parte della democrazia, per essere cittadini attivi che rifiutano di subire scelte interessate che questo malgoverno locale continua a fare. Il comitato è nato spontaneamente dalla esigenza dei cittadini di difendere il loro ambiente e ricordiamo a codesta amministrazione che purtroppo i comitati non hanno alcun potere di fare o non fare una scuola, un bitumificio,un canile od un ospedale come lo ha l'amministrazione comunale che fa e disfa le cose a uso piacimento !
VOGLIAMO ANCORA CREDERE CHE LA GIUSTIZIA E' UGUALE PER TUTTI! E che la Magistratura e Prefetto chiariscano tutti i lati oscuri di queste vicende e che, a breve, la verità venga finalmente fuori!!
Per il Comitato per la Salubrietà Ambientale e per il Comitato Mamme.
Nerina Bianchetti

Ancora sulla sicurezza.
La drammatica vicenda che ha portato al ferimento del ragazzo rumeno di cui è accusato un tedesco senza fissa dimora ha scatenato, come era prevedibile, gli apologeti delle ronde e della militarizzazione del territorio, quasi non aspettassero altro per tentare di mettere altri punti di gradimento nella loro tattica elettorale ispirata alla faciloneria forcaiola, nell’intento di occultare quelli che sono i problemi reali del territorio, specchio abbastanza fedele di quanto accade nel paese; emergenze ambientali, crisi economica, urbanizzazione pianificata solo per far cassa, imbarbarimento delle relazioni sociali, tutti problemi che è molto più facile scaricare sul capro espiatorio di turno e con i soldati nelle piazze di cilena memoria (o con i vecchietti che giocano a fare i soldatini) piuttosto che impegnarsi a risolvere, poiché risolverli implicherebbe mettere in discussione il sistema votato a favorire i soli interessi forti dei grandi gruppi economico-finanziari dei quali i politici sono servitori.
Non a caso sembra che l’opposizione più dura a questa politica servile venga oggi da Famiglia Cristiana più che dai presunti partiti di opposizione.
E’anche paradigmatico il modo di inquadrare la vicenda - dal cosiddetto senso comune della gente ai commenti rilevabili sui media, alle dichiarazioni dei politici - tutti mettono in rilievo il degrado del quartiere San Marco ed i problemi di integrazione degli extracomunitari; avrebbero sostenuto lo stesso pistolotto per qualsiasi evento fosse venuto alla cronaca, dal momento che oramai scatta una sorta di programmazione che i media ed i politici pigri e codardi hanno contribuito ad innescare, una paradossale ed inquietante litania che purtroppo spesso la gente più influenzabile ripete a pappagallo: a che giova in questi casi rimarcare che gli extracomunitari od i problemi di San Marco non c’entrano niente, dal momento che non erano coinvolti i “marocchini” ma cittadini comunitari, cittadini che da Maastricht in poi le classi dominanti europee hanno voluto integrare; quale rapporto di causa effetto esiste tra la chiusura anticipata di un call-center ed un evento che ha coinvolto “comunitari” che nessun rapporto avevano con quel posto o con il quartiere, che magari avevano alzato un po’ il gomito in manifestazioni pubbliche e sponsorizzate dal comune, altrove; cosa c’entra il call center ed i rapporti (che non ci risultano così drammatici) tra italiani ed extracomunitari a San Marco con l’ammissionne di Germania Est e Romania nell’Unione Europea?
Non che i cittadini comunitari non debbano essere liberi di girare, non che i balordi, comunitari o meno, non debbano essere neutralizzati, ma perché colpevolizzare sempre e comunque a senso unico? e se l’arabo o l’islamico o lo zingaro non c’entrano ce li ficchiamo dentro comunque; perché questo alla gente occorre raccontare, occorre indicare un bersaglio facile alla rabbia ed all’insicurezza sociale che la crisi sta provocando tra le masse popolari italiane, prima che le rivolgano contro i veri responsabili.
Sulle soluzioni prospettate è condivisibile la necessaria opera di coordinamento e collaborazione tra le pattuglie di vigili di comuni limitrofi, comuni e frazioni che spesso hanno identica viabilità e percorrenza, che spesso per l’opera di urbanizzazione selvaggia stanno confondendo le frazioni; e magari sarebbe da creare qualche altro posto di lavoro in questo ambito; troviamo invece assolutamente demagogica e sottesa a solleticare trascorse pruderie cilene od argentine - al di là del prevedibile grottesco in cui si manifesteranno inizialmente - l’insistere sulle ronde composte da ex militari; oltretutto troviamo singolare che tali proposte siano proposte o corteggiate da politici ed amministratori che si spellano le mani a plaudire le forze dell’ordine operanti sul territorio, salvo poi evidentemente considerarle incapaci (mentre anche la prontezza con la quale sono intervenute nel caso in questione dimostra il contrario).
Si facciano piuttosto maggiori controlli sui cantieri, visto l’aumento degli incidenti di cui nessuno degli attuali indignati si è mai curato, qui potrebbe essere avviato un servizio volontario, magari concertato con i sindacati, si controlli la sicurezza del territorio devastato dall’ingordigia di palazzinari ed amministratori, di concerto con le associazioni ambientaliste e si avvii un’opera di avvicinamento e conoscenza tra le diverse culture e comunità di residenti (senza alimentare discriminazioni in maniera icompetente come sugli aiuti per la casa), potenziando il lavoro degli operatori sociali sola garanzia di una armonica convivenza, dal momento che oramai anche Osimo, come dimostrano i rilievi sulle nuove nascite si avvia a diventare una città sempre più multietnica; solo in questo senso noi concepiamo le “nostre ronde”, coordinamento organizzazione - ed autoorganizzazione - dell’intervento volontario, mutualistico e solidale dei cittadini nella difesa della cosa pubblica e delle rispettose relazioni tra le comunità.
Lotta di Unità Proletaria Osimo
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La foto è stata scattata il 16 settembre 2006 dalla strada provinciale jesina, all'incirca di fronte al capannone spring color. Si vede Osimo con in primo piano le fabbriche di Monticelli e la zona allagata, sia al di qua che al di la della strada cosiddetta delle querce che va a Castelfidardo. In questa zona un anno dopo il comune di osimo permesse la costruzione di un'area industriale. Un paio di settimane fa la via, perpendicolare a via Giuggioli, che passa in mezzo ai nuovi capannoni è stata intitolata ad Oriana Fallaci... Ma la cosa vergognosa è che hanno utilizzato un tubo da 1 metro per la raccolta delle acque meteoriche, che finisce nel piccolo e sfigato fosso che costeggia la strada provinciale jesina. questo fosso prende le acque meteoriche sia da campocavallo, che dai versanti dell'incagiata e san sabino; costeggia la jesina e poi gira a destra costeggiando il capannone spring color e creando il confine dei territori di osimo e castelfidardo. La manutenzione non è assidua e il fosso soffre sempre, tant'è vero che quando c'è una pioggia forte la strada provinciale è sempre allagata. I campi vicino alla spring color sono la zona più bassa, tipo conca, tra Campocavallo e Cerretano. Quindi non c'è solo il pericolo della fabbrica di 4.500 mq. di Balestra metalli in prossima costruzione, ma il grandissimo pericolo dell'area industriale "ORIANA FALLACI", decine e decine di migliaia di metri quadrati, tra strade e capannoni, non più drenanti con le acque convogliate in un fossetto e quando, questo esce dal comune di Osimo, chissenefrega...
