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Siamo vicini al dolore dei familiari di Massimo Crepaldi, rimasto investito ed ucciso ad Asti durante un blocco stradale.

Vogliamo inoltre esprimere solidarietà al Movimento dei forconi,  agli autotrasportatori, agli agricoltori che stanno attuando dure forme di lotta contro il Governo Monti, estesesi dalla Sicilia in tutto il Paese.

Il costo insostenibile dei carburanti, le liberalizzazioni ed i diktat europei che stanno mettendo in ginocchio categorie di lavoratori già in difficoltà per la crisi, come agricoltori, pastori, camionisti (mentre non toccano assicurazioni e banche) il ribasso dei contratti nei trasporti pubblici sono battute di un copione già visto in Grecia nel 2008: colpire prima più duramente i lavoratori pubblici e gli autonomi per poi affondare decisamente sul lavoro dipendente, rispetto al quale si va annunciando un giorno si e l’altro pure l’attacco all’art. 18 ed alla cassa integrazione straordinaria, ma dopo i blocchi di questi giorni sarà la volta delle mobilitazioni sindacali con lo sciopero dei sindacati di base il 27 gennaio e la manifestazione nazionale a Roma della Fiom l1 febbraio.

La mobilitazione di lavoratori autonomi e dipendenti dovrà dare le prime spallate a questo governo illegittimo, installato dai poteri forti con l’appoggio di maggioranza ed opposizione, passate dal famigerato PUA- partito unico dell’alternanza- a partito unico e basta; dovrà sopperire ai balbettii ed alle reticenze della sinistra ma la difficoltà che si incontra oggi a costruire una opposizione anticapitalista e popolare, in grado di porsi come alternativa politica di sistema, non da meno ce ne fa avvertire l’urgenza perché le sole lotte si rivelano insufficienti senza un progetto complessivo per uscire dalla crisi nel solo modo favorevole ai lavoratori ed alle classi popolari: verso un nuovo socialismo.

Le denunce di infiltrazioni mafiose neofasciste che si sprecano in questi giorni, verificate in maniera irrilevante per ingenuità ammesse dagli stessi leader del movimento siciliano, come dichiarato da Mariano Ferro, fanno parte del tentativo di criminalizzare i movimenti di lotta, per dare mano libera a prefetti e polizia e se non bastasse magari all’esercito, come già avvenuto per i movimenti antidiscarica.

Al di là di contraddizioni e limiti corporativi, in parte insiti nella natura di mobilitazioni come queste e nel composito corpo sociale che le anima, esse hanno un indubbio profilo popolare e godono della comprensione e dell’appoggio di ampi strati  di popolazione per le rivendicazioni che mettono in campo.

Lotta di Unità Proletaria Osimo

 

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