Sicurezza, la polemica
continua a tener banco.
Forse i ladri responsabili dei furti in
appartamenti del circondario osimano avvenuti la scorsa settimana non pensavano
di scatenare tanto rumore fra le forze politiche cittadine.
I fatti di San Biagio, Santo Stefano e via Guazzatore hanno comunque lasciato il
segno così da spingere da spingere il sindaco Dino Latini ad incontrare questa
mattina alle ore 10.30 il prefetto D'Onofrio per chiedere un lavoro costante da
parte delle forze dell'ordine nelle frazioni di Osimo.
"Dopo aver parlato con D'Onofrio – dice Latini gettando acqua sul fuoco
delle polemiche – mi confronterò con tutti i partiti, ma prima devo sentire
il prefetto".
Una frase che allude anche alle dichiarazioni fatte nei giorni scorsi dal
segretario de "La Destra" Alessandro Buccelli, il quale lamentava un
dietro-front del sindaco Latini dopo la sua proposta di gruppi d'assistenza
civica notturna e al gesto del consigliere di Forza italia Giovanni Strologo di
andare dal questore di Ancona Giorgio Iacobone per chiedere più controlli.
"Vedrò anche Buccelli – giura Dino Latini - e chiunque lo ritiene
opportuno.
Le ronde de "La Destra" non sono l'unica proposta sul tavolo.
La consigliera Pd Paola Andreoni propone di impegnarsi per una sicurezza in
senso più ampio, "economica, sociale e relazionale" mentre
l'associazione Lupo annuncia gruppi di controllo per la sicurezza sul lavoro
nelle fabbriche, analisi dell' inquinamento dei fossi con rifiuti industriali e
dell'aria in città
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In merito alla sicurezza ed alle ronde
Tutte le estati si registrano alcuni
furti nelle abitazioni e non risulta che quest´anno Osimo sia più colpita
degli altri anni o di altri comuni tuttavia, probabilmente anche per via della
vivace campagna elettorale, mai come questo anno si cerca di cavalcare il
comprensibile stato di apprensione dei cittadini, oltre che ovviamente la rabbia
delle vittime, cercando di far passare anche da noi l´idea che occorrano ronde
di improbabili "charles bronson", meglio se messi a riposo da qualche
Arma o polizia e, magari, di questo passo si finirà per invocare anche qui la
presenza dell´esercito. > > Ci sembra anche curioso che proprio quanti
continuano a professare la fiducia e la solidarietà alle forze dell´ordine
perseverino poi nell´ invocare queste forme di sussidiarietà o di sostituzione
e si adoperino addirittura a far intervenire pattuglie di altri comuni ritenute
evidentemente più preparate; delle due l´una: o si ritiene le forze che
operano sul nostro territorio sprovvedute oppure si tenta di fare effetto sugli
elettori sollecitando la paranoia securitaria ampiamente amplificata sui media
ed in maniera bipartizan dalle forze politiche alle prese con il malcontento
popolare per via della recessione economica. > > Riteniamo che le forze di
polizia attive sul nostro territorio siano capacissime di tenere sotto controllo
la situazione e se ci sono carenze nella polizia municipale sarebbe meglio
trovar lavoro a qualche altro cittadino piuttosto che ricorrere a queste
soluzioni demagogiche e bizzarre, tuttavia pensiamo che la sicurezza garantita
da una solidale convivenza, da politiche sociali, ambientali ed urbanistiche
decorose, da una prevenzione degli incidenti sul lavoro non siano soltanto
materia di ordine pubblico e vadano, quelle si, perseguite anche dal lavoro
volontario e mutualistico dei cittadini; in questo senso meritano un plauso quei
cittadini volenterosi che stanno segnalando le inadeguate opere di edificazione
e conseguenti canalizzazioni, come quelle segnalate nella zona di S. Sabino e
Cerretano, iniziative che rispondono al senso civico cui abbiamo altre volte
fatto appello per costituire servizi di vigilanza e monitoraggio sui problemi
reali che riguardano la sicurezza presente e futura del territorio nel quale
viviamo e non volte soltanto a creare allarmismo alla ricerca di facile consenso.
L.u.p.o.
Speranze e nuove modalità di lotta dopo la manifestazione del 19 luglio
Cari amici, interrompo il mio silenzio dovuto anche a problemi che ho avuto col computer per fare il punto della situazione. All'indomani della manifestazione nazionale contro la costruzione del canile lager di Bordi avvenuta il 19 luglio ad Osimo, le reazioni da parte dei partecipanti sono state di due diverse tipologie: - le persone intervenute da fuori Osimo (che hanno risposto all'appello animalista nazionale) sono state piuttosto soddisfatte della riuscita della manifestazione (anche se non sono mancati i commenti sul numero dei partecipanti, che tutti auspicavamo maggiore di 500), - i membri dei comitati osimani che si stanno battendo ormai da più di un anno contro il malcostume imperante da almeno 8 anni nell'amministrazione comunale (canile lager, bitume, cementificiazione selvaggia, speculazione edilizia) erano invece abbastanza affranti. Il commento dominante degli attivisti osimani è stato: "Grazie ragazzi: ci abbiamo provato, ma è andata così"... In realtà il 19 luglio è servito e servirà moltissimo, perché sarà una delle tante pietre miliari che la società civile osimana sta mettendo in piedi, nella costruzione della propria rinascita e di quella della nostra città. Le vorrei ricordare brevemente: - manifestazione del 25 maggio 2007 contro il bitume; - volantinaggio a tappetto a luglio 2007 in tutte le case osimane porta a porta, per informare la cittadinanza sulla costruzione dell'impianto di bitume e sensibilizzarla in vista del consiglio comunale del 13 luglio 2007 che si è risolto ovviamente in una prosecuzione dello "status quo" che ha visto il consiglio comunale confermare l'autorizzazione alla costruzione dell'impianto; - mega manifestazione del 22 settembre 2007 contro il bitume dal titolo "Bugie e bitume", (la più grande manifestazione che si ricordi a memoria d'uomo a Osimo).
- vittoria plebiscitaria alle elezioni del 20 ottobre 2007 del consiglio di quartiere di Passatempo-Padiglione del nostro candidato Fabio Marchetti, (67% dei voti) e il fallimentare risultato dei candidati pro-Latini, a testimonianza che nel segreto dell'urna elettorale i pavidi cittadini di Passatempo sanno chi sta dalla parte loro, chi difende i loro diritti e chi invece li calpesta per favorire interessi particolari (e forti: leggi Calamante e Tecnovett di Bordi). E' seguito poi il periodo di "silenzio radio" chiestoci dal nostro legale, l'avvocato Tina Fusari, perché così le era stato a sua volta richiesto dalla Procura della Repubblica di Ancona che stava analizzando i nostri esposti e aveva bisogno di "non troppa pubblicità" sulla questione bitume. Tutti aspettavamo con grande speranza dei risvolti positivi - che erano clamorosamente a portata di mano - ma a cui la procura della Repubblica non ha dato seguito. Il cantiere del bitumificio, illegale, illegittimo ed abusivo non è stato fermato! C'erano tutti gli estremi per il blocco cautelativo deilavori, ma questo non è mai avvenuto. Questa delusione ha segnato un'altra tappa importantenella nostra maturazione di cittadini consapevoli della situazione in cui purtroppo è precipitato il nostro Paese (e Osimo in particolare): dobbiamo contare soltanto sulle nostre forze perché purtroppo le istituzioni che dovrebbero proteggerci, (Comune, Provincia, Regione, Procura della Repubblica), sono ormai diventate un "muro di gomma", un sistema autoreferenziale che protegge soltanto se stesso e i propri interessi, (a loro volta coincidenti con quelli di una imprenditoria corrotta, che di imprenditoriale a ben poco e di mafioso molto di più!). Un meccanismo patologico e criminale che sta distruggendo il nostro territorio marchigiano e - purtroppo - tutta l'Italia. Allora ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo proseguito con le nostre azioni:
- 7 aprile 2008,
all'arrivo delle ruspe della ditta Tecnovett per iniziare i lavori nel cantiere
del mega-canile (che il sindaco Latini aveva spergiurato non si sarebbe più
costruito, in attesa di una fantomatica conversione dell'area in impianto
fotovoltaico) abbiamo proiettato pubblicamente per la prima volta nella palestra
di Passatempo il video choc sul canile di Rieti gestito dalla Tecnovett; - 10
aprile 2008, con un "blitz" a sorpresa scattato alle 6.30 del mattino,
un gruppo di 60 persone circa, si è incatenato ai cancelli del cantiere della
ditta Calamante in Via Cola a Passatempo, per denunciare le illegalità
nella costruzione del bitumificio. Abbiamo ottenuto di essere ascoltati dal
questore e dal prefetto di Ancona, i quali ci promisero al cellulare del
commissario di Osimo (D.ssa Furcolo) intervenuta in loco, che se i manifestanti
avessero lasciato libero il passaggio, i comitati avrebbero potuto partecipare
ad una tavola rotonda con prefetto e questore circa la questione bitume e più
in generale circa le scellerate decisioni "urbanistiche" calate sulla
frazione di Passatempo dall'amministrazione Latini. Ci fidammo di questa
promessa, ma sbagliammo ancora una volta. Purtroppo essere di parola non va più
di moda: l'incontro non è mai > > avvenuto. - 19 luglio 2008,
manifestazione contro il mega canile. Come vedete, abbiamo fatto molto e ancora
molto c'è da fare. A qualcuno potrà sembrare che abbiamo raccolto ben poco,
anzi niente. In realtà non è affatto così: abbiamo informato, abbiamo
sensibilizzato, abbiamo incontrato altre realtà simili alla nostra che ci hanno
offerto la loro solidarietà e con le quali abbiamo "allargato il
giro". Sono cose importanti per una società civile che sta organizzandosi
sempre di più e che sempre di più sta diventando consapevole del cancro
che sta distruggendo il nostro paese.
Abbiamo dunque il dovere di andare avanti, di cercare magari nuove modalità di
lotta, sempre pacifiche, ma più efficaci che non saranno costrette a partire da
zero, ma poggeranno le proprie gambe e si faranno forza su tutto quello che
abbiamo fatto finora. Perciò dico solo una cosa: CORAGGIO! Noi vinceremo
perché siamo dalla parte del giusto e perché lottiamo per il bene della
collettività e della nostra Terra.
Loro perderanno perché la loro anima è addirittura più piccola e vile
dei miserabili egoismi oltre i quali il loro sguardo non riesce ad andare. Stay
tuned. Prossimamente organizzeremo un incontro rivolto ad un "giro
allargato" di gente per stabilire nuove modalità e strategie di lotta.
David
P.S.: Un ringraziamento particolare voglio rivolgerlo ai ragazzi della L.U.P.O. che dall'inizio di questo "risveglio democratico" osimano (del quale loro sono in qualche modo dei profetici precursori fin dai primi anni 90), si sono battuti al fianco dei comitati osimani per rivendicare i giusti obbiettivi che stiamo perseguendo, al di là di ogni considerazione o appartenenza politica, (non lesinando le proprie energie anche alle 6.30 del mattino). Grazie ragazzi!
P.P.S.: Un altro doveroso ringraziamento va alle associazioni animaliste e ai volontari venuti il 19 luglio da tutta Italia. Grazie anche a voi per la vostra solidarietà alla nostra causa e per tutto quello che fate ogni giorno per proteggere gli amici animali. Restiamo in contatto!
Cosa nostra e cosa pubblica
Osimo vive una emergenza democratica, ambientale, sociale ed urbanistica:
Democratica perché il modello di governo della giunta è volto principalmente a favorire clientele ed appetiti privati a discapito degli interessi della collettività e nel disinteresse arrogante di quanto esprimono le comunità costrette a subire le scelte amministrative, a volte sfrontatamente imposte, come quando Su la Testa ha avuto la faccia tosta di dichiarare che non si sarebbe dovuto costruire la nuova scuola a Passatempo per punire i cittadini ingrati che non volevano il canile ed il bitumificio;
Democratica e sociale, perché proprio per far ingoiare e dimenticare ai cittadini la propria gestione da comitato d’affari (degli affari di pochi) la giunta Latini si sta buttando demagogicamente su tutte le peggiori campagne securitarie ed emergenziali alimentate a livello nazionale dalle forze xenofobe: basti pensare alle ultime disposizioni per concedere aiuti (irrisori)soltanto a residenti indigenti di nazionalità italiana, negandoli agli osimani extracomunitari che qui versano le tasse comunali, basti pensare agli inutili spioni elettronici di cui ha fatto infestare ogni angolo della città, evitando di metterle dove servivano, vedi furto dell’afrodite, per continuare con le ronde di improbabili vigilantes pensionati, iniziative che però servono a far abituare gli osimani all’idea del grande fratello, che creano un clima generalizzato di sospetto e minano le relazioni sociali.
E nel mentre si fa un gran parlare a sproposito di sicurezza creando ad arte allarmismi ingiustificati la vera sicurezza manca nei nostri cantieri, sempre più coinvolti dagli incidenti sul lavoro, manca nelle nostre infrastrutture, vedi l’alluvione e la viabilità, manca nell’ambiente sempre più inquinato;
C’è un’emergenza ambientale provocata dalle politiche urbanistiche che viste come un modo veloce di far cassa con gli oneri di urbanizzazione (e non solo), un modo per ottenere favori e consenso in cambio di lottizzazioni fregandosene del prezzo che stiamo pagando e che continueranno a pagare gli osimani futuri.
E saranno presto evidenti altre emergenze, come quelle legate al devastamento dei migliori terreni agricoli, esposti a sud per continuare a far case e capannoni, assolutamente spropositati alle esigenze abitative e produttive delle popolazioni; fra un pò arriveremo a costruire sul Musone ed oltre e poi, visto la crisi alimentare ed agricola provocata dai biocarburanti e dalla speculazione ci mangeremo il cemento ed i mutui che non riusciremo a pagare.
Per tentare di salvare il salvabile è necessario che questa giunta smetta quanto prima di far danni, andandosene a casa ma non è sufficiente, occorre smetterla con questo modo di concepire la gestione della cosa pubblica ed in questo senso non faremo sconti a nessuno, cominciando col dire che non è certo un bel biglietto da visita per quella che dovrebbe essere la principale forza di opposizione alle liste civiche aver di fatto promosso il PRG con opportune astensioni per conflitti di interessi (che non esistono se si vota contro i propri interessi), oppure realizzando la lottizzazione della casa del popolo, facendo così mercato della memoria storica del movimento operaio esimano.
Continuiamo la lotta a fianco dei tenaci cittadini di Passatempo, contro tutti i ricatti e le intimidazioni; una vittoria sul canile e sul bitumificio avrà anche un enorme valore di inversione di tendenza verso tutte le emergenze che ci stanno artificiosamente costruendo e sancirà invece l’emergere della forza autoorganizzata dei cittadini, in grado finalmente di riprendersi dal basso la gestione della cosa pubblica, nell’interesse delle comunità e di chi nei territori ci vive, anziché di quanti sui territori ci speculano.
Riteniamo sia maturo il tempo che i comitati, le associazioni a difesa del territorio, le realtà sociali di base ed autoorganizzate, le forze ambientaliste da anni attive ad Osimo e dintorni producano una convergenza su un programma comune di gestione della cosa pubblica ed assumano direttamente l’onere politico di attuarlo; da parte nostra siamo a disposizione.
Lotta di Unità Proletaria Osimo
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BRAVI...
Tutte
le volte che abbiamo sentito quel giornalista con i capelli bianchi introdurre i
vari personaggi mediatici invitati a Castelfidardo da Conerianacult, ci siamo
dovuti sorbire la solita predica ipocrita sulla libera informazione e su
un’informazione di qualità.
Ebbene, visto che l’associazione Conerianacult dice di
battersi in prima linea per questo principio, non si capisce in che direzione
vada l’invito
di questa sera a Magdi Allam, che va aggiunto ai vari impiegati-pagliacci a
libro paga dei potenti di turno già passati per la Selva come Carlo Panella e
Tony Capuozzo (ridicolo poi presentarlo come inviato di guerra).
Magdi
Allam neanche dovrebbe avere la tessera da giornalista.
Le assidue citazione che Cristiano fa riguardo a informazioni ricevute dai
servizi su moschee, Hamas e stronzate portano a pensare se il signor Cristiano
Allam non sia che una spia dei servizi italiani, o magari della Cia.
Dal Corriere della Sera, covo di ebrei a partire dal direttore Paolo Mieli e
sfacciatamente sostenitore della politica di affermazione sionista, Magdi Allam
è riuscito a trovare un posto al sole.
Una tribuna dalla quale fare i suoi proclami sfacciatamente faziosi, bugiardi e
privi di ogni fondamento, cosa che con il vero giornalismo e la libera
informazione poco centra.
Un
palco dal qualche insultare, sputare, e spalare merda verso quel mondo
colpevole di non essersi asservito o allineato ai piani imperialisti
americano-sionisti.
Ma anzi reo di combatterlo.
Come contro i palestinesi che muoiono sotto le bombe di Gaza, considerati dei
feroci terroristi dal Cristiano Allam.
E contro tutti i loro sostenitori in italia come le comunità islamiche, la
gente che va in moschea e le forze antimperialiste.
Ci si chiede al di là delle posizioni politiche, come si possa dar
credito a certe persone giornalisti, o inviati di guerra.
Come Tony Cappuozzo che realizza i suoi reportage in Iraq dal blindato
statunitense.
Bravo
Capuozzo.
E bravi voi, che ancora credete alle favole e date credito a certe facce di
bronzo.
L.U.P.O. manifesterà tutta la propria disapprovazione contro Magdi Servo Del
Potere Cristiano Allam e l’associazione Conerianacult che si ostina a dar voce
a personaggi mediatici, meritevoli solo del fatto di essere comparsi in tv.
Bravi.
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ISTANZE
E PROPOSTE
dall’associazione
BioArs per una piattaforma comune
proposta da L.U.P.O.
L’associazione
BioArs con sede ad Osimo è nata alla
fine del 1998. Partita con obiettivi finalizzati a sviluppare una rete
artigianale che diffondesse concretamente la bioedilizia e l’artigianato
tradizionale, si è presto aperta alle contaminazioni culturali dei movimenti
urbanistico-umanisti degli ecovillaggi dell’Italia centrale, delle
associazioni di agricoltura biologica-biodinamica, delle esperienze alternative
di sviluppo sostenibile di Un Punto
Macrobiotico o di gruppi più radicali come gli organizzatori dei mercatini
bioregionalistici del Seminasogni.
Nell’ambito
propriamente osimano è stata l’organizzazione a sostegno logistico del Gruppo di Acquisto Solidale (ora molto florido e in fase avanzata di
clonazione), l’ideatrice insieme alla C.N.A. del Consorzio misto
pubblico-privato Marche Eque (chiuso a
Febbraio di quest’anno per divergenze di obiettivi e perché qualche comune
come Osimo non faceva fronte ai propri impegni) e la co-fondatrice della Rete
di Economia Solidale delle Marche (che va a vele piuttosto gonfie).
Nella
sede dell’associazione in via Tiziano hanno trovato ospitalità e “cantiere
sociale” gruppi purtroppo scomparsi come Osimo
per
Negli
ultimi anni BioArs fa esclusivamente
attività culturale e divulga un bollettino non periodico a una mailing list di
oltre duemila iscritti (persone fisiche ma anche associazioni che lo rigirano).
Le
istanze
Le
modalità operative e i settori economico-culturali interessati dall’attività
di BioArs sono indicativi delle istanze che questa associazione
vorrebbe apportare alla piattaforma sociale proposta da L.U.P.O. , di cui la quintessenza è l’uscita veloce da questa
globalizzazione economica.
Nell’ambito
della campagna elettorale locale 2004, BioArs
si era espressa in favore della “sintesi politica” Osimo
in Movimento, schierandosi indirettamente con il candidato Giacco,
distribuendo a undicimila gruppi familiari osimani l’opuscolo “L’arte di
vivere ad Osimo”. Testi e disegni erano stati realizzati in collaborazione con
altre associazioni e vi erano espresse sia analisi a 360°, sia soluzioni e
progetti specifici da adottare in Osimo. Era un’evidenza che queste istanze
non potevano essere recepite che da una piccolissima parte della popolazione: le
Cassandre non sono facilmente digeribili ed è molto più semplice seguire le
Facce di Cazzo. Anche oggi comunque che esse sono evidenti a chiunque abbia un
minimo di senso critico, rimangono sempre perdenti e scomode sul piano
politico-elettorale. Come si può essere popolari parlando di catastrofi
ecologiche, di decrescita economica e di povertà solidale? Ma come si può
altrimenti tacere, rendendosi conto di quello che sta succedendo? Probabilmente
il tema dell’energia è il terreno più semplice per far comprendere agli
osimani che cos’è il “progresso”, come è stato reso possibile, come e
quando finirà e i gravi errori di non difendere le attività e la cultura
artigianale locale per favorire i centri commerciali e di svendere i gioielli di
famiglia (territorio agricolo per cementificazioni tumorali, Astea, giacimenti
di Metano) perpetuati volgarmente da questa amministrazione comunale.
Le
proposte
Si
elencano brevemente, senza troppe spiegazioni in questa fase, una decina di
nostre proposte da analizzare meglio e discutere insieme agli altri soggetti.
1)
Geotermia
a bassa entalpia, grazie agli oltre
2)
Annullamento del contratto con la
compagnia di estrazione e/o esproprio del giacimento
del metano nei pressi di via Offagna.
Costituzione di una nuova società partecipata a maggioranza comunale che
gestisca l’estrazione del gas naturale del territorio osimano [sulla
sovranità territoriale bisognerà battersi ben bene, cominciando a sollevare la
questione il prima possibile].
3)
Costituzione di un’altra società
partecipata che gestisca la produzione di biossido di silicio
e la trasformazione in pannelli per il solare-fotovoltaico, attraverso una
filiera economica integrata dove gli attori sarebbero agricoltori e allevatori
marchigiani. La tecnologia è semplice e viene usata in India: i forni per calce
vengono alimentati da lolla o pula di graminacee al posto di combustibili
fossili; le ceneri ottenute sono biossido di silicio purissimo. [queste
attività economiche strategiche alla fine dell’era petrolifera devono essere
in mano della pubblica amministrazione; in più la produzione di calce
aerea/idraulica può essere effettuata al posto dell’utilizzo di calcare da
cave di montagna calcinando a soli
4)
Il
controllo comunale sull’acqua di rete. Se
non è possibile il riacquisto della maggioranza delle quote dell’ASTEA, si
dovrà pensare ad un’operazione con Gorgovivo, magari allacciandosi ad Ancona,
anche via Camerano. [come nell’altro punto
stiamo parlando di una risorsa strategica, che tra l’altro deve essere
controllata seriamente a livello sanitario, al contrario dell’amministrazione
comunale osimana che non ha adeguatamente informato la popolazione quando negli
ultimi anni sono avvenuti episodi di inquinamento o sforamento dai parametri di
legge].
5)
La
gestione di un sistema di “logistica di ritorno”.
Si è calcolato che gli imballaggi, gli articoli “usa e getta” e gli
alimenti che buttiamo via ogni giorno incidono per circa un quarto della spesa
di una famiglia media italiana. L’amministrazione sovrintenda, favorendo
indirettamente nuove produzioni locali, la vendita di prodotti sfusi (alimentari
solidi e liquidi, detersivi, ecc...). Per cui anche vino, birra, bibite in
bottiglie in vetro a rendere con la cauzione per il vuoto. Nelle mense pubbliche
e nelle sagre solo stoviglie lavabili. [insomma
6)
Le
Piazze delle Erbe diffuse. L’immediata
creazione in tutti i quartieri e tutte le frazioni di un’area adibita a
mercato coperto per la diffusione di generi alimentari e altri beni prodotti
localmente. Spazi anche per la distribuzione regolamentata dei beni (non
reperibili in zona) prenotati e pagati in anticipo dai Gruppi di Acquisto
Solidali. Promozione di mercati dello scambio dell’usato [consentendo
a chi non può permettersi il “nuovo” di accedere a beni importanti e di
qualità; e a chi vuole sbarazzarsi del vecchio, di non aggiungerlo al pozzo
senza fondo dei rifiuti].
7)
L’esproprio
di alcune terre agricole. Il costo dei
combustibili fossili, dovuto non a speculazioni ma a difficoltà di estrazione
per giacimenti agli sgoccioli [per estrarre
venti barili di petrolio oggi se ne devono usare oltre dodici in energia, contro
uno o due barili di pochi anni fa], porterà
alla chiusura o alla dislocazione di molte fabbriche e fabbrichette della nostra
zona. Per motivi di ordine pubblico (crisi economica dovuta a licenziamenti) il
Comune può espropriare alcuni terreni agricoli ancora non inquinati e
affittarli ai cittadini che abbiano partecipato a corsi gratuiti organizzati
dall’amministrazione su orticoltura, permacoltura, agricoltura non intensiva,
allevamento in simbiosi. [dobbiamo anche
approfittare delle esperienze e della disponibilità di alcuni pionieri del
movimento dell’agricoltura naturale, la vera ricchezza italiana e delle Marche
in particolare].
8)
La
prevenzione pubblica delle malattie. Quando
in un sistema come quello italiano
9)
Miglioramento
dei trasporti pubblici. Alla
fine dell’era petrolifera non si dovrebbe più sperperare denaro pubblico per
nuove strade, ma ripristinare una rete efficiente di autobus (a metano finchè
ci sarà) che colleghino centro, periferie, frazioni. [oggi,
molte vecchiette che ad esempio abitano a S.Paterniano, non hanno praticamente
possibilità di venire ad Osimo centro].
10)
Diffusione
di una cultura umanistica. Ci stiamo
avvicinando a passi spediti verso un periodo inquadrabile come “lunga
emergenza mondiale” (crisi energetica, economica, finanziaria, bellica,
ecologica, sanitaria, sociale). Le associazioni culturali locali devono essere
aiutate seriamente. [non solo quelle
infiltrate e usurpate. E poi basta con Chocolate
Day e Halloween. E basta con la
cementificazione della campagna e la bifolchizzazione della città].
via
Tiziano, 19 60027 – Osimo (An)
Tel. 071.714572 – 335.6468053 – 071.714068
MANIFESTAZIONE 19 LUGLIO 2008: NO AL MEGA-CANILE AD OSIMO
Va data la massima disponibilità alla riuscita della manifestazione, cerchiamo tutti di fare uno sforzo anche in considerazione del periodo più propenso allo stravacco che ai cortei di protesta; ad Osimo c'è una emergenza ambientale, democratica, di mancanza di comune buon senso, alimentate da questa giunta e da quanti, da una opposizione di comodo, l'hanno spesso puntellata (vedi astensioni su prg). Facciamo appello non soltanto ai nostri iscritti o simpatizzanti ma a tutti quanti si battono, anche in altri territori della regione contro politiche urbanistiche dissennate attuate da amministrazioni che puntano ad arraffare quanto più possibile oggi, fregandosene del lascito di devastazione in eredità delle generazione future. Per noi non sarà soltanto una manifestazione animalista, pur essendo evidente che la tecnovett è interessata soltanto a lucrare sul sentimento di affetto per gli animali di tanti concittadini, come dimostrano le denunce per maltrattamenti che ha già subito; sarà invece una ennesima prova di forza contro la giunta latini nel complesso delle sue scelte che in questi anni hanno privilegiato gli interessi di pochi e potenti, con il loro indotto di cortigiani ruffiani, a discapito degli interessi della collettività.
COMUNICATO UFFICIALE
SULLA MANIFESTAZIONE DEL 19 LUGLIO CONTRO IL MEGA-CANILE AD OSIMO
Il "Coordinamento dei movimenti in difesa dell'ambiente nel territorio di Osimo e nelle zone limitrofe" organizza ad Osimo (AN) una manifestazione a carattere nazionale contro la costruzione di un mega-canile da 800 cani in località Passatempo autorizzata dall'amministrazione comunale di Osimo alla ditta Tecnovett srl, già inquisita per maltrattamento ed uccisione degli animali nel canile di Rieti. Sabato, 19 luglio 2008 alle ore 18.00 dal piazzale del San Carlo ad Osimo partirà un corteo pacifico diretto al centro storico con arrivo nella centralissima Piazza Boccolino. Il corteo si concluderà con alcuni interventi e con la proiezione del video shock che mostra il trattamento subito dai cani nella struttura di Rieti gestita dalla Tecnovett srl, posta sotto sequestro dalla Guardia Forestale, (ma ancora in attività).
Per il bene dei cani non vorremmo che quello di Passatempo di Osimo fosse una fotocopia in scala più grande del canile di Rieti. Ma oltre al destino di quei poveri animali, esiste il pericolo di una devastazione irrimediabile per Osimo e il suo territorio. Un anfiteatro naturale è stato già sbancato per far posto al canile e con esso alla distruzione della vita dei residenti e al totale azzeramento del valore patrimoniale di chi ha fatto tanti sacrifici per avere una casa tutta sua in quello che una volta era un piccolo paradiso. Questo significa il degrado IRREVERSIBILE del nostro territorio oltre che il degrado della nostra umanità! Non possiamo permettere che tutto questo accada e che vengano violati in maniera così arrogante i diritti degli animali e dei cittadini per favorire alcuni interessi particolari. Preghiamo pertanto tutti coloro che sono sensibili a queste tematiche, di partecipare numerosi alla manifestazione nazionale di sabato 19 luglio ad Osimo.
Il Coordinamento dei movimenti in difesa dell'ambiente nel territorio di Osimo e nelle zone limitrofe
Per chi volesse mettesi in contatto per avere ulteriori informazioni Rivolgersi a Nerina Bianchetti Tel 071 7100574 (cell 349 1123568) Email claudiofreddi@libero.it

Furto afrodite
Abbiamo appreso con sconcerto del furto perpetrato
nell'atrio comunale dove da mesi sembra sia scomparsa una statua di afrodite di
epoca romanica e ci chiediamo di quale sicurezza garantita da
patetiche ronde di giustizieri in pensione o da ben remunerative (per chi le
installa e chi le fa installare) telecamere-spione si vada cianciando; ce lo
chiediamo al pari di tanti nostri concittadini che in questi mesi si sono
sentiti rintronare la testa dei tanti input securitari, partiti
dall'amministrazione comunale e dai partiti di destra, sempre scontati nel
cavalcare le psicosi di massa indotte ad arte per far dimenticare i veri
problemi, per poi vederci il territorio intasato di spioni elettronici utili a
riprendere i clienti di locali non in linea con il trend bacchettone che si
cerca di imporre in città, o magari a riprendere qualche imbarazzante incontro
clandestino, ma evidentemente inadeguate a tutelare i veri interessi alla
sicurezza ed alla privatezza dei cittadini.
E le reali questioni inerenti la sicurezza sono bel altre: quelle delle norme da
far rispettare sui cantieri di lavoro, quelle relativa ad un ambiente devastato
dalle colate di cemento, quelle dell'inquinamento e della minaccia alla salute
ed ora c'è da aggiungere anche la salvaguardia del patrimonio artistico e
culturale della città per il quale non si è pensato di mettere le
probabilmente uniche spy-cam che sarebbero state necessarie, telecamere delle
quali si è abusato e si continua ad abusare con i soldi dei contribuenti per
sollecitare le fregole voyeuristiche dei nostri repressori preventivi che
evidentemente non prevengono un bel niente.
C'è da ringraziare anche quell'insegnante che si è accorto della scomparsa di
un valore artistico che appartiene a tutta la comunità, mostrando un'
attaccamento
alla cultura di Osimo certamente non riscontrabile nella negligenza degli
addetti per mandato a tale compito i quali, senza il suo intervento, non si
sarebbero ancora accorti di nulla.
Lotta di Unità Proletaria Osimo

Oggi nella produzione di molti beni...
Di recente ho avuto la fortuna di sostenere un esame sul saggio "La cultura del nuovo capitalismo", di Richard Sennet (Il Mulino). I contenuti che per una piccola parte riporto qui erano molto interessanti. Tuttavia, mai avrei pensato di trovare così presto e così palesemente un riscontro empirico delle parole di Sennet nella mia realtà locale: Ancona.
Oggi nella produzione di molti beni, dalle auto ai computer ai vestiti viene applicato in tutto il mondo quel principio che il sociologo americano definisce "tecnica di piattaforma". Essa consiste nella creazione di un prodotto di base, identico tra un'azienda e l'altra, al quale poi vengono apportate modiche minori e superficiali per trasformarlo in un determinato prodotto di marca, griffato. Cioè, a questo prodotto base spoglio di ogni banale optional vengono apportate delle modifiche spesso e volentieri irrilevanti. I produttori chiamano questo "qualcosa in più" che differenzia i vari prodotti "doratura". Come spiega chiaramente Sennet, per vendere il prodotto radicalmente standardizzato il venditore "esalterà il valore di differenze secondarie, facili e veloci da realizzare, sicché al momento dell'acquisto per il consumatore conterà soltanto la superficie". L'obbiettivo è quello di far apparire a chi compra più importante il marchi che la superficie. Dunque il profitto diventa direttamente proporzionale alla capacità di rendere visibili le differenze, per quanto superflue esse siano.
Principi che grazie all'irrefrenabile neoliberismo odierno hanno irrotto dall'economia alla cultura politica. Così che lo stesso Sennet è arrivato a coniare l'espressione "marketing politico". Se la politica fa proprio il concetto della "tecnica di piattaforma", ecco che tutte le forze partitiche in campo devono correre ad accentuare le differenze tra loro, evidenziare particolari con i quali l'elettorato possa identificarsi. Ma non per l'importanza dei contenuti, quanto più per il valore quasi integralista che la società da ai simboli. L'esempio è lampante. In Gran Bretagna i partiti hanno preso posizioni radicalmente diverse sulla questione se consentire o meno la caccia alla volpe con i cani. Il parlamento inglese ha dedicato circa 700 ore di dibattito alla questione. Viceversa, la discussione sulla creazione di un'Alta Corte del Regno Unito è durata 18 ore.
Con occhi increduli a pochi giorni di distanza dalla lettura del libro ho avuto modo di assistere ad una seduta consigliare del comune di Ancona che mi ha fatto rivivere quanto avevo imparato dal saggio. Nel consiglio del 31 marzo 2008 era inserito all'ordine del giorno la discussione di una mozione presentata da un consigliere Udc, Francesco Bastianelli, che chiedeva di ospitare una rappresentazione della Sacra Famiglia ovvero il presepe nei locali di palazzo del Popolo, il municipio. Il documento si era arenato in consiglio dal natale 2006. La discussione è stata abbastanza accesa e alla fine non solo il bue e l'asinello sono riusciti a spaccare il Partito democratico tra laici e cattolici (ennesima dimostrazione delle contraddizioni strutturali interne a questo partito), ma hanno anche fatto si che al momento del voto la coalizione sostenitrice della giunta finisse in minoranza. Come se non bastasse dopo il presepe è arrivata sul banco di consiglieri una mozione "in merito ai problemi del club ippico" della città.
Zeno Leoni
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LETTERA APERTA ALL' ANTENNA CIVICA (mensile di vita osimana)
in risposta al seguente articolo apparso sul
giornale nel maggio 2008.

Egregio Direttore,
ho avuto occasione di leggere il numero 5 de L'Antenna Civica, il mensile che Lei dirige, edito nel mese di maggio 2008 e sento il dovere di rappresentarle il mio pensiero in merito all'articolo: "Decebalo: lingua biforcuta" pubblicato nel suddetto numero.
Premesso che l'anonimato dietro il quale l'autore dell'articolo si nasconde dice tutto del suo spessore morale e professionale, mi meraviglio come un periodico un tempo serio come l'Antenna Civica possa aver dato spazio ad una simile nefandezza. L'articolo trabocca dalla prima all'ultima parola di insulti, offese e attacchi gratuiti (oltre che falsi), a diversi membri dei comitati di cittadini che in questi ultimi mesi sono sorti liberamente ad Osimo per rappresentare in maniera civile e democratica la propria contrarietà ad alcune scelte dell'attuale Amministrazione Comunale che ritengono sbagliate e dannose per la collettività.
La presunta ironia con la quale l'anonimo autore pensa di aver scritto l'articolo, è in realtà un sarcasmo becero (per altro neanche divertente), incomprensibile ai lettori poiché aggredisce la vita privata dei suddetti cittadini con accuse fantasiose e insinuazioni pretestuose, che non hanno alcuna attinenza con le questioni di pubblico interesse sollevate dai comitati di cui sono membri.
In un mondo venduto, sempre più deturpato dalla trivialità e dalla menzogna, immaginavo che almeno L'Antenna Civica potesse restare fuori dal cattivo gusto dilagante, ma evidentemente la dignità e l'onestà intellettuale sono virtù pregiate e rare che - devo mestamente farle notare - non trovano purtroppo dimora nel periodico da Lei diretto.
La ringrazio per l'attenzione.
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LETTERA AL SINDACO LATINI
Gent.mo Sindaco, Provo una profonda pena e tristezza nel constatare come lei racconti sempre più "favole" ai suoi cittadini...anch'io ne racconto ai miei figli, ma di ben altro tenore. Racconto loro che l'onesto ha sempre la meglio rispetto al disonesto, racconto che vince sempre il bene sul male, che la giustizia vince sull'ingiustizia, che la vita di ogni essere vivente è sacra, che l'ambiente va rispettato e che nessuno ha il diritto di distruggere ciò che ci è stato dato, soprattutto in nome della speculazione.
I miei figli Giacomo ed Andrea mi dicono che racconto sì delle belle favole, ma che queste rimangono tali, che la vita ovunque - e soprattutto a Osimo è - ben diversa. Come dar loro torto! Mi ricordano che le nostre ragioni non vengono mai ascoltate, mi ricordano che la verità non viene mai detta e che l'ingiustizia prevale sulla giustizia. E ancora, come sia proprio il primo cittadino a raccontare frottole ai suoi elettori: "Il maxicanile, state certi, non si farà", dice davanti a decine di persone al Consiglio di quartiere di Passatempo… ed ecco che le betoniere arrivano a spalmare un bel po' di cemento su di una collina meravigliosa e a prepararla per l'arrivo di oltre 800 cani. A soli 100 metri dalle abitazioni più vicine. Mi fanno notare, i miei figli, come il nostro caro sindaco non rispetti assolutamente la natura che invece fa parte del nostro territorio e lui per primo dovrebbe valorizzare. E non rispetta, così facendo, nemmeno le persone. Mi ricordano che, al contrario, è bravo solo a raccontare bugie, in ogni sede. E, aggiungo io, non solo bugie, quello che è più grave sono i ricatti, le intimidazioni, le minacce di querela contro chi fa solo valere i propri diritti. È risaputo che chi non ha argomentazioni valide con le quali controbattere, chi non ha nulla di concreto da dire, allora arriva alle minacce.
E allora si arriva anche a controllare i numeri di targa delle persone ritenute "nemiche", come la sottoscritta, a pubblicarli in rubriche cosiddette satiriche su giornali come l'Antenna, prendendo in giro me e la mia famiglia, gettando fango su di noi per le nostre sacrosante battaglie in difesa della qualità della nostra vita e dell'ambiente che appartiene a tutti gli osimani. Anche a lei. Che pena, che vergogna... mio marito, io, i miei figli (e chissà quanti altri), ci chiediamo in che mani siamo. Lei sarebbe quello che dovrebbe rappresentarci? Mi vergogno, sopratutto quando fuori a Osimo, trovo persone che deridono la mia città facendo battutacce (purtroppo fondate!) sugli amministratori di questa che un tempo era, con le sue frazioni, una delle più belle località delle Marche.
Siamo ormai alla frutta, lei sa solo ricattare e minacciare e riesce a negare anche l'evidenza pur di salvare la sua faccia, quella dei suoi assessori e quella dei componenti delle Liste civiche, che sono arrivati ad affermare che è colpa nostra, dei cittadini di Passatempo che si oppongono al bitumificio e al maxicanile, se la scuola elementare nella nostra frazione non si farà più. È una minaccia di ritorsione, accompagnata dall'ultima menzogna: la scuola elementare è stata bloccata dalla Provincia, non da noi, che non abbiamo (così come non ce l'hanno le Liste civiche) nessun potere in materia. Siamo stati accusati di aver fatto circolare un video diffamatorio nei confronti del proprietario del maxicanile e dell'Amministrazione Comunale di Osimo: come mai non ci è giunta nessuna querela, finora?
Comunque, signor Sindaco, stia tranquillo, anche lei passerà alla Storia: maxicanile, bitumificio e un piano regolatore "bocciato" dalla Provincia, saranno i degni monumenti con i quali lei sarà ricordato dai posteri.
La ringrazio per l'attenzione.
Nerina Bianchetti

Invito alla assemblea popolare dei movimenti di lotta sul territorio osimano
Per Lunedì 16 giugno invitiamo i destinatari di questa mail ad una pubblica assemblea che si terrà presso il bar-pizzeria “La Base” di San Sabino dalle ore 21.15 per discutere delle prospettive delle prossime elezioni amministrative che si terranno per il comune di Osimo, la cui campagna elettorale è già da tempo in corso con le iniziative propagandistiche prese da Su la Testa, ad es. con le iniziative riguardo alla strada di bordo e con la difesa a spada tratta degli interessi di lottizzatori ed appaltatori e con le altrettanto strumentali campagne delle forze di destra riguardo a gonfiati quando non del tutto inventati problemi di sicurezza, come quelli che si vorrebbero risolvere con le ronde.
Proprio riguardo a questi argomenti avremmo da sottoporre all’attenzione degli invitati alcune nostre proposte, oltre che ascoltare quelle che emergeranno in corso di dibattito, consapevoli della necessità di un confronto tra le soggettività che animano ed hanno animato l’opposizione sociale e le molte lotte sviluppatesi in questi anni a difesa del territorio, della salute dei cittadini e dell’ambiente, dei diritti civili e dei diritti alla sicurezza, prima fra tutte quella sul lavoro; certi che solo dalla ripresa di una decisa iniziativa sociale che metta al centro le istanze di base ed i bisogni reali dei cittadini, a partire dai settori più colpiti dalla recessione si potranno rigettare le alchimie della politica ridotta oramai a garantire soltanto gli interessi di banche, grandi imprese e poteri forti; sicuri che solo da un conseguente nuovo protagonismo dei settori popolari si potranno ribaltare gli attuali rapporti di forza favorevoli ai ceti dominanti ed affossare definitivamente le prudenti (quando non complici) scelte di governabilità o di alleanze compatibili che hanno portato alla scontata distruzione di forze politiche che pensavano il conflitto in termini di controllo, anziché di rappresentanza, da scambiare con poltrone e briciole di potere.
Pensiamo che le elezioni comunali potrebbero rappresentare l’occasione di un salto di qualità per questa multiforme opposizione reale, da anni in rotta di collisione contro la gestione da “cosa nostra” ostentata con baldanzosa arroganza dall’amministrazione Latini, ma anche piuttosto restia a lasciarsi irretire da una opposizione spesso di sua maestà, come dimostrato dal recente voto sul piano regolatore, un’opposizione che comunque non è stata in grado finora di formulare una alternativa praticabile al modo di far cassa con gli oneri di urbanizzazione ed i favoritismi clientelari e che talvolta è stata guidata da linee eterodirette dagli enti sovracomunali piuttosto che da una idea di gestione alternativa della cosa pubblica.
Pensiamo che occorra produrre un serio tentativo per mettere in relazione e tentare di unire in una piattaforma comune gli sforzi generosi attuati dai comitati a difesa del territorio, le esperienze di consumo solidale, le ostinate battaglie ambientaliste (a fronte di una potente macchina devastatrice che sta danneggiando in modo irreparabile l’assetto idrogeologico oltre al tessuto sociale), le esperienze dei movimenti contro la guerra, le tante microresistenze delle molteplici soggettività ed anche soggetti individuali che indicano nelle pratiche solidali e nell’opposizione alle forme lavorative e razziali dello sfruttamento la via possibile di nuove trasformazioni collettive dei rapporti sociali.
Riteniamo maturo il tempo perché questi temi diventino centrali nella prossima campagna elettorale, sia producendo un soggetto autonomo in grado di rappresentarli direttamente, oppure determinando le condizioni perché una tale piattaforma sociale diventi comunque discriminante anche sul terreno elettorale; sia cioè in grado di definire e rappresentare comunque un blocco sociale che le esprima e che invece di frantumarsi nelle forme coatte della rappresentanza (PD- PDL, interfacce del nazionale partito unico delle classi dominanti o Sinistra disperatamente attaccata alla coda del PD) imponga comunque la centralità delle proprie istanze nell’agenda politica delle formazioni politiche osimane da qui a maggio. Ed oltre.
Potete girare questo invito a quanti ( singoli, associazioni, forze politiche e sociali) ritenete opportuno e vi preghiamo di comunicarci l’adesione a Lupo_osimo@hotmail.com od al 3393935535

Comunicato stampa
Cosa Nostra
Dopo la decisione della Tecnovett di ricominciare i lavori nel cantiere di Fratte di Passatempo per la costruzione del megacanile di 800 posti, assolutamente spropositato alle esigenze del territorio in materia di randagismo, decisione presa per ripicca dopo che i comitati sorti a tutela del territorio e attenti anche alle sensibilità dei cittadini animati da sincero affetto per gli animali hanno diffuso un video attestante le reali esigenze lucrative di suddetta impresa, video della Lav che attesta l’intervento della guardia forestale e mostra i maltrattamenti e gli stenti a cui erano sottoposti i cani di un analogo canile per la quale la magistratura di Rieti ha posto sotto inchiesta i nostri cinofili – abbiamo dovuto sorbirci l’ennesima figura da Pinocchio della giunta che, nella persona del sindaco stesso, aveva prospettato la possibilità di riconversione in impianto fotovoltaico dell’area interessata acquisita dal signor Borghi, durante un incontro con i cittadini organizzato dal consiglio di quartiere di Passatempo.
Fortunatamente oramai gli osimani sono vaccinati a queste repentine e schizofreniche svolte e non prestano fede alle promesse di questa amministrazione arrivata alla frutta, tuttavia crediamo che le ultime esternazioni effettuate dalla lista civica del sindaco, aldilà della goffaggine un po’ naif con cui viene espresso il ricatto di non far costruire la scuola nella frazione ribelle, meritino una attenzione non solo dai genitori e dagli studenti per i quali “Su la Testa” vorrebbe subordinare il diritto allo studio all’asservimento agli interessi degli speculatori che stanno devastando con colate di cemento il nostro territorio, ma anche dagli organi preposti al corretto utilizzo degli strumenti amministrativi; uscite di questo genere rischiano di far passare Provensano come un uomo mite, rispetto agli appetiti manifestati con tanta sfrontata ed impudente voracità.
Da parte nostra continueremo a sostenere con sempre maggior determinazione la legittima resistenza dei comitati e della popolazione di Passatempo, e riteneniamo maturo il tempo di passare a forme di disobbedienza civile ed anche economica, visto che è il solo linguaggio che, nella loro sorda arroganza al servizio dei profitti ed a discapito dei cittadini, l’Amministrazione e certe imprese sembrano in grado di capire.
L.U.P.O.

COMUNICATO SULLE RONDE CITTADINE
Lotta di Unità Proletaria Osimo in merito allla proposta venuta dalla Destra e, a quanto pare accolta con interesse dall'Amministrazione comunale, rassicura i solerti difensori della sicurezza della comunità osimana affinchè non si diano eccessiva pena ad organizzare le squadre dei necessari angeli custodi e lasciar campare tranquilli i militari e poliziotti, giustamente in pensione dopo tanto duro lavoro, dal momento che sta già organizzando un servizio a tutela della sicurezza dei cittadini e del teritorio; volontari animati da senso civico stanno già monitorando il territorio e saranno pienamente operativi tra breve per difendere gli osimani dal degrado portato dalla urbanizzazione selvaggia, spesso realizzata senza le adeguate strutture di servizio come dimostrato dall'alluvione, da una conseguente viabilità insostenibile che aumenta gli incidenti nonchè le misutre vessatorie contro gli automobilisti; vigileranno sul rispetto delle norme di sicurezza sui posti di lavoro dal momento che da noi, come in tutto il paese, la precarizzazione ed il ricatto occupazionale sta trasformando la giornata lavorativa in una roulette russa;denunceranno le condizioni di indigenza di tanti concittadini, provocate dai tagli a spese sociali e salari e dallo strozzinaggio dei mutui bancari, forniranno prove del mancato rispetto delle norme di tutela ambientale e della nostra salute, a cominciare dagli sversamenti ed emissioni nocive di molte attività presenti nelle nostre zone industriali, difenderanno il diritto alla salute dei cittadini costretti a convivere con produzioni insalubri, si attiveranno per fermare l'onda xenofoba e razzista che mette a repentaglio la sicurezza di tutti, italiani ed immigrati, pur di creare facili capri espiatori dove far confluire il malcontento popolare provocato da una politica che sa fare solo gli interessi delle classi dominanti. Le ronde per la vera sicurezza dei cittadini osimani avranno i colori di Osimo, il rosso ed il giallo, e la fascia al braccio con su scritto "arditi del popolo" per riagganciarci idealmente al solo tentativo serio che storicamente poteva opporsi all'avanzare delle squadraccie fasciste, quelle milizie operaie e popolari, colpevolmente dismesse dalla sinistra e dalla CGIL nel ventennio, preludio alla marcia su Roma ed oggi, i nostri "sinistri" con il campidoglio già perso, stanno lucidamente perseguento la stessa smobilitazione delle conquiste e tradizioni operaie, ma ad Osimo c'è chi non smobilita proprio niente: loro vogliono giocare agli sceriffi noi vogliamo la convivenza pacifica e solidale di tutti i cittadini, il riscatto del territorio, la riappropriazione dello spazio pubblico e la sua sottrazione alle mire degli araffoni: "non un passo indietro"